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After futuri digitali, presentata a Bologna l’app iCare Assistant

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Come possono trasformarsi i servizi socio-assistenziali per i cittadini grazie all’innovazione tecnologica e all’intelligenza artificiale? É il tema del workshop che si è tenuto sabato alla Casa della Salute Navile nella terza giornata di “After futuri digitali”, manifestazione organizzata a Bologna da Regione e Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna, dal Comune, Lepida e dalla Fondazione Innovazione Urbana.

All’evento sono intervenuti Pierfrancesco Ghedini, direttore Servizio Tecnologie Informatiche e di Comunicazione (Azienda Usl di Bologna), Maria Adele Mimmi, capo area Welfare e Promozione del Benessere della Comunità (Comune di Bologna), e Piero Luisi, direttore Innovation PA & Sanità di Engineering.

A seguire Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha inaugurato “iCare Assistant”, un nuovo modello sperimentale di servizio, primo in Italia nel suo genere, realizzato da Engineering, in grado di accompagnare l’assistito per tutto il tragitto casa-ambulatorio, proponendo anche, all’interno della Casa della Salute Navile di Bologna, un nuovo concetto di “UltraLuogo”, attraverso la consultazione di servizi in realtà aumentata utili all’utente.

Regione Emilia Romagna, Assessorato alla Sanità, la ASL-Bologna e il Comune di Bologna hanno lavorato con l’azienda nella realizzazione di questo che attualmente è un modello sperimentale: scaricando l’App iCare Assitant dallo store Android, dal 26 ottobre al 26 novembre, i partecipanti al Festival e i cittadini potranno entrare nel futuro rivivendo in prima persona la storia di Sara: mamma di tre bambini che vive la sua esperienza di accesso ai nuovi servizi di welfare digitale.

I cittadini potranno verificare nella simulazione come con “iCare Assistant” si viene guidati fin da casa, selezionando la lingua tra le disponibili, nella scoperta e prenotazione dei servizi di cui si necessita. L’accompagnamento prosegue poi fino all’ingresso della Casa della Salute, dove si è riconosciuti e, sulla base delle prestazioni di cui si ha bisogno e della rilevazione delle caratteristiche fisico-sanitarie, si è accompagnati con l’app all’interno dell’edificio attraverso una vera e propria navigazione 3D, fino all’ambulatorio presso cui si ha appuntamento.

L’esplorazione e la visita della Casa della Salute raggiunge una dimensione ancora più immersiva se dall’app si attiva la realtà aumentata semplicemente inquadrando lo spazio circostante con il proprio dispositivo mobile. Questo consente infatti di accedere in tempo reale a indicazioni di percorso, informazioni e punti di interesse.

Un concept di trasformazione digitale dei servizi socio-assistenziali che consente ai cittadini di sperimentare una straordinaria esperienza di efficienza e accompagnamento da parte dell’Amministrazione, coerentemente con l’obiettivo della Regione Emilia Romagna, Assessorato alla Sanità di definire sempre nuovi standard qualitativi per il welfare territoriale. Le Case della Salute sono infatti il modello organizzativo dei servizi socio-assistenziali che la Regione Emilia-Romagna sta realizzando su tutto il territorio. Un unico luogo, vicino e abituale dove essere assistiti senza dover girare per il territorio e dove si concentrano tutti i professionisti e i servizi territoriali integrati di ambito sociale e sanitario.

Le nuove tecnologie entrano sempre di più nel nostro modo di vivere e lavorare, e possono essere di grande aiuto nell’accesso a servizi fondamentali per ognuno di noi, come quelli che si trovano all’interno delle Case della Salute”, ha commentato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.
La App che vediamo oggi è una sperimentazione, che ci ricorda però come il futuro sia già qui, ora. L’Emilia-Romagna è sempre di più la Data Valley europea, sta rafforzando il proprio ruolo di hub nazionale internazionale dei sistemi di supercalcolo, dei Big data e dell’Intelligenza Artificiale, con investimenti in infrastrutture digitali che hanno immediate ricadute nella quotidianità delle persone. É quindi naturale che qui vi siano risorse e professionalità per pensare e realizzare uno strumento come questo, che può avere una valenza sociale e di aiuto importante per l’utente”.

Ciò che abbiamo chiaro – ha concluso Bonaccini- è che vogliamo essere pronti ad affrontare alcune delle sfide non più rinviabili: il cambiamento climatico, lo sviluppo di nuovi materiali, la gestione della mobilità, la medicina personalizzata e predittiva. E stiamo realizzando qui, nel Tecnopolo di Bologna, dove avranno sede le più importanti istituzioni scientifiche nazionali, il Data center del Centro Meteo europeo, l’Agenzia nazionale Italia Meteo e il supercomputer europeo Leonardo, il luogo dove pensare e realizzare soluzioni nuove a disposizione della comunità regionale e non solo”.

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