Key4biz

Agenda 2030, l’Italia in ritardo: “Urgente una legge annuale per lo sviluppo sostenibile”

Il nostro Paese migliora in alcuni campi (salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualità della governance e cooperazione internazionale), peggiora in altri (povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri) ed è stabile per l’educazione e la lotta al cambiamento climatico (vedi grafici e analisi in appendice).

Questa in estrema sintesi la situazione italiana in relazione ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite, illustrata stamattina nel Rapporto Asvis 2019 alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il documento, realizzato dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile o Asvis, rappresenta uno strumento unico nel panorama internazionale, ottenuto grazie al contributo dei 600 esperti delle oltre 220 organizzazioni aderenti all’Alleanza.

Il Rapporto fornisce una visione dell’andamento del Paese verso gli obiettivi dell’Agenda, attraverso indicatori compositi originali (disponibili per i Paesi europei, per l’Italia e le sue regioni), un quadro delle iniziative messe in campo nel mondo, in Europa e in Italia a favore dello sviluppo sostenibile, valutando le politiche realizzate negli ultimi 12 mesi e avanzando proposte per accelerare il percorso del nostro Paese verso l’attuazione dell’Agenda stessa.

La buona notizia – ha commentato il presidente dell’Asvis, Pierluigi Stefaniniè che il nuovo Governo haintrodotto la sostenibilità nell’agenda politica e le linee programmatiche includono alcune proposte avanzate proprio dall’ASviS: dall’inserimento in Costituzione del principio dello sviluppo sostenibile all’avvio di un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, dall’uso dell’Agenda 2030 per ridisegnare il funzionamento del sistema socio-economico, alla valutazione dell’impatto economico-sociale-ambientale dei provvedimenti legislativi, dal taglio dei sussidi dannosi all’ambiente alla legge per annullare i differenziali retributivi tra uomini e donne, a parità di mansioni svolte”.

A questi che per il momento sono solamente “annunci”, l’Asvis chiede che seguano “azioni concrete” per mettere l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile: “Peraltro, per 21 dei 169 Target previsti dall’Agenda 2030 il cui raggiungimento è fissato entro il 2020, il Rapporto ASviS 2019 rivela un Paese in evidente ritardo”.

È per questo, l’Alleanza chiede con urgenza “una legge annuale per lo sviluppo sostenibile, politiche integrate e azioni concrete a partire dalla prossima Legge di Bilancio”.

Qualcosa a livello europeo sembra iniziare a muoversi, soprattutto con la nascita della nuova Commissione guidata da Ursula Von der Leyen: “La nuova Commissione europea intende mettere l’Agenda 2030 al centro della propria azione e ha recepito alcune delle proposte avanzate dall’ASviS a maggio, tra cui una responsabilità diretta di ciascun Commissario per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile di propria competenza e il ridisegno del Semestre europeo intorno all’Agenda 2030”, ha spiegato Giovannini.

La Presidente della Commissione ha proposto un programma di azione per il prossimo quinquennio che ruota intorno ad una visione in cui politiche economiche, sociali e ambientali appaiono coerentemente orientate all’obiettivo di fare dell’Europa il primo continente carbon-neutral e leader globale dell’economia circolare”.

Sul piano nazionale, l’ASviS propone infine al Governo alcune raccomandazioni, tra cui:
il Presidente del Consiglio deve inviare ai Ministri un atto di indirizzo che indichi la loro responsabilità per conseguire gli SDGs;
rafforzare il ruolo della cabina di regia “Benessere Italia” costituita a Palazzo Chigi;
sostenere l’introduzione di una valutazione ex-ante della legislazione alla luce degli SDGs;
promuovere presso il Parlamento la dichiarazione di “Stato di emergenza climatica”, come già fatto da alcune Regioni e città;
aggiornare la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile;
presentare un rapporto sul suo stato di attuazione;
trasformare il CIPE in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile per orientare a tale scopo tutti gli investimenti pubblici;
individuare politiche per conseguire i 21 Target in scadenza nel 2020;
preparare una legge annuale sullo sviluppo sostenibile, che intervenga sulla normativa con un’ottica ‘sistemica’;
realizzare un vasto piano di informazione e comunicazione sul tema dello sviluppo sostenibile diretto all’intera popolazione.

Exit mobile version