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Agenti AI, OpenAI assume il creatore di OpenClaw (Moltbot)

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Peter Steinberger guiderà la nuova generazione di sistemi capaci di agire nel mondo reale. Obiettivo: superare i chatbot e aprire nuovi modelli di business tra open source, abbonamenti e pubblicità.

OpenAI assume Peter Steinberger il creatore di OpenClaw, uno strumento di intelligenza artificiale già conosciuto come Moltbot, in grado di eseguire in autonomia una serie di compiti nel mondo reale come leggere email o fare il check-in dei voli.

Steinberger “si unisce a OpenAI per guidare la prossima generazione di agenti personali – ha scritto Altman in un post su X -. È un genio con tante idee sorprendenti sul futuro di agenti intelligenti che interagiscono tra loro per fare cose utili per le persone”.

I motivi di OpenAI

In primis per OpenAI la posta in gioco è economica. Nonostante la base di utenti sfiori il miliardo a livello globale, solo una piccola percentuale sottoscrive un abbonamento a pagamento. L’azienda deve quindi ampliare il modello di business per sostenere impegni di spesa che ammontano a centinaia di miliardi di dollari tra infrastrutture, ricerca e partnership strategiche. L’evoluzione verso agenti capaci di svolgere compiti complessi potrebbe aprire a nuovi servizi premium, integrazioni enterprise e soluzioni verticali ad alto valore aggiunto.

Nel frattempo OpenAI ha iniziato a testare anche formati pubblicitari all’interno di ChatGPT negli Stati Uniti, una sperimentazione che ha già generato perplessità sul fronte della privacy e della neutralità delle risposte. L’eventuale integrazione tra agenti autonomi e modelli sostenuti da advertising rappresenta un ulteriore nodo delicato: come si garantisce che l’interesse dell’utente resti centrale?

I dubbi sulla sicurezza

L’ingresso di Steinberger può dunque essere letto come un tassello strategico in una fase di trasformazione profonda. Se i chatbot hanno segnato la prima ondata dell’AI generativa, gli agenti personali potrebbero rappresentare la seconda: meno conversazione e più azione.

È un passaggio tecnologico rilevante, che apre nuove opportunità ma solleva anche interrogativi su sicurezza, controllo e responsabilità. Un agente che può accedere alla posta elettronica o effettuare operazioni online introduce inevitabilmente questioni legate alla protezione dei dati, all’autenticazione e alla gestione dei permessi.

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