Chi si aspettava solo l’invito a mettere l’etica nell’AI è rimasto deluso.
Papa Leone XIV nella sua prima enciclica “Magnifica Humanitas – sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale” scrive chiaramente che “non basta invocare genericamente l’etica”, ma “servono quadri giuridici adeguati, vigilanza indipendente, educazione degli utenti e una politica che non abdichi al proprio compito”.
Con “urgenza”, il Pontefice chiama in causa direttamente la politica, a tutti i livelli – nazionale, europeo, internazionale e globale – per esprimere il proprio ruolo decisivo nel governare i cambiamenti in atto dovuti dall’intelligenza artificiale.
Altrimenti, il futuro dell’umanità sarà deciso solo da logiche tecnocratiche.
Se necessario “rallentare l’adozione dell’AI”
Papa Leone chiede alla politica di essere “più presente, capace di rallentare” anche lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, se necessario e “di proteggere gli spazi in cui le comunità possono ancora partecipare e interrogarsi”.
Qualcuno allora dirà: “Il Papa è contro il progresso tecnologico?”.
No. E lo spiega direttamente nella sua enciclica: “Chiedere prudenza, verifiche rigorose, e talvolta anche un rallentamento nell’adozione dell’AI non significa essere contro il progresso, ma esercitare una cura responsabile verso la famiglia umana”.
Per il Santo Padre “l’intelligenza artificiale deve essere indirizzata al bene comune” e per farlo serve un confronto tra tutti gli attori “Paesi ricchi e poveri, Istituzioni, società civile, città e periferie”, ha detto Papa Leone nel suo intervento di presentazione della sua prima enciclica, avvenuta questa mattina nell’Aula nuova del Sinodo in Vaticano, e frutto dei suoi incontri con ingegneri, leader politici, genitori e insegnanti.
AI, Papa Leone XIV: “Occorre disarmare l’intelligenza artificiale”
Il Papa è determinato in questa sua iniziativa, “non dobbiamo avere paura dell’AI”, ha ripetuto, e ha indicato alla politica e ai tecnici il metodo con cui definire insieme un percorso verso un’intelligenza artificiale utile alla persona. Affinché l’AI rispetti i diritti e la dignità umana diventa decisiva l’accountability, termine che viene sdoganato anche in Italia grazie al Santo Padre e lo spiega ai leader politici: è la possibilità di identificare chi deve “rendere conto” delle decisioni, motivarle, controllarle, e, quando necessario, contestarle e rimediare ai danni che ne derivano.
Un percorso verso un’intelligenza artificiale utile alla persona, obiettivo che rientra perfettamente nella missione di un Pontefice nel XXI secolo, in cui occorre “disarmare l’intelligenza artificiale”. Questa è la frase più forte scritta nell’enciclica e detta da Leone XIV nel suo intervento, spiegandola.
“Serve liberare l’AI dalle logiche di dominio, di esclusione e di morte”.
Per il Pontefice disarmare l’AI significa – ecco la sua proposta – “lo sviluppo e l’uso dell’AI in campo bellico devono essere sottoposti ai più rigorosi vincoli etici, nel rispetto della dignità, evitando una corsa agli armamenti”.
Michele Mezza: “Da oggi abbiamo un soggetto in più nella concertazione delle tecnologie”
“La proprietà come limite allo sviluppo le intelligenze umane e artificiali come beni comuni, la condivisione dei profitti e delle potenze delle tecnologie. Sono i tre principi guida di un documento che rinnova l’impatto sulla modernità della dottrina sociale della Chiesa che ebbe la Rerum Novarum alla fine dell’800 con la quale il Pontefice risponde al totalitarismo della Silicon Valley, introducendo dinamiche sociali che rendono i sistemi digitali materia di contesa e contrasto culturale, sociale e spirituale. Da oggi avremo un soggetto in più nella concertazione delle tecnologie”, mi racconta Michele Mezza, tra i più autorevoli analisti delle nuove tecnologie nel contesto geopolitico.
Papa Leone XIV: “Accetto l’invito di Anthropic a camminare insieme per trovare la strada giusta per l’umanità”
“Serve essere vigili in quest’era dell’intelligenza artificiale, ma non è sufficiente il disarmo”, ha continuato il Santo Padre. “Serve”, ha aggiunto, “costruire insieme e risvegliare la speranza nel futuro”. E in questo senso è stato bello il suo messaggio rivolto a Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic, seduto alla sinistra del Papa oggi in Vaticano, perché uno dei relatori dell’evento di presentazione dell’enciclica: “Servono critici informati per orientare i laboratori di AI”, questo l’appello di Olah.
La presenza di Anthropic è stato un messaggio a Trump, che ha messo l’azienda nella lista nera, perché ha detto no al Pentagono ad usare la sua AI per tutti gli “scopi”, compresi la sorveglianza digitale di massa e la costruzione di armi senza il controllo umano.
“Accetto l’invito di Anthropic”, ha esordito il Papa oggi, “a camminare insieme per trovare la strada giusta per l’umanità nell’era dell’Intelligenza artificiale”.
In conclusione, alla tecnocrazia e all’era dell’AI, Papa Leone invita tutti a “restare umani”. È il grande insegnamento di questa sua 1^ enciclica. Restare umani nel non farci sopraffare dalla tecnologia; restare umani nel non farci illudere dalle potenzialità dell’intelligenza artificiale.
L’invito del Papa a restare umani, perché, nonostante l’AI, siamo noi la vera meraviglia.
LEGGI L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV
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