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Agenzie di stampa, nuove regole. Barachini: “Più peso ai giornalisti, stipendi regolari e obblighi sull’uso dell’AI”

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Il nuovo Dpcm aggiorna la riforma delle agenzie di rilevanza nazionale: il 90% delle risorse sarà distribuito in base ai giornalisti assunti stabilmente. Fuori dall’elenco chi non paga gli stipendi. Tra i requisiti entra anche una figura specializzata nell’AI.

Agenzie di stampa, arriva il nuovo Dpcm: Barachini lega le risorse ai giornalisti e regolamenta l’AI

Il governo aggiorna le regole per le agenzie di stampa di rilevanza nazionale, mettendo al centro due questioni: la stabilità del lavoro giornalistico e l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle redazioni. È quanto stabilito nel nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm), adottato dal Dipartimento per l’Informazione e l’editoria, che definisce i requisiti e i parametri per l’iscrizione nell’elenco delle Agenzie.

“Restano fermi i capisaldi della riforma varata all’inizio del mio incarico di Governo”, ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, “uno su tutti il criterio che lega il valore economico delle risorse stanziate al numero dei giornalisti e la solidità dei loro contratti”.

Perché cambia il sistema

La normativa distingue tra i notiziari generali e speciali, nazionali, internazionali e regionali forniti dalle agenzie di rilevanza nazionale e i servizi specialistici e settoriali che le amministrazioni possono acquistare, secondo il Codice dei contratti pubblici, anche da operatori esterni all’elenco.

Essere fuori dall’elenco, dunque, non significa essere esclusi dal mercato della Pubblica amministrazione. Il governo motiva il sistema con la necessità di garantire una completa informazione attraverso la pluralità delle fonti.

La revisione era già prevista dal Dpcm del 2023 alla fine della fase transitoria, per adeguare requisiti e parametri alle condizioni economiche e di mercato. Nelle premesse del nuovo provvedimento viene richiamato anche un ecosistema informativo attraversato da “profonde trasformazioni strutturali” e dalla minaccia della disinformazione.

L’intelligenza artificiale entra nei requisiti

Una delle principali novità riguarda l’AI. Per essere considerata di rilevanza nazionale, un’agenzia dovrà avere al proprio interno una figura professionale specializzata che affianchi la direzione editoriale nell’applicazione dell’intelligenza artificiale, nel rispetto dell’articolo 19 del Nuovo codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti.

Il governo trasforma quindi la gestione dell’AI in un requisito organizzativo. Il Dpcm, tuttavia, non specifica titolo professionale, formazione o caratteristiche contrattuali che questa figura dovrà possedere.

Viene inoltre stabilita una finestra precisa per le domande di iscrizione all’elenco: dal 1° al 31 ottobre di ogni anno. Il possesso dei requisiti permette l’iscrizione e la permanenza nell’elenco, mentre la sottoscrizione dei contratti è subordinata all’esito positivo della successiva procedura negoziata.

Non più “contributo”, ma “corrispettivo”

Cambia anche il linguaggio utilizzato dal decreto: la parola “contributo” viene sostituita da “corrispettivo”. Una distinzione sostanziale: le somme vengono riconosciute attraverso contratti con cui il Dipartimento acquisisce i notiziari destinati alle amministrazioni pubbliche. La procedura sarà negoziata, senza pubblicazione di un bando di gara, secondo l’articolo 76 del Codice dei contratti pubblici.

Le risorse complessive saranno definite ogni anno dal Dipartimento e non potranno superare la media delle somme assegnate alle agenzie nei tre anni precedenti, restando comunque entro le disponibilità del bilancio della Presidenza del Consiglio.

Il 90% delle risorse legato ai giornalisti

È nella distribuzione delle risorse che emerge più chiaramente la linea indicata da Barachini. Il 90% delle somme viene ripartito tra tutte le agenzie iscritte sulla base del numero medio di giornalisti assunti negli ultimi cinque anni con contratto a tempo pieno e indeterminato. Il restante 10% ha invece carattere premiale ed è destinato alle agenzie che possiedono almeno tre dei cinque parametri premianti previsti. Anche questa quota viene distribuita sulla base del numero medio dei giornalisti stabilmente assunti.

Il parametro quinquennale premia quindi non soltanto la dimensione dell’organico, ma la continuità dell’occupazione giornalistica stabile.

Contratti annuali, rinnovabili per altri due anni

Per ciascun triennio il contratto avrà durata iniziale di un anno e potrà essere rinnovato per altri due, purché continuino a essere rispettati i requisiti richiesti.

L’elenco resta aperto. Le agenzie che acquisiscono successivamente i requisiti possono presentare domanda, ma l’iscrizione non garantisce automaticamente un contratto. Per quelle entrate dopo il 2024, nuove procedure potranno essere avviate soltanto se saranno disponibili maggiori risorse o risparmi derivanti da cancellazioni e se le amministrazioni avranno bisogno di ulteriori notiziari.

Chi non paga gli stipendi perde il contratto

L’altra novità rilevante riguarda direttamente i giornalisti. Le agenzie devono comunicare al Dipartimento eventuali modifiche dei propri requisiti. La loro perdita comporta la cancellazione dall’elenco.

Ma il decreto introduce una causa specifica: saranno cancellate anche le agenzie che, durante la vigenza del contratto, non provvedono al regolare pagamento degli stipendi ai giornalisti. La cancellazione comporta automaticamente la risoluzione del contratto stipulato con il Dipartimento.

Il Dpcm consolida così l’impianto della riforma del 2023, ma introduce condizioni più stringenti sul lavoro e sulla trasformazione tecnologica delle redazioni. Da una parte, lega la gran parte delle risorse pubbliche all’occupazione giornalistica stabile e sanziona chi non paga regolarmente gli stipendi. Dall’altra, porta formalmente l’intelligenza artificiale dentro i requisiti richiesti alle agenzie nazionali, collegandone l’utilizzo alle regole deontologiche della professione.

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