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AI Mode, Lasorella (Agcom): “Stiamo per fare segnalazione all’Ue”. Ciulli (Google): “Non toglie lettori ai giornali”

“Ci è stato posto il tema del rapporto tra stampa e AI Mode di Google, lo ha già fatto l’Autorità tedesca e noi stiamo per fare una segnalazione alla Commissione europea, è un caso evidente di impatto sull’informazione”. Così Giacomo Lasorella, presidente Agcom, al convegno Epistemia e Intelligenza artificiale dell’Università La Sapienza a Roma.

AI Mode, Lasorella (Agcom): Rischio di non leggere più i giornali

“Andando a cercare in AI Mode il rischio è di non leggere più i giornali – ha aggiunto -. C’è il rischio di compressione della libertà informativa e del diritto dei cittadini di accedere a più fonti di informazioni sancito dall’articolo 3 dell’European Freedom Act”.

“Questo è solo uno dei casi visti dal regolatore – ha sottolineato il presidente Agcom – in cui la disciplina impatta sui servizi. Noi stiamo cercando di affrontare questi temi in modo efficace insieme alla Commissione e agli altri regolatori europei ma abbiamo bisogno del supporto delle conoscenze che ci porta il mondo scientifico, la complessità attuale richiede dialogo costante tra istituzioni e ricerca”.

Lasorella (Agcom): Dsa ha ruolo centrale

Lasorella ha poi detto che il Dsa europeo, la normativa Ue che regola le piattaforme digitali ha assunto “un ruolo centrale” e rappresenta ad oggi “l’unico presidio a livello mondiale rispetto ad un mondo in trasformazione”.

“Guardando il bicchiere mezzo pieno tanto si sta facendo – ha concluso Lasorella – Ma come visione di sistema mi permetto di dire che c’è bisogno di immaginare un ruolo più ampio rispetto alle singole autorità nazionali, dal momento che il rapporto tra Commissione Ue e i paesi di origine delle piattaforme digitali comprime il ruolo delle autorità nazionali”.

Ciulli (Google), Con l’AI stiamo migliorando la ricerca non l’accesso all’informazione

“Non credo che per AI Overview e AI Mode le persone smettano di leggere i giornali, sarebbe preoccupante se lo facessero. Sono una naturale evoluzione del motore di ricerca, stiamo migliorando il modo precedente di fare ricerca non l’accesso all’informazione”. Lo ha detto Diego Ciulli, Head of Government Affairs and Public Policy, di Google in Italia, sempre al convegno Epistemia.

“Il motore di ricerca prova a ordinare fonti autorevoli e oltre ad una sintesi diamo i link di approfondimento a quella fonte – ha aggiunto – questa è la differenza tra un motore di ricerca e un chatbot. AI Mode resta un motore di ricerca, mentre Gemini è il vostro assistente per fare lavori creativi, confondere le due cose è come mettere i piatti nella lavatrice”.

“AI Overview e AI Mode sono molto bravi a dare dei fatti in maniera rapida non fanno nessun tipo di analisi e di approfondimento, non credo lo faranno nemmeno nel prossimo futuro – ha concluso Ciulli -. Anzi quello che stiamo vedendo è che le persone cercano di più, anche in Europa, da quando ci sono AI Overview e AI Mode e questo inevitabilmente porta più traffico fuori da Google. Inoltre si stanno sviluppando nuovi linguaggi, perché le persone vogliono sapere di più e ascoltano i podcast di due ore. Questo è successo grazie a questi strumenti”. 

Il dibattito è aperto e coinvolge in prima persona gli editori ma anche il Governo, nella persona di Alberto Barachini, sottosegretario per l’Informazione e l’Editoria già critico nei confronti della nuova funzionalità.

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