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eMobility, il target Ue: in Italia 72 mila punti di ricarica nel 2020

Italia


L’Unione europea ha scelto da tempo la strada della mobilità sostenibilità, con focus sulle smart city e, al loro interno, sulla mobilità elettrica ed alternativa (eMobility). La proposta di direttiva approvata a larga maggioranza (30 voti a favore e 7 contrari) dalla commissione Trasporti del Parlamento europeo prevede la nascita di una rete estesa e capillare per l’eMobility, con stazioni di ricarica accessibili per automobilisti e motociclisti.

 

Una posizione rafforzata con l’approvazione del nuovo programma per la ricerca e l’innovazione in Europa ‘Horizon 2020‘, che prevede sostanziosi investimenti anche nei nuovi piani per il trasporto intelligente e intermodale (‘Smart, green & integrated transport‘) nei centri cittadini di tutta l’Unione.

 

Per l’Italia si prevede la costruzione entro il 2020 di almeno 72 mila punti di ricarica per veicoli elettrici. Stesso discorso per la Francia, dove se ne prevedono circa 55 mila, il Regno Unito, con altri 70 mila, e la Germania, con ben 86 mila. Le cifre non devono impressionare, perché si tratta di numeri considerati ‘minimi’ di stazioni per ricaricare batterie di mezzi elettrici e rifornire veicoli alimentati a gas naturale e idrogeno.

 

Come ha spiegato il commissario ai Trasporti, Siim Kallas: “Sono molto soddisfatto per il voto positivo. La nostra proposta ne esce rafforzata, specialmente per il sostegno alla diffusione di infrastrutture di eMobility e per l’adozione di misure concrete per combattere l’inquinamento, migliorare la vivibilità delle nostre città e ridurre l’impatto ambientale“.

 

‘Il voto di oggi rappresenta un passo avanti importante verso un trasporto più pulito e più accessibile per i cittadini: si tratta di un obiettivo ambizioso ma realistico’, ha commentato il relatore Carlo Fidanza (Ppe). La rete di eMobility sarà caratterizzata da standard unici per tutti i Paesi europei, così da facilitare l’accesso alle stazioni di tutti i cittadini comunitari.

 

Fidanza ha ricevuto dalla commissione Trasporti il mandato per avviare i negoziati con il Consiglio Ue (primo contatto previsto per il 5 dicembre), dove secondo l’eurodeputato italiano ‘non mancano resistenze da parte dei governi, preoccupati per l’onere finanziario che potrebbe derivare da questa direttiva‘.

 

Ogni Stato Membro dovrà inoltre provvedere a produrre un quadro regolatorio apposito a sostegno delle politiche di mobilità sostenibile ed alternativa nei centri urbani ed extraurbani; introdurre l’uso di mezzi di trasporto elettrici (eMobility) anche negli aeroporti; aumentare nel tempo il numero delle stazioni di ricarica rapida per veicoli elettrici; introdurre sistemi di ricarica innovativi, tra cui le soluzioni wireless; provvedere a sviluppare sistemi di pagamenti veloci (ed elettronici).

 

Secondo uno studio Pike Research, entro il 2020, in Europa circoleranno circa 2 milioni di veicoli elettrici.

 

(F.F.)

 

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