Meta continua a spingere sull’intelligenza artificiale e prepara una riorganizzazione profonda delle risorse umane.
Durante una riunione interna, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il CEO Mark Zuckerberg ha fornito nuovi dettagli sulla strategia del gruppo, affrontando anche le preoccupazioni del mercato dopo i risultati del primo trimestre.
AI e investimenti: il peso dei data center secondo Zuckerberg
Il titolo della società ha registrato un calo dell’8%, attribuito dallo stesso Zuckerberg sia all’aumento delle spese in conto capitale previste sia a una crescita più moderata attesa per il secondo trimestre.
Al centro della strategia c’è un aumento significativo degli investimenti in infrastrutture AI, in particolare data center e capacità computazionale. Zuckerberg ha chiarito che Meta ha oggi due principali centri di costo: da un lato l’infrastruttura tecnologica, dall’altro le risorse umane.
“Se investiamo di più in un’area, dobbiamo ridurre le risorse nell’altra”, ha detto, spiegando che l’espansione degli investimenti in AI comporta inevitabilmente una riduzione delle dimensioni complessive dell’azienda.
Nuovi progetti e sviluppo di app
Tra le priorità indicate c’è l’espansione del portafoglio prodotti. Meta intende aumentare significativamente il numero di applicazioni sviluppate, andando oltre il modello storico basato su pochi grandi prodotti.
“Finora abbiamo costruito quattro o cinque grandi app. Ora vogliamo svilupparne molte di più”, ha spiegato Zuckerberg, ipotizzando la possibilità di arrivare anche a decine di nuove applicazioni, pur riconoscendo la necessità di procedere per fasi.
Zuckerberg ha anche collegato parte delle difficoltà del business pubblicitario a fattori geopolitici, citando l’impatto della guerra tra Stati Uniti e Iran sull’andamento dei consumi. L’aumento dei prezzi dell’energia, ha spiegato, riduce la spesa discrezionale e quindi l’efficacia della pubblicità.
Zuckerberg: “Team che in passato richiedevano 50 o 100 persone oggi possono operare in 10”
Il CEO ha evidenziato come l’adozione dell’AI stia cambiando radicalmente l’organizzazione del lavoro. Team che in passato richiedevano 50 o 100 persone oggi possono operare con appena una decina di risorse.
“Mantenere strutture sovradimensionate diventa controproducente”, ha spiegato, sottolineando la necessità di ridimensionare i team per riflettere la maggiore efficienza dei nuovi strumenti.
Zuckerberg ha però precisato che la riduzione delle dimensioni non implica automaticamente licenziamenti: l’obiettivo è riallocare le risorse verso nuovi progetti e iniziative che in passato non era possibile sviluppare per mancanza di capacità operativa.
Possibili nuovi tagli
Sul fronte occupazionale, non è escluso che la ristrutturazione possa proseguire. La chief people officer Janelle Gale, intervenuta durante la riunione, non ha escluso ulteriori riduzioni del personale.
Il quadro che emerge è quello di una trasformazione strutturale: Meta punta a diventare un’azienda sempre più centrata sull’AI, con maggiore intensità di capitale e minore intensità di lavoro. Una transizione che riflette una tendenza più ampia nel settore tecnologico, dove la capacità computazionale sta diventando il principale fattore competitivo.
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