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Smart city, progetto italiano di urbanizzazione sostenibile in Cina

Cina


L’anno scorso la Cina annunciava la spesa di 40.000 miliardi di yuan per il piano di urbanizzazione che dovrebbe sostenere l’enorme migrazione in città di 400 milioni di persone entro il 2020.

 

Un processo che non è relativo al solo grande Paese asiatico, ma che coinvolgerà entro pochi anni tutto il mondo. Da qui la necessità di adoperarsi ovunque per intervenire subito in termini di maggiore autonomia ed efficienza energetica, di ricorso a fonti energetiche rinnovali, di rinnovamento delle infrastrutture critiche, di nuovi stili di vita improntati alla sostenibilità e la riduzione degli sprechi.

 

Nei giorni scorsi, in concomitanza del Business Forum di Pechino, alla presenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, Gestore dei Servizi energetici (GSE) ha presentato il nuovo progetto “I Giardini di Galileo“, dedicato allo studio di interventi di urbanizzazione sostenibile tra Italia e Cina.

 

Sei i punti chiave individuati dall’iniziativa:

 

Il progetto pilota made in Italy, che vede il GSE come capofila e la collaborazione di Confindustria e la piattaforma GSE Corrente (che aggrega 2000 aziende italiane high-tech e green), conta di portare in Cina più di 20 aziende italiane attive nel settore delle clean technologies, della green economy e delle soluzioni smart city, dislocandole nella provincia dello Shandong per realizzare nel Qingdao un polo d’eccellenza nell’innovazione.

 

Le imprese coinvolte in questa iniziativa dal GSE sono in grado di sviluppare servizi urbani di ultima generazione, preservando il patrimonio storico e architettonico locale, unendo fantasia e creatività italiane, con la millenaria tradizione culturale cinese“, ha dichiarato all’Adnkronos Nando Pasquali, presidente e amministratore delegato del Gse.

 

GSE ha inoltre sottoscritto un protocollo d’intesa con il distretto economico di Zhenjiang, rafforzando così il dialogo avviato con le istituzioni cinesi per promuovere la filiera italiana della tecnologia pulita anche in quel distretto e preparare il terreno per nuove iniziative imprenditoriali in tutta la Cina.

 

(F.F.)

 

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