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Altro che data center spaziali, xAI di Musk ha bisogno di fondi ecco il perché della fusione con SpaceX

Musk cerca di capitalizzare sull’appetito degli investitori, ecco perché ha fuso xAI con SpaceX

xAI è ufficialmente integrata in SpaceX. È riportato anche nel sito del gigante della Space Economy, portando il valore complessivo delle due aziende a 1,25 trilioni di dollari: “SpaceX ha acquisito xAI per dare vita al più ambizioso motore di innovazione verticalmente integrato sulla Terra (e non solo), con intelligenza artificiale, razzi, internet spaziale, comunicazioni dirette verso dispositivi mobili e la piattaforma di informazione e libertà di parola più avanzata al mondo“.

La corsa all’intelligenza artificiale (AI) è costosa, tanto costosa e per tenere il passo con la concorrenza xAI di Elon Musk ha bisogno continuamente di risorse finanziarie, soprattutto quando se ne briciano tante in pochissimo tempo.

Secondo un rapporto pubblicato da The Information, xAI ha comunicato agli investitori di aver bruciato 9,5 miliardi di dollari solo nei primi nove mesi del 2025.

Tim Farrar, presidente della società di ricerca sul settore delle telecomunicazioni e dei satelliti TMF Associates, propone questa lettura: “L’integrazione di xAI in SpaceX consente a Musk di capitalizzare sull’insaziabile appetito degli investitori per le partecipazioni nel settore dell’intelligenza artificiale, garantendo al contempo una solida posizione finanziaria dell’azienda nonostante le crescenti perdite”.

L’imprenditore multimiliardario sudafricano vuole quotare in borsa la sua SpaceX con un’IPO stratosferica, un modo sicuro di raccogliere il capitale necessario per tenere a galla adesso e potenziare successivamente xAI.

L’obiettivo è consentire a SpaceX di raccogliere almeno 50 miliardi di dollari e raggiungere una valutazione complessiva da 1,5 trilioni di dollari.

Gli investimenti nell’AI ci sono oggi, domani non è detto

Ad xAI i soldi servono subito. “In questo momento si stanno investendo decine di miliardi di dollari nelle aziende di AI e tra sei o dodici mesi gli investitori potrebbero cambiare idea”, ha affermato Farrar. Ne consegue, che “ottenere i fondi è fattibile adesso”, ma potrebbe non esserlo successivamente.

I dubbi sulla sostenibilità degli investimenti in AI sono emersi già da tempo e già Microsoft ha saggiato i possibili contraccolpi di un calo di fiducia o anche di una linea di insicurezza, che può essere alimentata da uno qualsiasi dei fattori di instabilità che aleggiano dentro e attorno ai mercati finanziari.

Per far questo Musk usa anche e tanto la comunicazione. I mezzi non gli mancano, a partire dalla sua piattaforma social X. La Space Economy (e in prospettiva la New Space Economy) è un settore redditizio e la sua società è la più forte e la meglio posizionata con oltre 9mila satelliti in orbita e più di 9 milioni di clienti sparsi per il mondo.

Lanciare un altro milione di satelliti

Recentemente, la Federal Communications Commission (FCC), autorità indipendente che regola le telecomunicazioni nazionali e internazionali (radio, TV, satelliti, cavo, internet) negli USA, ha autorizzato SpaceX al lancio di altri 7.500 satelliti. Musk però sa bene che più si parla di futuro, più si alimenta l’hype attorno allo Spazio.
sempre alla FCC ha presentato domanda di lanciare 1 milione di nuovi satelliti. Non c’è una tempistica ancora, ma basta solo leggerla per alimentare immaginazione e opportunità di investimento.

Si parla di data center spaziali, alimentati a energia solare, che possono connettere tutto il mondo indipendentemente da dove ci si trovi: in mezzo al mare, in mezzo alle montagne, in zone impervie o desertiche.

Il patron di Tesla, SpaceX, xAI e X parla anche di “trasformazione in una civiltà di livello Kardashev II”, che sarebbe in grado di “sfruttare tutta la potenza del Sole“, riferendosi direttamente a una serie di ipotetiche società aliene di cui ha parlato l’astronomo russo Nikolaj Kardašëv negli anni ’60 del secolo scorso.

Fantasie, anche molto seducenti e che certamente aprono a dialoghi interessantissimi sul nostro futuro prossimo e su possibili “altri mondi”, ma, appunto, parliamo di qualcosa davvero lontano da noi quanto dalla nostra realtà vissuta.

Musk grande comunicatore

Il punto è che quando l’uomo più ricco del mondo (!) scrive qualcosa su X, fa annunci da un palco o apre il portagli non passa mai inosservato e viene rilanciato da tutti in tutto il mondo. Musk generalmente fa un uso spregiudicato della comunicazione, quasi sempre abbinata a operazioni di borsa. La storia del suo acquisto di Twitter, poi rinominato in X, ne è un esempio da manuale.

Musk utilizza la comunicazione in modo diretto e non convenzionale, spesso attraverso i social media, influenzando le aspettative degli investitori. Annunci su nuovi prodotti, promesse tecnologiche o visioni future generano attenzione mediatica e possono incidere rapidamente sul valore delle azioni, con un effetto immediato anche sulla sua ricchezza personale. Sostanzialmente, qui, il problema è che speso, oltre all’arrosto, c’è anche tanto fumo.

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