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CitySDK project e il futuro dell’Ue: si riparte dalle città con open data, smart city e digital economy

Europa


L’unione politica europea è un obiettivo difficile su cui ancora si lavora e si lavorerà molto tempo. È piuttosto l’economia e le opportunità di crescita e sviluppo del mercato comunitario, secondo le intenzioni dei ‘padri fondatori’ dell’Unione europea, a offrire un valido substrato di coesione tra i popoli. Oggi, complice la recessione che ha colpito alcuni Paesi e la sfiducia crescente dei cittadini, tale progetto è messo in discussione da più parti. La Commissione europea ha voluto per questo rafforzare il supporto alle politiche di sviluppo economico incentrate sull’innovazione tecnologica e l’ICT come leve strategiche per individuare al più presto un’exit strategy dalla crisi.

 

Tornare a crescere significa sviluppo del territorio, occupazione, maggiori possibilità di guadagno e ridistribuzione della ricchezza. Il progetto CitySDk, promosso dalla Commissione europea e finanziato dall’ICT Support Programme (2012 – 2014), è teso a sostenere la nascita in tutta Europa della digital economy, a partire dagli open data, l’open source e le smart city. Le città sono luoghi di forte dinamismo culturale, politico, economico e sociale, da qui prenderà il via la ripresa economica dei Paesi partner dell’Ue.

 

Ne sono convinti tutti i commissari europei, da Neelie Kroes (Agenda digitale) a Siim Kallas (Trasporti), da Antonio Tajani (Industria e imprenditoria) a Rehn Olli (Affari economici), a Maire Geoghegan-Quinn (Ricerca e innovazione). CitySDk consentirà la maggiore diffusione e la promozione degli open data a livello europeo per lo sviluppo della digital economy legata alle applicazioni multipiattaforma. Uno strumento utile a qualsiasi centro urbano per la nascita di una solida infrastruttura di ‘city apps’.

 

Più di due terzi della popolazione europea vive nelle aree urbane. Nei prossimi anni il numero di abitanti dei centri urbani medi e grandi tenderà ad aumentare sensibilmente. Le città sono luoghi in cui emergono i problemi, ma dove si trovano anche soluzioni. Sono un terreno fertile per scienza e tecnologia, cultura e innovazione, per la creatività del singolo e della comunità. L’evoluzione verso le smart city si fa in tal modo inevitabile, anche per le implicazioni ambientali, climatiche ed energetiche.

 

L’economia digitale è il prossimo paragrafo della storia d’Europa e le applicazioni sono delle risorse strategiche per innovare e promuovere nuovi modelli di business. Gli open data e gli ambienti open source sono altrettanto fondamentali per la fase di rilancio delle economie europee, che dovranno trovare sponda sicura sui mercati dei servizi urbani di nuova generazione.

 

Diverse le aree di partenza per l’utilizzo del toolkit CitySDK: smart city, mobilità sostenibile, turismo, patrimonio storico-culturale, inclusione sociale e partecipazione dei cittadini all’amministrazione del territorio. Le città devono continuare a svolgere un ruolo fondamentale come motore dell’economia, luoghi di connettività, creatività, innovazione e centri servizi anche per le zone circostanti. Il territorio di riferimento, in tal modo, tende ad allargarsi e le opportunità di crescita con esso. Per questo motivo diventano centrali, nel loro apporto, i centri di ricerca, le università, le scuole, le infrastrutture di comunicazione, le associazioni dei cittadini, le aziende locali.

 

Il progetto CitySDK, assieme alla nuova interfaccia Open311, sviluppata da Forum Virium Helsinki, Sanoma Media Company e il Dipartimento dei Lavori pubblici della città di Helsinki, che consente ai cittadini e alle imprese di interagire con la Pubblica Amministrazione in maniera diretta e partecipata, può in sintesi concorrere alla ripresa economica, allo sviluppo sostenibile del territorio e al rilancio del progetto Europa.

 

(f.f.)

 

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