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AI, la Germania vuole quadruplicare la capacità di calcolo entro il 2030

Il ministro per il Digitale, Karsten Wildberger, presenta la nuova strategia della Germania in data center e AI

La Germania accelera sulla costruzione di infrastrutture digitali e punta con decisione sull’intelligenza artificiale (AI): entro il 2030 il governo federale vuole quadruplicare la capacità di calcolo dedicata all’AI e raddoppiare le prestazioni complessive dei data center rispetto ai livelli del 2025. Numeri ambiziosi, accompagnati da un dato già significativo: nel 2025 i data center tedeschi consumano circa 21 terawattora di elettricità, pari a circa il 4% del fabbisogno nazionale.

A delineare la strategia è il ministro per il Digitale e la Modernizzazione dello Stato, Karsten Wildberger, che non nasconde il ritardo accumulato: “Su scala internazionale abbiamo sicuramente molto da recuperare”. L’obiettivo secondo quanto riportato dalla Reuters è chiaro: mantenere la leadership europea e rendere la Germania “altamente attrattiva a livello globale” come hub tecnologico.
Nel Paese investono molto in infrastrutture digitali le principali Big Tech come Amazon, Microsoft e Google.
La sola Google ha annunciato investimenti per 5,5 miliardi di euro nei data center a Dietzenbach e Hanau (Assia), più nuovi uffici a Monaco.

Gli obiettivi: più capacità, più sovranità, più velocità…e una tassa da versare sui territori

Il piano governativo, che comprende 28 misure operative, mira a trasformare il Paese in un data hub europeo sovrano. Tra i pilastri principali:

Sul piano economico, il governo intende anche modificare la fiscalità: una quota delle imposte sulle attività dei data center dovrebbe essere versata direttamente ai territori che ospitano le strutture, per aumentarne l’accettazione locale.

Energia e infrastrutture sono il vero collo di bottiglia dell’AI

Il nodo più critico resta però l’energia. I data center sono tra i maggiori consumatori elettrici e, secondo le stime, la domanda potrebbe salire fino a 84 terawattora entro il 2030. Un incremento che rischia di mettere sotto pressione:

Wildberger indica una possibile soluzione nel riutilizzo di siti industriali dismessi, come ex centrali a carbone o aree minerarie, dove le infrastrutture elettriche sono già presenti. Esempi concreti arrivano da Lübbenau (Brandenburg) o dalla regione renana, dove vecchi impianti energetici vengono riconvertiti in poli digitali.

Sostenibilità e calore disperso

Un altro tema aperto è quello del calore di scarto prodotto dai data center. Il governo punta a integrarlo nelle reti di teleriscaldamento, ma le soluzioni tecniche e infrastrutturali sono ancora in fase di sviluppo.

Parallelamente, la strategia insiste sulla sostenibilità operativa: i nuovi impianti dovranno essere più efficienti e “verdi” rispetto agli standard globali, rafforzando anche l’accettazione pubblica.

Il problema della dipendenza tecnologica

Oltre alla capacità computazionale, Berlino guarda alla sovranità digitale e al problema della dipendenza tecnologica. Il piano prevede l’utilizzo di componenti provenienti da fornitori “fidati”, lo sviluppo di un cloud europeo sicuro per applicazioni critiche e requisiti avanzati per la PA, come geo-ridondanza e sistemi energetici autonomi.

Tuttavia, emerge un limite strutturale: oggi è quasi impossibile realizzare data center completamente “Made in Europe, a causa della dipendenza globale dalle catene di approvvigionamento.

AI, una corsa contro il tempo

La strategia, che dovrebbe essere adottata dal governo federale, rappresenta un tentativo deciso di colmare il gap con Stati Uniti e Cina nella corsa all’intelligenza artificiale. Come sottolinea Wildberger, la Germania parte in ritardo ma punta a recuperare rapidamente.

La sfida sarà duplice: costruire rapidamente capacità tecnologica e, allo stesso tempo, gestire le tensioni su energia, costi e sostenibilità. Se riuscirà nell’impresa, Berlino potrà consolidarsi come uno dei principali poli europei dell’AI. In caso contrario, il rischio è quello di restare indietro in uno dei settori più strategici del prossimo decennio.

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