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Alaska

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2015 – Italia, Francia

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Fausto e Nadine sono due persone fragili e sole.  Quando si incontrano per caso nei saloni di un grande albergo di Parigi è subito colpo di fulmine. Sono entrambi ossessionati dall’idea della felicità che però sembra essere irraggiungibile. Fausto lavora come cameriere e a modo suo tenta di sopravvivere nella costosa capitale francese, mentre Nadine è nata e cresciuta lì. Due solitudini che dopo essersi incontrate si amano alla follia fino a farsi del male.

Dopo Una vita tranquilla (2010, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) e con protagonista Toni Servillo, è la volta di Alaska. Claudio Cupellini torna sul grande schermo e si sofferma nuovamente sul tema dell’emigrazione e dell’emarginazione. Fausto, interpretato da Elio Germano, è un altro italiano che vive all’estero e affronta grandi difficoltà oltre a fare i conti con la propria capacità di relazione.

Alaska (dal nome del locale notturno gestito da Sandro, amico di Fausto) è “un film tra romanticismo e pancia”, come lo definisce Germano. È uno dei pochi film italiani presentati alla 10. Festa del Cinema di Roma, nella sale cinematografiche con 01 Distribution. È il terzo lungometraggio di Cupellini, forse meno autentico degli altri, ma di certo molto intenso e pronto a offrire grande credibilità a una storia contemporanea di solitudine e nostalgia. ‘Ho amplificato nel film tutti questi sentimenti già in scrittura – commenta il regista –. Questi due personaggi sono il risultato di tutti gli errori che inevitabilmente commettono, ma anche degli slanci più belli di cui sono capaci. Anche tutti i personaggi che circondano Fausto sono propedeutici alla sua crescita, questo è un po’ un romanzo di formazione per entrambi’.

Fausto e Nadine sono due giovani che si incontrano su una terrazza di un hotel parigino e in seguito a un fatto tragico si ritrovano insieme, in fuga e innamorati. La loro non è una storia semplice. È una passione forte e inevitabile destinata a scagliarsi contro come un cane arrabbiato. Fausto diventerà gestore di un locale equivoco e Nadine scapperà alla ricerca di un sogno da rendere reale.

‘Viviamo tutti in un mondo che mette al centro di tutto la felicità – aggiunge Elio Germano. Tutti pensiamo che sia uno degli obiettivi principali e per ottenerla cerchiamo di scavalcare il prossimo. Ci arricchiamo sempre a danno di qualcun altro fino a capire che la vera felicità è dare qualcosa a qualcun altro piuttosto che prendere. Ma a dirla così sembra un film noioso, invece Alaska è fatto di romanticismo, slanci e visceri fin dentro la sfera dell’irrazionale’.

‘Volevo fare qualcosa di potentemente emotivo, essere spudoratamente romantico’, aggiunge Cupellini. Il tema dell’emigrazione, della solitudine, delle difficoltà esistenziali, della precarietà quotidiana. Alaska è tutto questo. Niente rimane nascosto e il racconto diventa maggiormente espressivo e disegna in modo impeccabile i personaggi. ‘Il film è anche una corsa a ostacoli verso la felicità, con i personaggi abbagliati da questa possibilità – conclude il regista –. Quello che imparano, invece, è che i sentimenti ti fanno commettere gravi errori ma alla fine sono le uniche cose che ti salveranno’, dice ancora Germano, per il quale il cinema ‘non ha un genere, ci sono film sinceri e film che non lo sono. E io scelgo di fare i primi, a prescindere dal fatto che poi possano far ridere o piangere. Il massimo per il mestiere dell’attore sarebbe poter sparire dentro una storia: il nostro è un mestiere senza un oggetto di lavoro, tranne il proprio corpo’.

Regia: Claudio Cupellini

Attori: Elio Germano (Fausto), Astrid Berges-Frisbey (Nadine), Valerio Binasco (Sandro), Elena Radonich (Francesca), Antoine Oppenheim (Nicolas), Paolo Pierobon (Marco), Pino Colizzi (Alfredo Wiel), Marco d’Amore (Toni), Roschdy Zem (Benoit), Anastasia Vinogradova (Eva)

Soggetto e Sceneggiatura: Filippo Gravino, Guido Iuculano, Claudio Cupellini

Fotografia: Gergely Pohárnok

Musiche: Pasquale Catalano

Montaggio: Giuseppe Trepiccione

Scenografia: Paki Meduri

Costumi: Mariano Tufano

Durata: 125’

Genere: Drammatico

Data di uscita in sala: 5 novembre 2015

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