Il lancio

Apple ci riprova con l’AI di Siri ma con l’aiuto di Google (e non in Europa né in Cina)

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Apple ha presentato una versione rinnovata del suo assistente Siri, trasformandolo in un'intelligenza artificiale conversazionale (IA). Tuttavia, è stata costretta ad affidarsi alla tecnologia della rivale Google, dopo il tentativo fallito di svilupparne una internamente.

Ieri Apple ha presentato una versione rinnovata del suo assistente Siri, trasformandolo in un’intelligenza artificiale conversazionale (IA). Tuttavia, è stata costretta ad affidarsi alla tecnologia della rivale Google, due anni dopo il fallimento del primo tentativo di svilupparne una internamente.

SiriAI basato su Gemini di Google

Previsto per questo autunno, l’assistente di Apple, rinominato SiriAI, permetterà agli utenti di delegare attività come scrivere email, effettuare ricerche tra le app o lasciare che lo strumento interpreti ciò che viene visualizzato sullo schermo.

Tuttavia, andrà bene soltanto per i dispositivi parametrati in inglese. E non sarà disponibile in Cina né sugli iPhone e gli iPad nell’Unione Europea, visti i conflitti in essere fra Apple e le autorità di regolazione locali, in particolare di tutela della Privacy.  

L’assistente, che richiederà dispositivi recenti dotati di chip Apple, si basa su un adattamento interno dei modelli Gemini di Google, aumentando la dipendenza del gigante di Cupertino dalla sua vicina di Mountain View.

L’AI di Apple funziona soltanto nel suo ecosistema

Apple, che a differenza di Google ha fatto della privacy dei dati un punto di forza, ha ripetutamente sottolineato nella sua presentazione che queste funzioni di intelligenza artificiale funzionano solo all’interno del suo ecosistema sicuro.

Le lacrime di Tim Cook alla sua ultima apparizione come Ceo

La presentazione, preregistrata come di consueto, ha segnato l’ultima apparizione pubblica del Ceo Tim Cook all’apertura della Worldwide Developers Conference (WWDC) annuale: “È stato l’onore di una vita“, ha dichiarato in conclusione, prima di cedere il testimone a John Ternus, responsabile dell’ingegneria hardware (nella foto con Tim Cook), che gli subentrerà il primo settembre.

Pochi minuti prima del discorso di apertura, Tim Cook ha salutato la comunità di sviluppatori riunita all’Apple Park, asciugandosi una lacrima tra gli applausi.

L’AI di Apple non si era mai concretizzato finora

Due anni fa, alla stessa conferenza, Tim Cook annunciò che Apple stava compiendo un passo importante verso l’integrazione diffusa dell’IA generativa, sulla scia dell’entusiasmo che aveva travolto il settore dopo il lancio di ChatGPT.

Ma il lancio non si è mai concretizzato: l’attesissimo rinnovamento dell’assistente vocale Siri, pubblicizzato dalle campagne pubblicitarie dell’azienda, non è mai arrivato, portando a una class action intentata da clienti americani contro Apple, che l’azienda ha accettato di risolvere quest’anno con un risarcimento di 250 milioni di dollari.

Scommessa

Il ritardo di Apple nella corsa all’IA non è considerato insormontabile da molti analisti: con oltre 2,5 miliardi di dispositivi attivi, Apple potrebbe emergere vincitrice una volta che l’utilizzo dell’IA sarà consolidato.

Nonostante la mancanza di un’offerta di intelligenza artificiale competitiva, il titolo Apple ha sfidato la gravità negli ultimi due anni. La sua capitalizzazione di mercato supera i 4 trilioni di dollari, posizionandosi tra le prime tre al mondo, dietro a Nvidia e vicina a Google. Nel trimestre conclusosi a marzo, Apple ha registrato un utile netto di quasi 30 miliardi di dollari (+19%), trainato dalle enormi vendite dell’iPhone 17.

Le difficoltà dell’azienda nello sviluppo indipendente dei propri strumenti di intelligenza artificiale contrastano nettamente con la sua cultura di controllo end-to-end, dai chip al software. Questa situazione la sta costringendo ad aumentare la sua interdipendenza da Google. Il rapporto è di lunga data: Google paga decine di miliardi di dollari ogni anno per essere il motore di ricerca predefinito del browser Safari dell’iPhone. Molte delle innovazioni presentate lunedì sono simili a quelle già implementate da Google per i suoi utenti, che ha integrato l’intelligenza artificiale nel servizio di messaggistica Gmail, nel servizio di mappe Maps e nel sistema operativo Android per smartphone e tablet.

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