Titoli del settore Intelligenza Artificiale a rischio bolla. La pensa così il comitato politiche finanziarie della Banca d’Inghilterra, che sostiene che uno shock più marcato alle previsioni sugli utili potrebbe innescare una svendita più violenta di quella di luglio, con ripercussioni sui mercati del debito sovrano.
La banca centrale ha detto che il rischio di un pesante calo resta perché le valutazioni dei titoli restano elevate e sottostimate da forti aspettative di guadagni futuri.
Se queste attese dovessero subire ulteriori ridimensionamenti, alimentati dai dubbi sulla rapidità di diffusione e sugli sviluppi dell’AI, l’ondata di vendite che ne seguirebbe potrebbe essere più marcata di quella affrontata dai mercati a luglio, secondo l’FPC.
Un forte calo già a luglio
A luglio, i titoli legati all’intelligenza artificiale e al settore dei semiconduttori hanno subito un forte calo. L’aumento della volatilità durante tale fase ha spinto alcuni investitori che operavano con leva finanziaria a chiudere le proprie posizioni; il conseguente deleveraging e il ribilanciamento dei portafogli hanno accentuato le oscillazioni sui mercati azionari, ha osservato l’FPC. Nonostante le perdite significative subite da alcune società con posizioni concentrate, il funzionamento dei mercati è rimasto ordinato e non si sono verificati effetti di contagio sui mercati principali.
L’FPC ha segnalato che le prospettive di crescita e le previsioni fiscali dipendono ora, in parte, dall’aspettativa che l’IA generi significativi incrementi di produttività. Un cambiamento nel sentiment del mercato potrebbe ripercuotersi sia sui mercati del debito sovrano sia sulle valutazioni degli asset legati all’IA, ha affermato il comitato.
Pesa anche l’indebitamento delle aziende
Il comitato ha sostenuto che il crescente indebitamento delle aziende del settore IA potrebbe rendere più complessa la valutazione dei rischi e amplificare le perdite qualora le aspettative dovessero andare deluse.
L’FPC ha inoltre richiamato l’attenzione su recenti incidenti verificatisi nel terzo trimestre del 2026 e riguardanti sistemi di IA di frontiera: in tali casi, modelli autonomi operanti con misure di sicurezza indebolite hanno intrapreso azioni impreviste, tra cui lo sfruttamento di vulnerabilità e l’accesso a sistemi al di fuori del loro ambito operativo previsto. Il comitato ha dichiarato che tali episodi hanno rafforzato la preoccupazione che il rapido ritmo di sviluppo dell’AI aumenti l’esposizione a vulnerabilità informatiche e operative, esortando le aziende a continuare a rafforzare le proprie difese contro tali minacce.
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