Smart city a Milano, l’Expo 2015 sposa la sharing economy

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Condividere risorse, spazi e conoscenze per migliorare la qualità della vita dei cittadini e trasformare Milano in smart city: nasce il progetto Sharexpo, per lanciare in città la sharing economy durante l’Expo 2015.

Italia


Smart City_Sharing Economy

di Flavio Fabbri

 

Tra meno di un anno a Milano partirà la grande Esposizione universale e, tra le diverse strategie individuate per rilanciare l’immagine della città in chiave innovativa e sostenibile, in molti hanno deciso di puntare sul concetto chiave di sharing economy.

 

Condivisione tema fondamentale per lo sviluppo sostenibile della futura economia nazionale e mondiale, grazie alle reti sociali e al web, che sostengono e facilitano la promozione di forme di scambio alternative (di beni materiali, servizi e conoscenze) e una più efficace ridistribuzione di risorse, l’economia di scambio e partecipata (centrata sulla politica del riuso, dell’efficienza energetica, della riduzione dei consumi e dell’inquinamento, sull’ottimizzazione dell’esistente, sul miglioramento della qualità della vita), che bene si sposa con il tema dell’Expo 2015 di Milano: ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’.

 

Milano, tramite il progetto “Sharexpo, lanciato da Collaboriamo, Fondazione Eni Enrico Mattei, Modacult, Expolab e Secolo Urbano, nei mesi dell’Expo 2015 e successivamente, si trasformerà in capitale globale della sharing economy, dell’economia collaborativa, della condivisione come metodo di crescita a basso impatto adattabile ad ogni contesto, nella fattispecie urbano.

 

Startup, grandi aziende, associazioni, imprese sociali, enti pubblici, centri di ricerca e gli altri attori invitati nella piattaforma, sono stati suddivisi in cinque gruppi di Lavoro (ristorazione, mobilità, ospitalità, tempo libero, lavoro) e, grazie a un attento lavoro di coordinamento, hanno fornito al Comitato di Indirizzo per Sharexpo rilevanti contributi e ulteriori stimoli alle riflessioni attorno alla città intelligente.

 

Si possono condividere uffici e luoghi di lavoro (coworking), mezzi di straporto privati (car sharing), biciclette (bike sharing), cibo, case, spazi per l’intrattenimento, beni e servizi (con il classico baratto), competenze e conoscenze (banca del tempo) e molto altro. Nel documento ufficiale di lancio di Sharexpo, presentato la sorsa settimana, sono stati individuati alcuni obiettivi di massima:

  • analizzare il ruolo dei grandi eventi (Expo 2015) come potenziale volano per le shareable cities;
  • individuare le criticità da affrontare per Expo 2015 e le potenzialità da cogliere in cinque settori (mobilità, ospitalità, ristorazione, tempo libero e lavoro);
  • individuare il ruolo della sharing economy e declinarlo nei cinque settori individuati;
  • valutare i vincoli da superare: normativi, culturali, organizzativi;
  • elaborare una strategia di intervento;
  • effettuare uno studio di fattibilità a livello occupazionale, economico, territoriale, culturale, sociale.

 

Il progetto, che da luglio 2014 entra nella fase concreta di implementazione, è rivolto ai cittadini, che potranno così partecipare direttamente alle iniziative sul territorio milanese, ai visitatori dell’Expo, che avranno modo di sperimentare i nuovi servizi amministrativi e turistici, alle aziende, che potranno così avere modo di sviluppare digital economy e lanciare un nuovo modello di business, al mondo del non-profit e della Pubblica Amministrazione, che potranno interagire diversamente e direttamente con i cittadini e gli attori sul territorio per lanciare nuovi progetti e realizzare piani d’innovazione sociale ed economica.

 

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