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#Expo2020 a Dubai: smart mobility e sviluppo sostenibile sotto i riflettori

Emirati Arabi


Sarà Dubai ad ospitare l’Esposizione Universale del 2020. È il responso ufficiale dei 167 membri dell’Assemblea generale del BIE (Bureau international des Expositions), che ieri a Parigi ha espresso con 116 voti il suo favore per la città emiratina. Alla terza votazione Dubai ha avuto la meglio su San Paolo (Brasile), Smirne (Turchia) e Ekaterinburg (Russia).

 

Connecting minds, Creating the future” è il claim ufficiale con cui sarà lanciato l’evento nel mondo, mentre i temi centrali su cui poggia il progetto sono: sostenibilità, mobilità, opportunità. Argomenti che ormai conosciamo bene, alla base di ogni piano smart city annunciato in giro per il mondo, e che probabilmente, per questo, hanno avuto maggiore presa sul BIE e hanno spinto Dubai fino alla vittoria.

 

Sostenibilità economica, energetica e nel consumo delle risorse idriche, che vede in parallelo il lancio di nuovi piani di smart mobility nei trasporti e nella logistica, col fine ultimo di creare nuove opportunità economiche, per le aziende dell’Emirato arabo e dell’intera regione mediorientale, legate all’innovazione tecnologica e le nuove frontiere dei mercati globali.

 

Reem Ebrahim Al Hashimy, Managing Director del Comitato Dubai Expo 2020, si è speso molto per promuovere il concept alla base della manifestazione: “Connettere le menti, Creare il futuro“. L’annuncio della vittoria ha riempito le strade della città ieri sera e per il 2020 sono attesi non meno di 25 milioni di visitatori, il 70% dei quali da tutto il mondo. Un esito non scontato, ma neanche tanto sorprendente. Dubai sapeva di potercela fare e probabilmente hanno dato una grossa mano i diversi piani di interventi messi in atto in chiave smart city (leggi qui).

 

L’Expo di Dubai dovrebbe svolgersi tra ottobre 2020 e aprile 2021 su un’area grande approssimativamente 440 ettari nella località di Jebel Ali, scelta appositamente per la vicinanza agli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi.

 

L’investimento dovrebbe superare i 5 miliardi di euro, per 278 mila nuovi posti di lavoro. Una volta finita l’Esposizione, la struttura non cadrà in rovina e disuso, ma ospiterà un’università, un distretto per la ricerca, un museo nazionale degli Emirati e un centro per le arti e i convegni.

 

(F.F.)

 

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