il provvedimento

AI e sanità, nei decreti attuativi obbligo di formazione per medici e operatori

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Nel pacchetto di decreti attuativi presentati ieri dopo il via libera del Consiglio dei Ministri c’è anche un capitolo che riguarda la sanità. Formazione obbligatoria e ruolo centrale del medico.

Nel pacchetto di decreti attuativi presentati ieri dopo il via libera del Consiglio dei Ministri c’è anche un capitolo che riguarda la sanità. In particolare, il Cdm ha tenuto conto del ruolo sempre più strategico che l’AI ricopre per la professione – medici e professionisti sanitari – prima di tutto come strumento di supporto clinico, per prendere decisioni in modo più veloce e appropriato.

Ed è per questo motivo che i decreti delegati prevedono che l’uso di sistemi deve essere accompagnato ad una formazione permanente.

Formazione obbligatoria

  • La formazione sull’IA è inserita obbligatoriamente, con una specifica percentuale, nel programma di Educazione Continua in Medicina (ECM).
  • I contenuti riguardano l’uso operativo degli strumenti, ma anche profili deontologici, etici e giuridici, affinché il professionista mantenga piena responsabilità clinica.
  • La formazione sull’IA diventa parte integrante anche della formazione manageriale rivolta ai dirigenti sanitari al fine di garantire maggiore efficienza nella gestione e nell’organizzazione dei servizi sanitari, come ad esempio nel governo delle liste d’attesa e nella razionalizzazione degli sprechi.

Il riferimento alla Piattaforma “MIA”, finanziata nell’ambito del PNRR e in sperimentazione da parte di Agenas, conferma la scelta di promuovere strumenti istituzionali affidabili, sicuri e di qualità per il Servizio sanitario nazionale. L’IA può contribuire anche all’efficienza organizzativa, ad esempio nel governo delle liste d’attesa e nella riduzione degli sprechi.

L’IA assume il ruolo di supporto nelle decisioni mediche, con responsabilità finale in capo al medico, nell’ottica del primato di una visione antropocentrica dell’uso delle tecnologie. I trattamenti di dati per progetti di ricerca senza scopo di lucro acquisiscono la qualifica di “rilevante interesse pubblico”, consentendo utilizzi secondari in forma pseudonimizzata per prevenzione, diagnosi e sviluppo di terapie. Questa apertura favorisce la creazione di banche dati e modelli di base, con l’obiettivo di accelerare innovazione e sicurezza.

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