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Africa, la Camera ha approvato definitivamente il decreto sul Piano Mattei

La Lega non molla su Solinas ed è braccio ferro con FdI 

Le tensioni sulla candidatura in Sardegna, le europee, il dibattito sul terzo mandato per i governatori e la possibilità di un candidato civico in Basilicata che agita FI stanno di fatto alimentando la tensione fra i partiti di maggioranza. Il dossier non è ancora sul tavolo di Giorgia Meloni e il vertice tra i leader ancora non è stato ufficialmente convocato. Anche ieri la premier non ha parlato della questione anche se in giornata ha incontrato a Palazzo Chigi il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La partita chiaramente non è ancora chiusa e al momento una soluzione ancora non c’è. La giornata si è aperta con la rivendicazione della Lega, che per voce del vicesegretario Andrea Crippa chiede in nome della “continuità” un “passo indietro su Paolo Truzzu”, l’attuale sindaco di Cagliari di FdI e pure che Luca Zaia possa continuare il suo lavoro con un nuovo mandato. 

In Sardegna per Fdi “il candidato resta Truzzu”: conferma la linea il Ministro Francesco Lollobrigida, che aveva riunito nei mesi scorsi un tavolo nazionale sulle amministrative proprio per arrivare a candidature condivise in vista degli appuntamenti di primavera. In via della Scrofa sono convinti che alla fine sarà Truzzu a spuntarla e il partito locale ha già organizzato un convegno per sabato, in Sardegna, per presentare la candidatura. In giornata alla Camera è stato intercettato anche lo stesso Christian Solinas, che continua a ritenersi in campo. Ieri il Governatore ha visto Matteo Salvini, che tra le cose ha rimarcato che non si candiderà alle europee per lasciare lo spazio agli “amministratori locali” e ribadito che “i governatori della Lega sono un valore aggiunto”. Per questa tornata di amministrative, invece, non ci sono piani B: “Non m’interessano compensazioni” il ragionamento che fa in tv, “Se qualcuno mi dice che non voglio ricandidare tizio e caio mi deve spiegare perché e dove ha sbagliato”. 

La Camera ha approvato definitivamente il decreto sul Piano Mattei

Ieri il decreto sul Piano Mattei è stato approvato definitivamente dalla Camera con 169 voti favorevoli, 119 contrari e 3 astenuti. Per il Governo il provvedimento sarebbe un modello di governance per gestire i progetti per e con l’Africa. L’obiettivo è “la collaborazione dell’Italia con Stati del Continente africano” per garantire “la costruzione di un nuovo partenariato” “volto a promuovere uno sviluppo comune, sostenibile e duraturo, nella dimensione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza”. Il decreto istituisce innanzitutto una cabina di regia presieduta dalla premier Giorgia Meloni con il Ministro degli Esteri Antonio Tajani come vicepresidente e composta “dagli altri Ministri” e da una serie di altri soggetti (Regioni, Ice, Cdp, Sace, Simest). Della cabina di regia fanno altresì parte i rappresentanti delle imprese a partecipazione pubblica, del sistema dell’università e della ricerca, della società civile e del terzo settore, enti pubblici o privati, esperti, individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. La struttura deve coordinare “nel quadro della tutela e promozione degli interessi nazionali, le attività di collaborazione tra Italia e Stati del Continente africano svolte, nell’ambito delle rispettive competenze, dalle amministrazioni pubbliche ad essa partecipanti”; ma anche di finalizzare il Piano Mattei e “i relativi aggiornamenti”, di monitorarne l’attuazione, di approvare la relazione annuale al Parlamento, di promuovere il coordinamento tra i diversi livelli di Governo, gli Enti pubblici nazionali e territoriali e ogni altro soggetto pubblico e privato interessato e di promuovere anche le iniziative finalizzate all’accesso a risorse messe a disposizione dall’Unione europea e da organizzazioni internazionali. Viene inoltre istituita presso la Presidenza del Consiglio una struttura di missione con un proprio coordinatore individuato tra gli “appartenenti alla carriera diplomatica”. La Struttura, assicurano fonti di Governo, “si sta finalizzando” in queste ore, sotto la supervisione del consigliere diplomatico di Meloni Fabrizio Saggio, ex ambasciatore in Tunisia. 

Infine, “entro il 30 giugno di ciascun anno, il Governo trasmette alle Camere una relazione sullo stato di attuazione del Piano, previa approvazione da parte della Cabina di regia. La relazione indica altresì le misure volte a migliorare l’attuazione del Piano Mattei e ad accrescere l’efficacia dei relativi interventi rispetto agli obiettivi perseguiti”. “Il Piano vero e proprio, con il dettaglio delle priorità d’azione, dovrà essere varato con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Il decreto si limita a indicare i settori in cui le collaborazioni potranno essere avviate. Alla conferenza stampa di fine anno Meloni ha negato che il Piano sia ancora un guscio vuoto e annunciato la volontà di presentarlo alla Conferenza Italia-Africa slittata da novembre ai prossimi 28-29 gennaio. 

Il Parlamento rinnova gli aiuti all’Ucraina. Tensione nel Pd 

Il Parlamento dice sì alla proroga dell’invio di aiuti e armi all’Ucraina, ma non mancano le polemiche. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto si presenta alla Camera per le sue comunicazioni e ribadisce la linea. Il Cdm del 19 dicembre scorso ha approvato il decreto che, previo Atto d’indirizzo del Parlamento, autorizza le forniture all’Ucraina fino al 31 dicembre 2024: “L’Italia supporta dall’inizio e con determinazione ogni azione per favorire l’apertura di un confronto diplomatico e arrivare quanto prima a una soluzione negoziale che non sia disgiunta da una pace giusta. Senza che ciò venga erroneamente interpretato come una volontà di disimpegnarsi dal nostro sostegno al fianco dell’Ucraina, che resta forte e totalmente inalterato”. La maggioranza applaude compatta e presenta una risoluzione unitaria. Anche AzioneItalia viva Più Europa firmano un testo comune che ribadisce questo impegno e lo stesso fa il Pd, che però chiede “un più incisivo impegno diplomatico e politico dell’Ue”. 

Di diverso segno la risoluzione presentata dal M5S. Giuseppe Conte e compagni chiedono al Governo di “interrompere immediatamente la fornitura” di armi a Kiev e di mettere in campo gli interventi normativi volti a “una graduale diminuzione delle spese” militari. Alla fine, passa la risoluzione di maggioranza, anche con i voti di Azione, Iv e Più Europa; il Pd si astiene, il M5S e Avs votano contro; vengono approvati anche i testi del Terzo polo e dei dem. All’interno del Pd emergono delle differenze: l’ex Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, infatti, ha votato a favore dei punti delle risoluzioni presentate dal centrodestra e da Azione, Iv e Più Europa che prevedono la proroga di invio di armi e mezzi a Kiev, nonostante l’astensione dei suoi. Il presidente del Copasir, poi, ha votato contro, a fronte dell’astensione dei dem, sulla diminuzione delle spese militari chiesta dal M5S. “Sono stato coerente con quanto ho sempre fatto da Ministro, ho firmato cinque decreti” per l’Ucraina, spiega; come lui Lia Quartapelle “Per coerenza” e Marianna Madia. In Senato il copione si ripete: sono Dario ParriniFilippo SensiPier Ferdinando CasiniSimona MalpezziValeria Valente e Tatjana Rojc a votare gli impegni su Kiev, mentre Susanna Camusso, da sempre contraria all’invio di armi all’Ucraina, non vota il testo Pd. In ogni caso non sono mancate le polemiche interne al Pd rivolte alla posizione del partito guidato da Elly Schlein.

Alla Camera

Dopo che ieri è stato approvato definitivamente il decreto sul Piano Mattei, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per esaminare le mozioni sulla disciplina della responsabilità professionale degli operatori sanitari e per il superamento delle criticità connesse alla carenza di organico del personale. 

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari costituzionali, con la Bilancio, esaminerà il decreto proroga termini e, con la Esteri, si confronterà sulla ratifica del Protocollo tra Italia e Albania per il rafforzamento della collaborazione in materia migratoria. La Difesa dibatterà sullo schema di Dm di approvazione del programma pluriennale relativo all’approvvigionamento di sistemi d’arma High Mobility Artillery Rocket System (HIMARS) e relativi razzi guidati a favore delle unità di artiglieria terrestre dell’Esercito italiano, e sullo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale relativo all’acquisizione di due sistemi di aeromobili a pilotaggio remoto con capacità ISR e cinetiche. La Finanze esaminerà il decreto sulle agevolazioni fiscali. 

La Cultura, con la Trasporti, si confronterà sullo schema di decreto legislativo sui servizi di media audiovisivi in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato. La Trasporti esaminerà lo schema di decreto legislativo relativo al codice delle comunicazioni elettroniche. La Attività Produttive discuterà, in sede di comitato ristretto, sulle pdl in materia di turismo accessibile e di partecipazione delle persone disabili alle attività culturali, turistiche e ricreative. La Lavoro esaminerà la pdl per la riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e ascolterà i rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL nell’ambito dell’esame del disegno di legge governativo in materia di lavoro.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per l’informativa del Ministro delle imprese e del made in Italy Adofo Urso sulla situazione dell’acciaieria ex Ilva e alle 15.00 per la discussione delle interrogazioni a risposta immediata.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia esaminerà il ddl di modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale, all’ordinamento giudiziario e al Codice dell’ordinamento militare, lo schema di decreto legislativo per l’efficienza del processo penale, nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari, lo schema di decreto legislativo sul riordino della disciplina del collocamento fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili, lo schema di decreto legislativo per la riforma ordinamentale della magistratura, il ddl di modifica al Codice civile in materia di cognome e svolgerà delle audizioni sul ddl relativo ai criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale. 

La Politiche dell’Ue dibatterà sulla legge di delegazione europea e sull’Atto Ue sui servizi di sicurezza gestiti. La Finanze esaminerà lo schema di decreto legislativo in materia di procedimento accertativo e di concordato preventivo biennale e il ddl sulle agevolazioni fiscali alle start-up. La Cultura esaminerà il ddl sulla valutazione del comportamento delle studentesse e degli studenti, lo schema di decreto legislativo sui servizi di media audiovisivi in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato, il ddl per la promozione delle manifestazioni in abiti storici e i ddl sull’accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e chirurgia. 

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