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AI, la strategia Ue per creare un ecosistema digitale “Made in Europa”

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La Frontier AI Grand Challenge finanzierà un progetto per formare un modello di AI con l'obiettivo di far progredire l'intelligenza artificiale europea.

L’Unione europea accelera sull’AI di frontiera e lancia una sfida per sviluppare modelli sovrani su larga scala. Nell’ambito della strategiaApplica l’IA”, la Commissione europea, insieme all’impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo (EuroHPC), ha presentato la Frontier AI Grand Challenge, una competizione faro a livello Ue pensata per colmare il divario strategico nel segmento più avanzato dell’intelligenza artificiale.

L’obiettivo è sostenere la creazione di modelli europei di AI per finalità generali, capaci di adattarsi a molteplici settori con modifiche minime e di competere con i sistemi oggi dominati da player extraeuropei. La leva su cui punta Bruxelles è l’infrastruttura di supercalcolo di livello mondiale già disponibile attraverso EuroHPC, che mette a disposizione risorse computazionali tra le più potenti al mondo.

Frontier AI Grand Challenge: a chi si rivolge

La sfida è rivolta ai principali attori europei dell’ecosistema AI, chiamati a sviluppare modelli di frontiera con una capacità computazionale equivalente ad almeno 400 miliardi di parametri. Un requisito che colloca l’iniziativa nel segmento più avanzato della ricerca e dello sviluppo. Per raggiungere questi traguardi, i proponenti dovranno adottare architetture efficienti e modulari, come la Mixture-of-Experts (MoE), in grado di coniugare prestazioni elevate e ottimizzazione delle risorse.

La Frontier AI Grand Challenge si inserisce nel più ampio piano d’azione per fare dell’Europa il “continente dell’AI”, rafforzando al tempo stesso l’ecosistema di start-up e scale-up. L’intento è garantire agli innovatori più promettenti accesso a infrastrutture che, fino a oggi, rappresentavano una barriera significativa all’ingresso nella competizione globale.

L’iniziativa sarà attuata nell’ambito del progetto europeo AI-BOOST e prevede la selezione di una proposta in grado di addestrare un modello di AI di frontiera progettato per superare i sistemi attualmente all’avanguardia su una serie di compiti rilevanti. Il progetto vincitore potrà contare fino al 2,5% della capacità complessiva di calcolo EuroHPC per un anno, su uno o più supercomputer ottimizzati per l’AI. Un accesso che, in termini pratici, equivale a disporre di una potenza computazionale difficilmente sostenibile da singoli operatori privati senza un forte supporto pubblico.

L’Ue pensa ad una AI “Made in Europe”

Un altro elemento chiave è l’impegno a rendere i modelli sviluppati ampiamente disponibili. La Commissione punta su soluzioni aperte, accessibili alle autorità pubbliche, alla comunità scientifica e alle imprese europee, con l’obiettivo di sostenere l’innovazione in settori strategici come la manifattura, la sanità e i sistemi autonomi. Ambiti in cui l’adozione dell’AI può tradursi in maggiore produttività, qualità dei servizi e competitività industriale.

Combinando la potenza di calcolo EuroHPC con il talento europeo nel campo dell’AI, Bruxelles mira a rafforzare la propria posizione nella competizione globale e a promuovere un ecosistema digitale “Made in Europa” dinamico, affidabile e incentrato sull’uomo. La sfida, oltre che tecnologica, è strategica: dotarsi di modelli sovrani significa ridurre la dipendenza da soluzioni sviluppate altrove e consolidare una filiera europea dell’AI capace di incidere sugli equilibri internazionali.

Per approfondire

  • Per partecipare al progetto “Frontier AI Grand ChallengeBuilding sovereign, large-scale AI” clicca qui.

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