Trump difende le Big tech e rilancia la centralità dei data center per il futuro economico americano
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prende di petto la questione “data center si, data center no”: “Chi non li vuole sul proprio territorio si prepari a diventare povero e a vivere in comunità arretrate”. La campagna elettorale per le elezioni di medio termine fissate per novembre ha trovato in questo argomento un terreno di scontro politico tra opposte fazioni.
Dal suo Truth Social il Presidente americano non usa mezzi termini, come suo solito: “Se volete tasse più basse, posti di lavoro e un’economia florida, lasciate che i data center regnino. Al contrario, ucciderete la gallina dalle uova d’oro e allora dovrete incolpare solo voi stessi delle conseguenze”.
Da mesi gli schieramenti politici si confrontano sul tema e cercano di proporre agli elettori ricette più o meno ragionate su come accogliere queste infrastrutture digitali, da tempo etichettate come ‘strategiche’, che spessi incontrano l’opposizione delle comunità locali.
Opinione pubblica contraria, la conferma dai sondaggi
Più grandi sono i data center, più consumano energia e risorse idriche, con un elevato impatto ambientale e sociale, secondo i critici più radicali. L’opinione pubblica è molto divisa sulla questione, come ha riportato Cat Zakrzewski nel suo articolo sul Washington Post, prova ne è un recente sondaggio di YouGov, secondo cui il 61% degli americani si dice contrario a queste infrastrutture sul proprio territorio (compreso il 47% dei repubblicani).
Sette americani su dieci si oppongono alla costruzione di data center per l’intelligenza artificiale nella propria area di residenza e quasi la metà, il 48%, si dichiara fortemente contraria, si legge in un sondaggio Gallup di maggio. Solo un americano su quattro guarda invece con favore alla realizzazione di queste infrastrutture, mentre appena il 7% si dice fortemente favorevole.
Trump insiste sulla centralità di questa tecnologia per la crescita economica e la competitività, rilanciando anche il problema della concorrenza cinese e quindi la necessità di raggiungere e mantenere stabilmente la leadership digitale (in particolare nell’intelligenza artificiale), ma lo stesso sondaggio riporta un 51% di americani contrario alle sue tesi.
Diversamente da quello che dice il Presidente, i cittadini sono fortemente preoccupati delle conseguenze di avere un data center “dietro casa”, proprio per il rischio di vedersi aumentare i costi in bolletta e per la riduzione delle risorse idriche locali, mentre a livello occupazionale crescono le paure per l’impatto dell’intelligenza artificiale e dell’automazione.
Vance: “Chi costruisce un data center dovrebbe immettere energia nella rete, non prelevarla”
Paradossalmente, non si tratta solo di agitatori politici ‘radicali’ a sobillare le popolazioni contro data center, AI e ‘physical AI’, ma lo stesso vicepresidente americano JD Vance, che ieri ha dichiarato: “II 99% delle critiche emerge da aree in cui la costruzione di un data center comporta un aumento dei costi energetici e del consumo di elettricità per gli abitanti del luogo. Se si costruisce un data center, si dovrebbe immettere energia nella rete, non prelevarla”.
In un nuovo rapporto pubblicato da Global Energy Monitor, gli Stati Uniti hanno superato la Cina nella costruzione di nuove centrali elettriche a gas per alimentare il boom dell’AI, quindi per alimentare data center, contribuendo in modo significativo alle emissioni inquinanti che sono alla base del riscaldamento globale. Secondo lo studio, si sta raggiungendo una capacità di generazione di energia a gas doppia rispetto alla Cina e superiore a quella di qualsiasi altro Paese al mondo, dopo un sorprendente aumento del 76% dei progetti in costruzione nella prima metà di quest’anno.
I numeri USA
Negli Stati Uniti, al 2026, si contavano oltre 2.100 data center censiti, sulla base di registri pubblici, dichiarazioni degli operatori e richieste di autorizzazione. Il Texas è in testa con 238 strutture, seguito da Virginia (219), California (132), Ohio (109) e Arizona (84). Oltre 620 data center aggiuntivi sono in costruzione o in fase di progettazione in 47 stati.
Nel 2023, i data center statunitensi hanno consumato circa 176 TWh di elettricità, pari a circa il 4,4% del consumo totale degli Stati Uniti, una quantità sufficiente ad alimentare 16 milioni di abitazioni. Questo dato è triplicato nell’ultimo decennio e si prevede che raggiungerà i 345-490 TWh entro il 2028-2030, principalmente a causa dei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.
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