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Addio a David Sassoli. Tra le battaglie vinte l’iVoting per 700 europarlamentari: “Così abbiamo votato il NextGenerationEu”

David Sassoli

È una giornata triste per l’Unione europea e per l’Italia. Con la scomparsa inattesa e prematura di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, diciamo addio a un uomo delle istituzioni, a un guardiano di democrazia e libertà per i cittadini europei. Ad un innovatore. Ha svolto questo ruolo anche sfruttando i vantaggi del digitale, introducendo, per la prima volta nella storia il sistema di voto a distanza per un Parlamento. Ha consentito ad oltre 700 europarlamentari di essere connessi dai propri Paesi e di partecipare e di votare a distanza, in sicurezza, con il sistema ‘iVote’.

In questo modo ha garantito ai deputati di esercitare le loro funzioni. È riuscito a non far chiudere le porte alla democrazia. 

Quando è stato eletto presidente dell’Europarlamento, il 3 luglio 2019, aveva detto: “Mi candido perché credo che l’Europa sarà più forte solo con un parlamento europeo in grado di giocare un ruolo più importante. Dobbiamo essere tutti, comunque la pensiamo, impegnati nel costruire la casa della democrazia europea e questo parlamento deve essere la casa della democrazia europea”.

Una democrazia europea espressa anche con strumenti moderni. Dunque, tra le sue battaglie vinte da presidente c’è l’introduzione del voto a distanza e della partecipazione da remoto sia in commissione sia in plenaria per i parlamentari, durante la fase più acuta della pandemia Covid-19.

Sassoli è stato visionario e concreto in questo. Ha introdotto questa modalità a cominciare dalla plenaria straordinaria di giovedì 26 marzo 2020 per consentire di approvare, nella piena sicurezza sanitaria per gli europarlamentari, le misure di emergenza presentate dalla Commissione europea.

“Sarà la prima plenaria che voterà con il sistema del voto a distanza. Di fronte ad una emergenza dobbiamo usare tutti i mezzi che abbiamo a disposizione”, così Sassoli motivò la scelta di utilizzare il voto e la partecipazione da remoto per gli europarlamentari, che è stata poi adottata dal 15 aprile 2020 fino al 31 luglio dello stesso anno e poi dal 22 novembre 2021 fino a Natale. Ma la modalità è ancora utilizzata oggi.

Benifei (eurodeputato PD): “Sassoli è stato un innovatore. I suoi protocolli per il voto a distanza studiati da Parlamento Usa, australiano, brasiliano e europei”

“Il presidente Sassoli è stato un innovatore e ha saputo difendere la capacità dell’Europarlamento di essere attivo e determinante per le decisioni sul futuro dell’Ue in questa pandemia. Ha scelto di lottare, anche di fronte alle resistenze, per introdurre il voto e la partecipazione da remoto per noi europarlamentari, con protocolli poi studiati da altri Paesi, come il Parlamento americano, australiano, brasiliano e, ovviamente, dagli Stati membri”, ricorda a Key4biz Brando Benifei, eurodeputato dal 2014 e capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo.

“Il Parlamento europeo”, ha aggiunto, “in questo modo è stato attivo anche nella fase acuta della pandemia grazie proprio al voto e la partecipazione a distanza. Sassoli è stato capace di far realizzare un sistema digitale in grado di garantire sicurezza e riservatezza a noi europarlamentari per esercitare le nostre funzioni. È un processo di sperimentazione ancora in vigore. E la seconda sfida di Sassoli è valutare la possibilità di far ricorso a questi strumenti per il dibattito e il voto parlamentare anche nelle fasi non emergenziali”. 

Con la sua eredità, iniziare a pensare a un Europarlamento più sostenibile economicamente grazie agli strumenti digitali”

David”, ha concluso Benifei, “ha dedicato l’ultimo anno a una proposta per far sfruttare al Parlamento europeo la modalità mista, in presenza e da remoto, per colmare le distanze fisiche e per iniziare ad immaginare un Parlamento più sostenibile economicamente. Per quanto riguarda il digitale, ci lascia questa eredità”. 

Simona Bonafè (Europarlamentare PD): “Il voto a distanza fondamentale per votare tutto il processo del Next Generation Eu”

Grazie alla sua volontà di introdurre il voto a distanza siamo riusciti a votare e quindi a sbloccare prima la risoluzione, che impegnava la Commissione ad adottare misure urgenti e all’altezza per contrastare la pandemia, e poi a dare il via libera al Next Generation Eu”, ci racconta Simona Bonafè, europarlamentare PD.

David aveva una straordinaria attenzione al ruolo del Parlamento come Camera di espressione dei cittadini europei. Con questa modalità telematica”, ha concluso Bonafè, “ci ha consentito di esercitare la nostra funzione di parlamentare da casa per il bene della democrazia, con un sistema in grado di garantire sicurezza e riservatezza dei dati e dei voti. Ancora stiamo lavorando con questa modalità e credo che possa essere utilizzata anche dal Parlamento italiano”.

De Meo (eurodeputato Forza Italia): “Con il voto da remoto ha garantito la continuità delle attività parlamentari e la tempestiva adozione degli strumenti per combattere la pandemia

La prematura scomparsa del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, rappresenta un momento triste per tutti e, soprattutto, per le Istituzioni di cui è stato importante e autorevole protagonista. Il Presidente Sassoli, secondo italiano alla guida del Parlamento europeo, nel suo insediamento ha confermato la sua convinzione europeista impegnandosi ad avvicinare l’Ue ai suoi cittadini e, a pochi mesi dalla sua elezione, a far fronte alla situazione straordinaria determinatasi per il Covid.
Con l’istituzione del voto da remoto”, ci spiega Salvatore De Meo, eurodeputato di Forza Italia, “ha garantito la continuità delle attività parlamentari e la tempestiva adozione degli strumenti per combattere la pandemia. Ci ha lasciato un grande giornalista e politico, ma, soprattutto, un uomo garbato e generoso. Mi piace conservare il sorriso e il tono di voce pacato con cui, in tante occasioni, durante i nostri viaggi o in albergo, il Presidente Sassoli mi ha sempre fatto compagnia”.

Anna Bonfrisco (eurodeputata Lega): “La sua volontà sul voto a distanza anche per le fasi non emergenziali”

“Il lavoro più importante di Sassoli era legato alla difesa dei diritti umani. Sul voto a distanza, grazie al sistema ‘iVote’, da lui voluto, ancora oggi noi possiamo votare a distanza in sicurezza”, ci spiega Anna Bonfrisco, eurodeputata della Lega. “A dicembre scorso”, ci racconta, “ho avuto modo di parlare con lui e condividevano l’idea di continuare a mantenere questa modalità telematica anche per le fasi non emergenziali per garantire a tutti un lavoro più sostenibile, sotto tutti i punti di vista”.

Ceccanti (PD): “Non fu facile per lui imporre l’idea che da 27 Paesi e con tanto di interpreti si potesse discutere e votare on line

Non fu facile per lui imporre l’idea che da 27 Paesi e con tanto di interpreti si potesse discutere e votare on line. Ma, altrimenti, il Parlamento europeo non sarebbe stato in grado di esercitare il suo ruolo necessario di traino in quella fase”, commenta a Key4biz Stefano Ceccanti, deputato PD a Montecitorio.

Come ha funzionato, tecnicamente, la partecipazione e il voto a distanza degli europarlamentari? 

Soltanto alcuni deputati hanno avuto la possibilità di essere fisicamente presenti durante le riunioni di commissione o la plenaria. La maggior parte di loro ha partecipato alle riunioni a distanza, grazie a uno speciale sistema di videoconferenza. È bastato connettersi attraverso un link fornito dal Parlamento, usando un tablet connesso a Internet e dotato di auricolari e microfono.

I deputati che volevano prendere la parola dunque, siano essi presenti fisicamente o via teleconferenza, hanno avuto la possibilità di farlo.
La traduzione è stata garantita in quasi tutte le lingue.

Come ha funzionato la procedura di voto? 

I deputati, siano essi presenti fisicamente o a distanza, hanno ricevuto sulla loro casella di posta elettronica ufficiale una scheda elettorale. Questo documento, una volta compilato, è stato firmato e inviato all’indirizzo dei servizi della plenaria (o della commissione) dalla stessa casella di posta su cui è stato ricevuto. I risultati delle votazioni condotte secondo questa procedura sono stati messi a verbale.

Soltanto le schede inviate dagli indirizzi ufficiali dei deputati, corredate da voto e nome leggibile e dalla firma del parlamentare, sono state contate come valide. Allo stesso modo, soltanto le schede arrivate nella casella di posta elettronica predisposta per le votazioni, nei termini previsti per la chiusura del voto, sono state considerate valide.

La base legale della procedura straordinaria per adottare il voto a distanza all’Europarlamento

L’articolo 25, comma 2 del Regolamento del Parlamento europeo affida all’Ufficio di presidenza il compito di adottare “decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo concernenti l’organizzazione interna del Parlamento, il Segretariato del Parlamento e i suoi organi”.

L’articolo 186 stabilisce che il diritto di voto è personale e che i deputati debbano esprimerlo personalmente e individualmente.

L’articolo 187 affida al Presidente il potere di decidere, in qualsiasi momento, di ricorrere al sistema di voto elettronico.

L’articolo 192 sull’uso del voto elettronico prevede, al paragrafo 1, che sia l’Ufficio di presidenza a stabilire le modalità tecniche per l’esercizio dello stesso.

La commemorazione e le esequie

Da europeo convinto, il presidente Sassoli ha sottolineato nel suo discorso al Consiglio europeo di dicembre di qualche settimana fa che: “L’Europa ha bisogno di un nuovo progetto di speranza. Penso che questo progetto possa essere costruito intorno a tre assi forti, a un triplice desiderio di Europa che sia unanimemente condiviso da tutti gli europei: quello di un’Europa che innova, di un’Europa che protegge e di un’Europa che sia faro”.

Una cerimonia per onorare la sua memoria avrà luogo lunedì 17 gennaio all’apertura della sessione plenaria a Strasburgo.

La Camera Ardente per il Presidente David Sassoli si terrà a Roma giovedì 13 gennaio dalle 10.00 alle 18.00 nella Sala della Promototeca del Campidoglio. Le esequie avranno luogo venerdì 14 alle 12.00 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Elezione del nuovo Presidente del Parlamento europeo 

Come disciplinato dal Regolamento (articolo 20), la Presidenza ad interim sarà assicurata dal primo Vicepresidente del Parlamento durante i giorni precedenti l’elezione del nuovo Presidente. Come originariamente previsto prima dell’improvvisa scomparsa del Presidente Sassoli, l’elezione del Presidente del PE per la seconda metà della legislatura avrà luogo martedì prossimo durante la plenaria di Strasburgo. Le elezioni dei vicepresidenti e dei questori seguiranno successivamente.

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