Finestra sul mondo

Allarme sui conti pubblici spagnoli, Theresa May vuole il compromesso con Ue su Brexit, L’italia e la legge di bilancio

Poteri, economia, finanza e geopolitica nelle ultime 24 ore.

di Agenzia Nova |

Finestra sul mondo è una rubrica quotidiana con le notizie internazionali di Agenzia Nova pubblicate in collaborazione con Key4biz. Poteri, economia, finanza, lette in chiave di interdipendenza con un occhio alla geopolitica. Per consultare i numeri precedenti, clicca qui.

Spagna, il Fmi lancia l’allarme sui conti pubblici del prossimo anno

10 ott 11:12 – (Agenzia Nova) – Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha lanciato l’allarme sui conti pubblici della Spagna, a pochi giorni dalla scadenza prevista per l’invio del bilancio a Bruxelles. L’istituto diretto da Christine Lagarde, che celebra oggi la sua assemblea generale a Bali, in Indonesia, calcola che il governo iberico raggiungera’ l’obiettivo di deficit del 2,7 per cento del Pil quest’anno ma sforera’, con ampio margine, il tetto del prossimo anno fissato all’1,8 per cento. Lo riferisce il quotidiano economico “Expansion”, aggiungendo che, secondo i tecnici del Fondo, l’esecutivo di Pedro Sanchez presentera’ nel bilancio 2019 un deficit di almeno il 2,3 per cento del Pil. Tali previsioni arrivano dopo che il governo socialista ha concordato a luglio un allentamento dell’obiettivo di cinque decimi sia per quest’anno che per il prossimo, rispettivamente al 2,7 per cento e all’1,8 per cento del prodotto interno lordo. Il Fmi ha inoltre suggerito a Madrid di inserire nel bilancio per il 2019 “un pacchetto di misure credibili”. Ad ogni modo, i tecnici si sono detti certi che la Spagna uscira’ dalla procedura di infrazione per il deficit eccessivo aperta dall’Unione europea nel 2009 mentre il debito pubblico chiudera’ l’anno al 97,2 per cento del Pil contro il 96,7 per cento ad aprile. La percentuale scendera’ ancora al 96 per cento nel 2019 e al 95 per cento un anno dopo.

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Bolivia-Cile, presidente Morales scrive a Pinera per riaprire il dialogo su un possibile accesso al mare

10 ott 11:12 – (Agenzia Nova) – Poco piu’ di una settimana, dopo la sentenza avversa della Corte internazionale di giustizia (Cig), il presidente della Bolivia Evo Morales ha scritto al suo omologo cileno Sebastian Pinera invitandolo alla ripresa del dialogo su un possibile accesso al mare. Una nota, come ha spiegato il capo dello stato nel corso di una conferenza stampa ripresa dal quotidiano “La Razon”, nella quale La Paz riconosce la sentenza della Cig e ne rilancia l’appello a sviluppare rapporti basati sullo spirito di “buon vicinato”. “Dando seguito al verdetto della Corte, la Bolivia invita il governo del Cile a riprendere il dialogo per rispondere ai temi relativi alla situazione di chiusura territoriale della Biologia e di tutti quelli riferibili a un rapporto di buon vicinato, riconosciuti da entrambe le parti come di interesse mutuo”, si legge in un passaggio della lettera. Sin dal giorno dopo la sentenza, La Paz ha fatto sapere che avrebbe voluto comunque rilanciare la questione. Santiago ha ribadito il proprio impegno a dialogare su una ampia agenda, nel rispetto del verdetto della Corte.

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Stati Uniti, speculazioni sulle dimissioni dell’ambasciatore Onu Haley

10 ott 11:12 – (Agenzia Nova) – Le dimissioni dell’ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, Nikki Haley, giunte inaspettatamente e a meno di quattro settimane dalle elezioni di medio termine, hanno sollevato non pochi dubbi circa i motivi reali dietro il passo indietro dell’ex governatrice della Carolina del Sud. Haley ha motivato la decisione parlando semplicemente del bisogno di una pausa dopo sei anni come governatore e due alle Nazioni Unite. La stampa statunitense, pero’, si sta interrogando sulla tempistica dell’annuncio e su cosa si possa celare dietro le dimissioni, dato che l’uscita di Haley e’ prevista per la fine dell’anno e che quindi sara’ ancora in carica dopo le elezioni di novembre. Haley e’ considerata il funzionario piu’ popolare della Casa Bianca, in grado di ottenere un apprezzamento trasversale tra i Repubblicani e i Democratici. Per questo la scelta di un annuncio immediato, e non dopo le elezioni, appare controproducente. La notizia, poi, e’ arrivata in un momento di grande entusiasmo tra i Repubblicani e lo stesso Trump, dopo la sofferta conferma del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema. La Haley, ricorda poi il quotidiano statunitense “Washington Post”, e’ anche il primo funzionario di grande profilo a lasciare l’amministrazione dopo la pubblicazione di un editoriale del “New York Times”, in cui un “alto funzionario dell’amministrazione”, ancora anonimo, ha parlato apertamente di una “resistenza interna” tesa a minare l’operato del presidente. In quell’occasione fu fatto anche il nome di Haley come potenziale autore dell’editoriale, data la sua ben consolidata indipendenza all’interno dell’amministrazione..

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Regno Unito, premier May chiede pieni poteri per ulteriori compromessi con Ue su Brexit

10 ott 11:12 – (Agenzia Nova) – Il primo ministro britannico Theresa May si prepara ad ottenere dal suo gabinetto i pieni poteri per poter offrire ulteriori compromessi sulla Brexit in vista del vertice della prossima settimana con i leader europei. Lo scrive oggi il quotidiano britannico “The Times”; secondo il quale May guidera’ un’ampio dibattito all’interno del governo nella riunione di gabinetto in programma per il 16 ottobre, alla vigilia della sua visita a Bruxelles per il Consgilio europeo. Secondo “The Times”, May e’ convinta di poter raggiungere un accordo di compromesso con l’Unione europea sulla questione della frontiera terrestre tra l’Ulster (l’Irlanda del Nord britannica) e la Repubblica d’Irlanda (paese membro dell’Ue). In particolare, May progetta di offrire ai leader europei un piano che manterrebbe il Regno Unito all’interno dell’Unione commerciale e doganale europea anche dopo la Brexit. Per mitigare la prevedibile opposizione degli elementi piu’ euroscettici del suo Partito conservatore, la premier britannica pensa comunque di strappare all’Ue un “chiaro processo” per consentire al Regno Unito di uscire gradualmente sia dall’Unione commerciale sia da quella doganale. Un processo che sarebbe accompagnato dalla facolta’ del governo di Londra di stringere nuovi accordi commerciali con paesi ed organizzazioni sorvranazionali extraeuropei. Quello del primo ministro britannico e’ chiaramente un piano incentrato sul rinvio delle questioni piu’ spinose aperte dalla Brexit, per evitare che il 29 marzo del 2019 il Regno Unito esca dall’Unione europea senza alcun accordo sui futuri rapporti commerciali. A favore di May e del suo piano sulla Brexit gioca il fatto che questo timore e’ ampiamente condiviso negli ambienti economici e politici del Regno Unito. In soccorso di May potrebbe arrivare un gruppo di una trentina di deputati ribelli del Partito laburista, che sembrano pronti a sfidare il loro leader Jeremy Corbyn e a votare con il governo conservatore a favore del suo piano sulla Brexit. Ne e’ convinto il quotidiano britannico “The Times”, sostenendo che dai 30 ai 40 deputati laburisti stanno considerando una loro ribellione parlamentare come rimedio dell’ultima ora per impedire una “hard Brexit”. Secondo le fonti citate da “The Times”, questa minaccia di ribellione e’ un modo per spingere la leadership del Partito laburista ad appoggiare una soluzione “ordinata” del divorzio britannico dall’Ue. L’iniziativa ha anche l’obbiettivo di sabotare la speranza di Corbyn che una bocciatura parlamentare del piano di May sulla Brexit faccia cadere il governo e apra a elezioni anticipate, in un momento cosi’ drammatico per il futuro del Regno Unito.

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Francia, Parigi utilizza la francofonia come strumento di soft power

10 ott 11:12 – (Agenzia Nova) – La lingua francese rappresenta per Parigi uno strumento di “soft power” da utilizzare anche in ambito politico e diplomatico. Ne scrive il quotidiano francese “Les Echos”, ricordando che questa settimana in Armenia si tiene il XVII summit dell’Organizzazione internazionale della francofonia (Oif), al quale partecipera’ anche il presidente francese, Emmanuel Macron. La lingua di Molie’re e’ la quinta piu’ parlata del mondo, con 274 milioni di persone in circa 75 territori. In questi ultimi anni l’Oif ha allargato la sua sfera di influenza includendo nuovi paesi e, soprattutto, nuove missioni riguardanti aspetti economici, ambientali e sanitari. “Questi paesi che hanno poco a che vedere con la francofonia, la considerano come un altro spazio di influenza, come se l’Oif costituisse una piccola Onu” ha dichiarato Linda Cardinal, ricercatrice sulla lingua francese a Ottawa. “L’Oif corre un vero pericolo di dispersione” ha affermato Pierre-Andre’ Witlzer, ex ministro della francofonia. Macron ha recentemente affermato che la missione dell’Oif e’ quella di “contribuire a far progredire la pace, la democrazia e l’uguaglianza tra uomini e donne”. Al termine del summit di questa settimana, Louise Mushikiwabo, diplomatica del Rwanda, assumera’ la guida dell’organizzazione succedendo alla canadese Michaelle Jean.

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Francia, il rimpasto di governo non sara’ annunciato prima di venerdi’ sera

10 ott 11:12 – (Agenzia Nova) – IIl rimpasto di governo previsto dal presidente e dal primo ministro della Francia, Emmanuel Macron ed Edouard Philippe, non sara’ annunciato prima della serata del 12 ottobre prossimo, giorno in cui il capo dello Stato tornera’ dal suo viaggio in Armenia. Lo ha annunciato l’Eliseo, affermando che Macron “vuole prendere tutto il tempo necessario, nella calma, la professionalita’ e il rispetto delle persone”. L’obiettivo e’ quello di formare “una squadra coerente e di qualita’ a servizio dei francesi”. La stampa francese ripercorre la giornata di ieri, 9 ottobre, durante la quale era atteso l’annuncio del rimpasto di governo. Molti osservatori si aspettavano anche le dimissioni di Philippe e del suo esecutivo: una semplice formalita’ visto che Macron lo avrebbe rinominato subito dopo affidandogli nuovamente l’incarico di costituire un nuovo governo. Macron e Philippe si sono presi tutto il tempo necessario per studiare a fondo i nomi dei futuri ministri. Sono ancora sconosciuti i ministeri che verranno toccati da questo ricambio, eccezione fatta per quello dell’Interno, guidato ad interim da Philippe dopo le dimissioni di Ge’rard Collomb la scorsa settimana. La destra e la sinistra sono insorte denunciando una “tragicommedia” e una “mascherata”. “In questa maggioranza e in questo governo non c’e’ nessuna impazienza” ha dichiarato il premier Edouard Philippe durante un suo intervento all’Assemblea Nazionale.

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Varoufakis a “Bloomberg”, l’operato del governo italiano porta l’Ue piu’ vicina alla disgregazione

10 ott 11:12 – (Agenzia Nova) – L’ex ministro delle Finanze della Grecia, Yanis Varoufakis, commenta il braccio di ferro in atto tra Roma e Bruxelles in merito alle politiche di bilancio in una intervista a “Bloomberg”. Secondo l’ex ministro, l’attuale Esecutivo italiano dovrebbe dismettere “la sindrome da bambino viziato” del precedente governo guidato da Matteo Renzi. L’ex premier italiano, afferma Varoufakis, “fingeva in Europa di rispettare regole che in realta’ l’Italia non puo’ rispettare, perche’ sono incompatibili con la politica economica italiana. E poi, da Roma, pretendeva che all’Italia fosse concessa una deroga alle regole cui aveva acconsentito a Bruxelles”. Un primo ministro responsabile, afferma l’ex ministro greco, dovrebbe essere “sincero nei confronti del proprio elettorato e anche dell’Europa”, e chiedere “che il Consiglio europeo si riunisca per ridiscutere le regole”, anziche’ “pretendere il diritto di piegarle” alle esigenze del paese. Varoufakis afferma che le regole di bilancio europee siano effettivamente proibitive per l’Italia, paese che l’ex ministro definisce “una specie di Giappone dell’Europa: e’ una economia industrializzata orientata all’export, gravata da banche zombie e da un grave problema demografico. Immaginate – prosegue Varoufakis – cosa accadrebbe oggi in Giappone se lo si obbligasse al pareggio di bilancio, e al contempo si sottraesse alla Banca del Giappone la capacita’ di immettere liquidita’ nel mercato”. Secondo Varoufakis, dunque, “le regole non funzionano, ma il problema e’ come fare a cambiarle”. L’attuale governo italiano “dovrebbe convocare il Consiglio europeo, come e’ nel suo diritto di grande paese con un debito pubblico da 2.300 miliardi di euro, e chiedere un cambiamento di queste regole”. Roma, invece, sta tentando di piegare le regole, e questo, afferma l’ex ministro greco, “e’ un approccio indigesto per la Germania”.

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Italia, Tria non placa i timori del mercato per lo scontro con l’Ue sul bilancio

10 ott 11:12 – (Agenzia Nova) – Il ministro delle Finanze dell’Italia, Giovanni Tria, ieri martedi’ 9 ottobre ha inutilmente tentato di placare le crescenti preoccupazioni dei mercati sulle politiche di bilancio del suo paese: lo scrive il quotidiano economico britannico “The Financial Times”, riferendo che il costo del debito statale italiano e’ salito ai massimi da quattro anni a questa parte, nonostante le assicurazioni offerte da Roma di voler ridurre la tensione sia con gli investitori che con l’Unione Europea. L’articolo, firmato a piu’ mani dall’inviato a Roma del giornale della City di Londra, Miles Johnson, e dalle giornaliste della redazione finanziaria londinese Kate Allen e Federica Cocco, riporta che parlando ieri in Parlamento il ministro Tria ha ribadito come la coalizione populista non rinuncera’ al progetto di espandere il deficit annuale per poter aumentare nettamente la spesa pubblica: benche’ Tria si sia detto preoccupato per il crescente costo del debito dell’Italia ed abbia annunciato che il suo governo fara’ tutto il necessario per fugare i timori dei mercati, allo stesso tempo ha spiegato ai parlamentari riuniti a Roma che un drastico aumento della spesa e’ necessario per rilanciare la crescita economica del paese. mentre Tria parlava, lo spread tra i titoli del debito pubblico di Italia e Spagna e’ arrivato a toccare il livello massimo da 20 anni a questa parte: questo tuttavia, commenta il “Financial Times”, e’ comunque segno che gli investitori non sono preoccupati per il futuro dell’Eurozona, nonostante la spirale al rialzo dei rendimenti dei titoli italiani. Ieri ad ogni modo i Btp italiani a 10 anni hanno raggiunto un rendimento del 3,71 per cento ed un differenziale di 2,06 punti base con i corrispondenti titoli spagnoli, lo spread piu’ ampio dal 1997. Ma lo spread che piu’ viene tenuto d’occhio dai mercati e’ quello tra i titoli italiani e gli equivalenti titoli della Germania: si tratta, sostiene una analisi del giornale londinese, del principale tra gli indicatori-chiave identificati dagli investitori che cercano di navigare nel mercato delle obbligazioni di Stato italiane; gli altri sono il rendimento dei titoli italiani, come rendimenti e spread possano ripercuotersi sulla situazione delle banche della Penisola e sulla crescita dell’economia italiane ed infine la reazione dei mercati delle obbligazioni di Stato degli altri paesi membri dell’Eurozona. Lo spread Italia-germania dunque e’ arrivato ormai a 316 punti base, mentre i rendimenti dei titoli italiani a 10 anni hanno sfondato quota 3,71 per cento. Secondo le opinioni raccolte dalla giornalista inglese Kate Allen, il vero campanello d’allarme suonera’ se i rendimenti delle obbligazioni italiane arriveranno a superare la barra simbolica e psicologica del 4 per cento: ed anche Tria ha citato quel dato come il livelo al quale il governo italiano “prenderebbe provvedimenti” per ridurre le tensioni finanziarie. Ma neppure questo spingera’ Roma a fare marcia indietro nello scontro con Bruxelles: il governo populista italiano potrebbe esservi costretto, conclude il “Financial Times”, solo nel caso che si materializzi una pressione da parte dei mercati veramente significativa.

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Italia-Ue, Roma progetta un’Europa “che spenda piu’ di quello che ha”

10 ott 11:12 – (Agenzia Nova) – L’Italia progetta un’Europa “che spenda piu’ di quello che ha”: e’ quanto si legge sul quotidiano tedesco “Die Welt”, secondo cui il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, intende “rinegoziare le idee fondamentali dell’Unione europea” con “meno meccanismi di stabilita’ e piu’ investimenti”. Tuttavia, in questo modo, Savona “mette a rischio l’economia” dell’Italia. “Nonostante la gravita’ della situazione” e le sue dure critiche all’euro, Savona ha recentemente affermato: “Non sono un euroscettico, dico soltanto che i principi con cui funziona l’Ue oggi non sono piu’ attuali”. L’Unione europea deve quindi essere riformata, secondo il ministro degli Affari europei, che al tema ha dedicato un documento dal titolo “Politica per un’Europa diversa, piu’ forte e piu’ giusta”. Sulla base di tale scritto, secondo “Die Welt”, e’ stata redatta la legge di bilancio per il 2019 approvata da Palazzo Chigi che, a causa dello sforamento dei parametri di bilancio europei, e’ stata duramente criticata dall’Ue. Secondo Savona, il progetto di bilancio “non e’ stato compreso”. Inoltre, il ministro degli Affari europei si e’ chiesto: “Perche’ dobbiamo ancora attenerci alle ricette economiche degli anni ’80 la cui efficacia non e’ mai stata provata?”. Secondo Savona, “Queste idee risalgono a prima che Cina diventasse una potenza economica internazionale, a prima della caduta del muro di Berlino”. Questa situazione “non puo’ continuare” perche’ l’Ue con la sua disciplina economica attuale “e’ in rotta verso un iceberg col pilota automatico”. Pertanto, secondo Savona, l’Ue deve promuovere gli investimenti, anche “spendendo piu’ di quello che ha”, aggiunge “Die Welt”.

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Italia, il suicidio sul debito

10 ott 11:12 – (Agenzia Nova) – Con la legge di bilancio per il 2019 recentemente approvata da Palazzo Chigi, il governo italiano compie un “suicidio sul debito”, spaventando con le sue “acrobazie finanziarie” non soltanto l’Unione europea, ma anche i mercati finanziari. E’ quanto si legge sul settimanale tedesco “Der Spiegel”, secondo cui la Commissione europea e’ “fortemente preoccupata” dalla finanziaria per il 2019 a causa dello sforamento dei parametri di bilancio europei previsto dal provvedimento. Al contempo, le critiche alla legge di bilancio mettono d’accordo imprenditori e sindacati, evento “raro” in Italia. Per il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, la finanziaria per il 2019 aggrava ulteriormente il debito italiano, gia’ al 134 per cento del Pil, “senza stimolare nuovi investimenti o dare all’economia lo stimolo necessario”. Il segretario generale della Confederazione generale italiana del Lavoro (Cgil), Susanna Camusso, si dice “d’accordo” con le affermazioni di Boccia, aggiungendo che la finanziaria e’ “contraddittoria e antisociale”. Per “Der Spiegel”, prima che i tassi di interesse sui titoli di Stato italiani tornino a salire, il governo “dovrebbe ridurre il debito”, non aumentarlo con gravi rischi per la tenuta delle finanze pubbliche che potrebbero andare “presto fuori controllo”. Il “suicidio sul debito” compiuto dalla coalizione di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle per mantenere le promesse elettorali nella nuova legge di bilancio “verra’ pagato in particolare dalle famiglie a reddito medio”.

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