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Ok per la prima fabbrica di microchip avanzati a Novara, 1,3 miliardi di soldi pubblici per Silicon Box

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Urso: “Un progetto che rafforza il ruolo dell’Italia come piattaforma produttiva dell’economia digitale e che contribuirà a rendere più solida e resiliente la filiera europea dei semiconduttori”.

Invitalia approva il finanziamento per la fabbrica di microchip di Novara

Il progetto “Vulcan” ha ottenuto il via libero dal Consiglio di amministrazione di Invitalia per li piano di investimento complessivo di 3,2 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi di risorse pubbliche attraverso il Fondo per il settore istituito nell’ambito del Chips Act europeo.

Un passo in avanti concreto per la realizzazione della futura fabbrica di semiconduttori e microchip di nuova generazione che la Silicon Box vuole tirare su a Novara. Un impianto all’avanguardia, il primo del suo genere per la produzione di chiplet in Europa.

Urso: “Portiamo a Novara il primo impianto di produzione di chiplet in Europa“

L’investimento permette all’Italia di rafforzare “il proprio ruolo di piattaforma produttiva dell’economia digitale e la sua sovranità tecnologica e industriale, contribuendo a rendere più solida e resiliente la filiera europea dei semiconduttori”, ha commentato in una nota il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.

Un risultato considerato importante dal ministro “frutto di un grande lavoro di squadra, che porterà a Novara il primo impianto di produzione di chiplet in Europa e farà del territorio un nuovo polo di riferimento per le tecnologie emergenti. L’Italia è tornata attrattiva, capace di catalizzare l’interesse dei principali player tecnologici globali”.

Un chiplet è un piccolo “pezzo” di processore specializzato — per esempio nel calcolo, nella grafica o nella gestione dei dati — che viene combinato con altri pezzi nello stesso involucro per realizzare un chip completo attraverso tecnica modulare.

Chiusa la fase istruttoria, ora si attende la consegna del progetto entro fine anno. L’avvio dei lavori a primavera 2027?

Si conclude così la fase istruttoria, svolta nell’ambito delle procedure previste dall’Accordo di sviluppo, firmato lo scorso marzo dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, da Invitalia e dall’azienda, con il ruolo attivo della Regione Piemonte e del Commissario straordinario di Governo per il programma di investimento, Alessandro Canelli.

Dopo la firma della determina e la consegna del progetto, prevista entro la fine dell’anno, si procederà con il percorso commissariale finalizzato al rilascio, nel più breve tempo possibile, dell’autorizzazione unica necessaria alla realizzazione dell’intervento.
L’obiettivo è consentire l’avvio dei lavori nella prossima primavera.

Le ricadute economiche e industriali per il territorio

Come si legge in una nota della Regione Piemonte, il sito di Novara è stato selezionato dall’azienda di Singapore attraverso un processo di valutazione dettagliato, con il supporto di esperti e consulenti indipendenti. Il progetto potrebbe avere ricadute importanti sull’occupazione, sulle competenze e sulla capacità del territorio di supportare l’industria europea delle nuove tecnologie nell’affrontare le sfide del nostro tempo.

A pieno regime, infatti, è scritto nel comunicato, l’impianto potrà generare 1.600 nuovi posti di lavoro diretti, a cui si aggiungeranno quelli indiretti per la costruzione della fabbrica e per le forniture e la logistica a essa collegate.

Lo stabilimento sarà costruito ad Agognate, nei pressi del casello di Novara Ovest dell’autostrada Milano-Torino, e gestito secondo i principi europei di riduzione al minimo l’impatto sull’ambiente.

Il sito contribuirà a soddisfare la domanda di assemblaggio di semiconduttori, principalmente nel mercato europeo, per abilitare nuove tecnologie come applicazioni di nuova generazione nel campo dell’intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni e componenti per veicoli elettrici.

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