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AI, Meta prepara una nuova ondata record di licenziamenti. 16mila dipendenti a casa

Meta, al via un nuovo round di licenziamenti record per far fronte agli investimenti dell’intelligenza artificiale. Secondo fonti citate da Reuters, ai dirigenti interni è stato chiesto di preparare piani di riduzione del personale, anche se il calendario e la dimensione finale dei tagli non sono ancora stati definiti.

Se confermata, l’operazione potrebbe rappresentare una delle più ampie ristrutturazioni nella storia recente del gruppo guidato da Mark Zuckerberg.

Licenziamenti Meta: una possibile riduzione del 20% della forza lavoro

Meta contava circa 79.000 dipendenti a livello globale alla fine del 2025. Un taglio superiore al 20% potrebbe quindi tradursi nell’eliminazione di quasi 16mila posti di lavoro. Di più di quanto avvenne tra il 2022 e il 2023.

All’epoca Zuckerberg aveva definito quel periodo “l’anno dell’efficienza”, un programma di riorganizzazione volto a semplificare la struttura interna e ridurre i costi operativi dopo anni di espansione molto rapida.

La corsa alle infrastrutture per l’AI

Il nuovo piano di riduzione del personale si inserisce in una strategia più ampia che vede Meta aumentare drasticamente gli investimenti nelle infrastrutture dedicate all’AI. L’azienda prevede di destinare fino a 600 miliardi di dollari entro il 2028 alla costruzione di data center e cluster di calcolo necessari per l’addestramento di modelli di grandi dimensioni.

Parallelamente la società sta reclutando ricercatori e ingegneri specializzati offrendo compensi multimilionari e ha avviato la creazione di un gruppo interno dedicato allo sviluppo di sistemi di “superintelligenza”.

Le acquisizioni recenti di Meta: da Moltboot fino a Manus

La spinta verso l’AI si riflette anche nelle operazioni di mercato. Meta ha recentemente acquisito la piattaforma Moltbook, progettata per lo sviluppo di agenti digitali, e avrebbe avviato trattative per la startup cinese Manus.

Queste mosse evidenziano una competizione sempre più intensa tra le grandi aziende tecnologiche nel campo delle tecnologie generative, dove le capacità computazionali e i modelli proprietari rappresentano oggi uno dei principali fattori di vantaggio competitivo.

Automazione e cambiamento del lavoro tecnologico

Secondo dirigenti e analisti del settore, la diffusione di strumenti automatizzati e sistemi basati su AI sta già modificando profondamente l’organizzazione del lavoro nelle aziende tecnologiche. Progetti che in passato richiedevano interi team di sviluppo possono oggi essere realizzati da gruppi molto più piccoli grazie a strumenti di automazione avanzata.

Questa trasformazione sta ridisegnando il funzionamento interno delle grandi piattaforme digitali e potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo sulla struttura operativa delle aziende, ma anche sull’occupazione nel settore tecnologico globale.

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