il segnale

Meta bloccata dalla Cina per l’acquisizione di Manus AI. Finirà come TikTok in Usa?

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La Cina esercita un "Golden Power" su Manus AI: vuole annullare l'acquisizione da 2 miliardi di dollari da parte di Meta. Ma smantellare un’acquisizione già avviata risulterà difficile soprattutto perché l'azienda di Zuckerberg ha già integrato Manus in alcuni dei suoi strumenti.

La Cina ha bloccato l’acquisizione da 2 miliardi di dollari della piattaforma di intelligenza artificiale Manus da parte di Meta, nel contesto della competizione crescente tra Washington e Pechino per il dominio sull’AI.

Secondo quanto riporta il Financial Times, dopo aver verificato la conformità dell’operazione alle regole sugli investimenti, i regolatori cinesi hanno ordinato alle parti coinvolte di annullare la transazione. In particolare, la National Development and Reform Commission (NDRC) ha vietato l’investimento straniero in Manus, imponendo la cancellazione dell’accordo.

Un segnale politico

La decisione arriva in vista di un possibile incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, previsto per il prossimo mese, e si inserisce nel quadro delle tensioni commerciali e tecnologiche tra i due Paesi.

Secondo fonti citate dal Financial Times, il provvedimento rappresenta un segnale forte per scoraggiare operazioni simili in futuro, più che un intervento facilmente attuabile sul piano pratico. Smantellare un’acquisizione già avviata, infatti, risulta complesso, soprattutto perché Meta ha già integrato Manus in alcuni dei suoi strumenti.

Un’operazione difficile da annullare

Per rispettare la decisione di Pechino, Meta potrebbe essere costretta a scorporare l’asset e rivenderlo agli investitori originari o a trovare un nuovo acquirente.

La vicenda è resa ancora più complessa dal fatto che Manus, fondata in Cina, ha trasferito la propria sede e il team principale a Singapore dopo un round di finanziamento guidato da un fondo statunitense, prima di essere acquisita da Meta.

Controlli e accuse

L’operazione è stata esaminata da diverse autorità cinesi, tra cui il ministero del Commercio e l’Antitrust. Pechino aveva già definito l’acquisizione un tentativo “cospirativo” di indebolire la base tecnologica nazionale.

Le autorità hanno valutato il caso utilizzando vari strumenti normativi, dai controlli sulle esportazioni alle leggi sugli investimenti esteri e sulla concorrenza. A marzo, due co-fondatori di Manus erano stati anche temporaneamente impediti a lasciare il Paese durante le verifiche.

Cos’è Manus e perché conta

Manus si definisce un “motore d’azione” in grado di estendere le capacità operative degli utenti. La piattaforma consente di creare e gestire agenti AI capaci di operare direttamente su file e software, andando oltre modelli come ChatGPT, focalizzati principalmente sull’elaborazione di informazioni.

Lanciata nel marzo 2025, la piattaforma si è inserita in un contesto già competitivo, segnato anche dal debutto di modelli avanzati open source cinesi come DeepSeek.

Un nuovo caso TikTok?

Il blocco dell’operazione richiama dinamiche già viste nel caso TikTok, che si è recentemente chiuso con un accordo tra Stati Uniti e Cina. L’intesa ha portato alla creazione di una nuova entità, TikTok USDS, controllata a maggioranza da investitori americani, mentre ByteDance ha mantenuto una quota minoritaria.

L’accordo è stato presentato come una soluzione per garantire la sicurezza dei dati e limitare l’influenza straniera sulla piattaforma, tanto che Trump ha ringraziato pubblicamente il presidente cinese Xi Jinping per la collaborazione.

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