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Apple acquisisce la startup israeliana Q.ai per 2 miliardi di dollari

Apple ha ufficializzato l’acquisizione di Q.ai, startup israeliana fondata nel 2022 a Tel Aviv e attiva nello sviluppo di tecnologie di AI applicate all’audio, all’imaging e al machine learning.

L’acquisizione mira a rafforzare ulteriormente la casa di Cupertino nel campo dei dispositivi intelligenti e dei wearable. Q.ai ha messo a punto soluzioni capaci di migliorare la qualità dell’audio in contesti particolarmente rumorosi, ambiti che si inseriscono nell’evoluzione di prodotti come AirPods, già arricchiti da funzionalità di AI come la traduzione in tempo reale.

Secondo Johnny Srouji, senior vice president di Apple per le tecnologie hardware, Q.AI è “un’azienda straordinaria che sta aprendo la strada a modalità nuove e creative di utilizzo dell’imaging e del machine learning”.

La competizione delle big tech nel mondo dei wearable

La mossa si inserisce in una competizione sempre più serrata tra i big della Silicon Valley sul fronte dei wearable basati su AI. Meta ha già registrato un buon riscontro con gli smart glasses Ray-Ban, che permettono di dialogare con l’assistente AI, mentre Google e Snap si preparano a lanciare i propri occhiali intelligenti entro l’anno. Anche OpenAI si muove nella stessa direzione: nel 2024 ha acquisito IO, la startup fondata dall’ex designer Apple Jony Ive, che starebbe sviluppando un dispositivo compatto per interagire con ChatGPT.

Storicamente Apple evita acquisizioni di grandi dimensioni, preferendo operazioni mirate di acquisizione di talenti o di proprietà intellettuale da startup più piccole. L’eccezione più rilevante resta l’acquisto di Beats per 3 miliardi di dollari nel 2014, che ha contribuito a rafforzare la posizione di Apple nello streaming musicale con Apple Music.

Apple: trimestrale da record grazie alle vendite di iPhone

Apple batte le attese di bilancio con un exploit del suo prodotto di punta, l’iPhone, in particolare in Cina. Nel trimestre concluso a dicembre, il primo dell’anno fiscale 2026 per l’azienda, le entrate dal suo smartphone, il nuovo modello iPhone 17, sono cresciute del 23% a 85,3 miliardi, un record andato ben al di là del 78,3 miliardi ipotizzati e che ha spinto il giro d’affari del gruppo a 144 miliardi, un rialzo del 16 per cento.

Anche la divisione Servizi ha raggiunto un nuovo record di ricavi, ben 30 miliardi di dollari, con una crescita del 14% rispetto a un anno fa e configurandosi come una seconda colonna importante nella composizione del fatturato della società.

Il dato più eclatante? Ad oggi i dispositivi Apple attivi sono a 2,5 miliardi.

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