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Anche l’Antitrust apre istruttoria su Facebook, Pitruzzella ‘Informazioni su uso e raccolta dati ingannevoli’

Dopo il Garante per la Protezione dei dati Personali si muove anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha annunciato l’apertura di un’istruttoria su Facebook “per informazioni ingannevoli su raccolta e uso dati”. Lo ha annunciato l’autorità in un tweet che cita un’intervista a Sky tg24 del presidente Giovanni Pitruzzella.

L’Agcm ha avviato il procedimento istruttorio nei confronti di Facebook Inc. per le presunte pratiche commerciali scorrette, concernenti:

Secondo l’Autorità, tali comportamenti potrebbero integrare due distinte pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt. 20, 21, 22, 24 e 25, del Codice del Consumo, in quanto, da un lato, Facebook non informerebbe adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, l’utente dell’attività di raccolta e utilizzo, a fini commerciali, dei dati che egli cede. Dall’altro, Facebook avrebbe esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali, in cambio dell’utilizzo di Facebook, presterebbero il consenso alla raccolta e all’utilizzo di tutte le informazioni che li riguardano in modo inconsapevole e automatico, tramite un sistema di preselezione del consenso e a mantenere lo status quo per evitare di subire limitazioni nell’utilizzo del servizio in caso di deselezione.

 “Quando ci iscriviamo a Facebook” – ha spiegato Pitruzzella – “sulla homepage troviamo un messaggio che dice che il servizio è gratuito e lo sarà sempre. Ma il consumatore non è messo in grado di sapere che al contrario cede dei dati, per i quali ci sarà un uso commerciale, come dimostrano anche le recenti vicende”.

“Si tratta – ha proseguito il presidente dell’Antitrust – di problematiche nuove che involgono vari profili: c’è un profilo di tutela della privacy, per cui il regolatore di settore, l’Autorità per la privacy, nazionale e europea, sta intervenendo; c’è un profilo di nuove regole, occorrono regole adeguate ai tempi a cui sta pensando l’Autorità per le Comunicazioni, c’è poi un profilo di tutela del consumatore, noi siamo stati chiamati a intervenire dalle associazioni di tutela del consumatore, e riteniamo che i messaggi devono essere chiari, precisi, non ingannevoli, su cosa le piattaforme come Facebook fanno della nostra identità digitale”.

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