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Agcom, perché a 4 mesi dalla fine del mandato vuole rigonfiare la struttura?

13 Direttori, 6 Vice Direttori, 18 Dirigenti. Inoltre in nove Uffici, il Dirigente preposto è il Direttore a. i.. Alcuni Servizi/Direzioni hanno un solo Ufficio ed in qualche caso, il Dirigente dell’Ufficio è lo stesso Direttore. Ecco la struttura organizzativa dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom).

Prima della scadenza del mandato (luglio 2019), il Consiglio dell’Autorità ha annunciato la volontà di varare una riorganizzazione della struttura, ma le organizzazioni sindacali sono contrarie sia perché è “l’ennesima mini organizzazione” sia perché “per ragioni di opportunità sarebbe meglio attendere il prossimo nuovo Consiglio dell’Autorità”. In particolare le sigle sindacali avanzano due forti critiche, in questi termini:

1) La precedente revisione organizzativa è stata effettuata con la Delibera n.232/18/del Consiglio lo scorso 8 maggio 2018. A fronte di tale revisione organizzativa sono stati attribuiti gli incarichi di responsabilità delle unità organizzative di I e II livello per una durata di due anni a decorrere dal 16 luglio 2018.

A fronte della previsione contenuta all’art. 26 del ROF “Verifica periodica della struttura dell’Autorità – Ogni due anni la struttura organizzativa dell’Autorità è sottoposta a verifica da parte del Consiglio, al fine di accertarne funzionalità ed efficienza”, si evidenzia, fanno notare i sindacati, come la modifica organizzativa prospettata sia palesemente in contrasto con la suddetta previsione. Inoltre propongono le organizzazioni sindacali è doveroso demandare al nuovo Consiglio la riorganizzazione annunciata di recente, per evidenti ragioni di opportunità.

2) Ecco la seconda osservazione dei sindacati:
La costituzione di due nuove unità organizzative di II° livello fa prospetticamente aumentare i costi della struttura in un contesto, come è quello attuale, di oggettivo sovradimensionamento di posizioni di responsabilità. 

In proposito vale la pena ricordare, si legge nella nota di convocazione per il 18 marzo per discutere di tale riorganizzazione con tutte le sigle sindacali, che la precedente riorganizzazione si fondava sul presupposto di non incrementare le unità organizzative al fine di contenere i costi di funzionamento, principio questo disatteso nella mini-riorganizzazione prospettata. 

Peraltro, è scritto ancora, non è possibile non evidenziare come un discreto numero delle attuali posizioni di responsabilità risultano assegnate ad interim al corrispondente Direttore da diversi anni, in taluni casi a Servizi che hanno l’unico Ufficio gestito ad interim dallo stesso responsabile, fatto questo che dimostra ancor più l’eccessivo sovradimensionamento delle posizioni organizzative. 

Dunque il Consiglio dell’Autorità dovrà rispondere appunto a due domande principali poste dalle organizzazioni sindacali:

Perché una nuova riorganizzazione della struttura se nell’ultima effettuata lo scorso 8 maggio 2018 gli incarichi di responsabilità attribuiti hanno una durata di due anni a decorrere dal 16 luglio 2018 e quindi non ancora a termine?

E poi non sarebbe davvero meglio attendere il nuovo Consiglio dell’Autorità per incrementare la struttura?

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