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Acque minerali, se ne imbottigliano 387 miliardi di litri l’anno. Italia terzo esportatore mondiale

acqua

C’è acqua e acqua al mondo. Quella che esce dal rubinetto di casa, che non a tutti piace, a volte ha un sapore poco gradevole, altre volte è ritenuta addirittura poco sicura, ma per 2 miliardi circa di persone al mondo questo servizio sarebbe vitale ed invece è ancora un lusso.

C’è poi quella minerale imbottigliata, spesso arricchita di anidride carbonica, aromatizzata o dedicata a specifiche fasce di popolazione (sportivi, terza/quarta età, per donne e per bambini). Qui si concentrano molti interessi, legati all’imballaggio, al confezionamento, ai materiali utilizzati, alle infrastrutture di rete, l’innovazione di processo e le tecnologie di estrazione.

Acqua imbottigliata

L’acqua minerale rappresenta oggi un mercato mondiale di 387 miliardi di litri confezionati/imbottigliati, per un valore complessivo di 155 miliardi di euro, secondo un nuovo Rapporto pubblicato dall’Area Studi Mediobanca.

Il prezzo medio al litro nel 2020 è stato di 40 centesimi di euro a livello globale, più basso in Europa, 30 centesimi, fino ai 20 centesimi al litro in Italia.

Il dato su cui riflettere è che l’acqua minerale confezionata è in costante aumento, con un tasso che attualmente è stimato attorno al +7/+8% l’anno fino al 2024.

Nel mondo è la Cina il più grande mercato di acqua minerale imbottigliata, se ne consumano 103.1 miliardi di litri per circa 26 miliardi di euro di valore, un primato che gli studiosi vedono incontrastato dal 2009, quando ha raggiunto e doppiato gli Stati Uniti, che infatti oggi raggiungono i 50 miliardi di litri annui, per un valore di mercato pari a 34,6 miliardi di dollari.

Italia attore globale di primo piano

L’Italia consuma annualmente più di 13 miliardi di litri di acqua minerale confezionata, occupando il nono posto a livello mondiale. Abbiamo circa 300 fonti naturali, grazie a cui siamo ai primi posti nell’esportazione.

Siamo il secondo Paese esportatore di acqua confezionata minerale dell’Unione europea, per 605 milioni di euro, alle spalle della Francia (761 milioni di euro), e il terzo al mondo, preceduto dalla Cina. Sempre nell’Ue, l’Italia è di gran lunga il primo esportatore di acqua gassata per 440 milioni di euro, quasi il 50% del totale dell’Unione.

Miliardi di litri che vanno confezionati. Pensiamo alle bottiglie di plastica, a quanto petrolio è necessario alla loro realizzazione, a quanto inquinano e a quanto fanno male alla nostra salute.

L’impero della plastica

La grande maggioranza delle persone ritiene l’acqua confezionata più sicura e più buona di quella dal rubinetto. Probabilmente la pubblicità delle aziende del settore ha funzionato, convincendo i cittadini della bontà della plastica, ma di fatto questo materiale è una delle principali minacce alla salute, non solo nostra, ma del pianeta intero.

Secondo una ricerca della State University di New York, microframmenti di plastica sono stati rinvenuti nel 93% delle bottiglie di plastica di 11 marchi globali: concentrazione media 10,4 particelle di plastica per litro delle dimensioni di 100 micrometri.

In Italia sono state vendute 10 miliardi di bottiglie di plastica nel 2019, con un raddoppio dei volumi in dieci anni, secondo dati Ismea.

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