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Agenda digitale e industria sostenibile: troppe richieste, è stop ai bandi

Dopo la sospensione del bando “Industria sostenibile” è la volta di quello dedicato all’Agenda digitale e la promozione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione elettroniche. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato, lo scorso venerdì, che per entrambi si è registrato un numero di domande record rispetto alle risorse finanziarie disponibili.

Il bando “Agenda digitale”, rimasto aperto fino al 4 dicembre, ha ricevuto richieste che comportano costi complessivi ammissibili pari a 328,3 milioni e un corrispondente fabbisogno agevolativo stimato pari a circa 185 milioni, superiore all’attuale disponibilità del bando (150 milioni).

Il MiSE ha deciso pertanto la sospensione temporanei dei termini di presentazione delle domande preliminari. Secondo quanto comunicato: “I termini saranno immediatamente riaperti qualora il fabbisogno finanziario dovesse risultare inferiore alle stime in esito alle valutazioni del Comitato e, successivamente, in esito al fabbisogno delle relative domande presentate e alle relative valutazioni istruttorie”.

Analogamente per il bando “Industria sostenibile”, per il quale sono stati stanziati 250 milioni, si procederà all’immediata riapertura dei termini qualora dovessero risultare disponibili ulteriori risorse finanziarie, nazionali o comunitarie.

Lo strumento “ICT-Agenda Digitale”, adottato con decreto ministeriale 15 ottobre 2014, ha lo scopo di sostenere progetti in grado di esercitare un significativo impatto sullo sviluppo del sistema produttivo e dell’economia del Paese, grazie a un mercato digitale unico basato su internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili e sviluppando specifiche tecnologie abilitanti ICT, nell’ambito di quelle definite dal Programma quadro comunitario “Orizzonte 2020”, con adeguate e concrete ricadute su determinati settori applicativi.

L’iniziativa, invece, destinata allo sviluppo dell’industria sostenibile, ha come obiettivo la promozione del modello di crescita a basso impatto ambientale e dell’economia efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva, utilizzando anche in questo caso le tecnologie abilitanti definite nel Programma “Orizzonte 2020”.

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