Il bando Ue

AI Gigafactory, più di 5mila adesioni per spingere Genova. Ma si va verso la candidatura distribuita?  

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Genova ha raccolto più di 5mila adesioni alla petizione per caldeggiare la sua candidatura per ospitare una delle 7 AI Gigafactory del bando Ue. La compagine italiana è ancora al vaglio del Governo e con ogni probabilità sarà distribuita sul territorio fra diverse città.

I 10 miliardi di fondi Ue per la realizzazione delle AI Gigafactory fanno gola a molti in Europa, e Genova vuole giocare le sue carte per rappresentare l’Italia nella corsa ad una delle 7 Gigafactory in altrettanti paesi che otterranno i finanziamenti (5 miliardi da Bruxelles e 5 miliardi dalle capitali europee). Fondi che dovrebbero arrivare a 30 miliardi, grazie alla spinta del settore privato.

Le offerte vanno presentate entro il 12 novembre e la selezione finale da parte della Commissione Ue è attesa a inizio 2027 e l’entrata in funzione entro 18 mesi dalla firma dei contratti.

Entro l’autunno è attesa l’ufficializzazione della candidatura italiana, che è ancora in fase di elaborazione.

Genova si candida all’AI gigafacotry italiana

Il capoluogo ligure non fa mistero delle sue ambizioni di ottenere l’investitura nazionale da parte del Governo per rappresentare il nostro paese nella corsa al supercalcolo, ma probabilmente l’ecosistema digitale ligure non sarà solo. E’ vero che sono più di 5mila le adesioni alla petizione sulla “Capitale dell’High performance computing e dell’ Ia factory”. Il sostegno arriva da realtà del territorio tra aziende, enti, università, imprese, ospedali, persino esponenti del mondo culturale e sportivo. La petizione è statapromossa da Regione Liguria, Comune di Genova e Liguria Digitale per creare una sinergia importante e spingere la candidatura della Superba, che ha incassato anche l’appoggio del Sottosegretario alla Trasformazione Digitale Alessio Butti, in visita a metà giugno. Ma il Governo sta valutando come struttura la candidatura nazionale, che sarà articolata e con ogni probabilità distribuita dal punto di vista geografico, per coinvolgere le migliori eccellenze nazionali del super calocolo.

Gli asset di Genova

Le carte da giocare per Genova sono buone, come ricorda il Secolo XIX in un recente articolo.

  • I due supercomputer già attivi, vala a dire Davinci-1 di Leonardo e Franklin di IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) sulla collina degli Erzelli;
  • il porto e tutto ciò che vi è connesso in termini logistici;
  • i data center al Lagaccio e i cavi sottomarini che approdano in città veicolando gran parte del traffico del Mediterraneo verso Milano;
  • gli istituti di ricerca, dal CNR all’IIT e pure i due Irccs sanitari, San Martino e Gaslini.

Ma ci sono diversi altri fattori in gioco, al vaglio del Governo.

La candidatura italiana alla gigafactory AI

La candidatura italiana è stata resa nota dal ministero delle imprese del Made in Italy a maggio e punta sulla partecipazione di Leonardo, Eni, la Fondazione AI4I e altri partner fra cui si è fatto il nome anche di Fincantieri. In ballo come partner Tlc, secondo AdnKronos, poi ci sarebbe anche l’interesse del gruppo Tim/Poste.

 Ma il perimetro definitivo non è ancora deciso, il sito ospitante o un’eventuale architettura multisito non è ancora chiara, l’investimento complessivo e la quota pubblica nazionale non sono ancora ufficiali.

Si va verso la candidatura distribuita?

La tendenza, secondo alcune ricostruzioni, è che si vada verso una candidatura per così dire distribuita, che metta a fattor comune le risorse migliori presenti nel Paese. Si vuole evitare uno scontro fra diverse città candidate, fra cui Bologna, Pavia e Torino.

In ballo ci sarebbe appunto anche una forte presenza di Pavia con il supercalcolatore del Green Data Center di Ferrera Erbognone, gestito da Eni.

  • Pavia / Lombardia: per la disponibilità dei moderni data center e supercalcolatori di Eni (come l’HPC6)  Bologna/Emilia-Romagna: grazie al know-how strategico e di calcolo avanzato del Cineca e del Tecnopolo
  • Torino / Piemonte: quale fulcro di coordinamento industriale e di ricerca applicata tramite la Fondazione AI4I
  • Puglia / Sud Italia: valutata all’interno delle opzioni per una configurazione di calcolo distribuito e per il fabbisogno energetico e logistico

Prossime tappe

L’invito si chiude il 12 novembre 2026. A seguito di un processo di valutazione gestito dall’impresa comune EuroHPC, le decisioni di aggiudicazione sono attese entro l’inizio del 2027. Saranno quindi firmati i necessari contratti quadro e specifici per consentire l’avvio della costruzione nel 2027.

Un anno fa, la Ue aveva già ricevuto 76 manifestazioni d’interesse per ospitare le AI Giagafactory Ue da 76 paesi diversi.

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