L’accordo di Anthropic con SpaceX e xAI per l’utilizzo del supercomputer Colussus 1 e dei futuri data center orbitali
Anthropic, la società che sviluppa i modelli di intelligenza artificiale Claude, ha siglato due accordi strategici che mostrano la vera dimensione della corsa globale all’AI: non conta più soltanto la qualità degli algoritmi, ma soprattutto la disponibilità di infrastrutture di calcolo.
Il primo accordo riguarda SpaceXAI e xAI, che metteranno a disposizione di Anthropic il supercomputer Colossus 1, descritto come uno dei sistemi AI più grandi e rapidi mai costruiti. Il cluster dispone di oltre 220.000 GPU NVIDIA, incluse H100, H200 e future GB200, ed è progettato per addestramento, inferenza e simulazioni AI su scala estrema. Anthropic utilizzerà questa capacità aggiuntiva per aumentare le prestazioni dei servizi Claude Pro e Claude Max.
L’intesa prevede inizialmente circa 300 megawatt di capacità computazionale supplementare, una potenza paragonabile a quella assorbita da grandi data center hyperscale. Il dato rende evidente quanto il fabbisogno energetico dell’intelligenza artificiale stia crescendo rapidamente: la potenza necessaria per addestrare e far funzionare i modelli di nuova generazione sta mettendo sotto pressione reti elettriche, sistemi di raffreddamento e disponibilità di hardware.
L’aspetto più ambizioso dell’accordo riguarda però il lungo periodo. Anthropic ha infatti manifestato interesse a collaborare con SpaceX per sviluppare infrastrutture AI orbitali da più gigawatt. L’idea nasce dalla convinzione che, in futuro, i limiti terrestri legati a energia, spazio fisico e raffreddamento potrebbero non essere sufficienti per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale. SpaceX ritiene di essere l’unica azienda con la frequenza di lanci e l’economia di scala necessarie per trasformare il “compute orbitale” in un progetto industriale concreto.
Anthropic verserà a Google 200 miliardi di dollari in cinque anni per chip avanzati e capacità cloud
Parallelamente, Anthropic avrebbe firmato con Google uno degli accordi economici più grandi mai visti nel settore tecnologico. Secondo The Information, la società si sarebbe impegnata a spendere fino a 200 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per ottenere accesso a chip avanzati e infrastrutture cloud. L’obiettivo è garantirsi la capacità computazionale necessaria a continuare lo sviluppo dei modelli Claude in un mercato dove la domanda di GPU e server cresce più rapidamente dell’offerta disponibile.
Il valore dell’accordo evidenzia la nuova geografia del potere nell’intelligenza artificiale. Le grandi piattaforme cloud (da Google a Amazon, Microsoft e Oracle) stanno diventando infrastrutture indispensabili per le aziende AI. Secondo le stime riportate, questi operatori avrebbero già accumulato impegni contrattuali vicini ai 2 trilioni di dollari legati alla domanda di servizi AI.
La pressione economica è enorme. Le proiezioni citate indicano che entro il 2026 OpenAI potrebbe sostenere costi server per 45 miliardi di dollari, mentre Anthropic potrebbe arrivare a 20 miliardi. Il problema principale non riguarda più soltanto i chip, ma anche la disponibilità di memoria RAM, energia elettrica e capacità di raffreddamento dei data center.
Questi accordi mostrano come l’intelligenza artificiale stia diventando una questione infrastrutturale globale sempre critica e soprattutto una risorsa strategica scarsa. La competizione non si gioca più solo sui modelli software, ma sulla capacità di assicurarsi supercomputer, energia e accesso privilegiato ai grandi sistemi cloud. Ce ne sarà per tutti?
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