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Dall’ICT alle connected car: presentate le 5 stelle di TTS Italia per la mobilità sostenibile delle smart city

Italia


Presentato ieri alla Camera dei Deputati il piano smart mobility di TTS Italia, che offre soluzioni rapide ed efficaci per il caotico traffico urbano ed extraurbano che tanto rende difficile la vita di cittadini e automobilisti. Una mobilità innovativa e sostenibile che nei centri urbani ancora fatica ad emergere, tra pastoie burocratiche e vecchie abitudini dure a morire, e di cui abbiamo invece urgentemente bisogno. TTS Italia propone 5 semplici mosse da attuare fin da subito in ambito smart city: strade tecnologiche, sistemi di trasporto intelligenti locali (ITS), sistemi di sicurezza avanzati, una nuova piattaforma logistica nazionale, le connected car.

 

Un programma d’azione concreto e ragionato, di cui si è parlato durante il convegno “ITS e smart mobility: è l’ora delle scelte“, a sostegno delle decisioni già prese da tempo a Bruxelles. Come ha ricordato Rossella Panero, presidente di TTS Italia: “L’Europa chiedeva entro l’agosto dello scorso anno un Piano nazionale per gli ITS, un piano che a oggi non è stato ancora inviato. Non è più il tempo di aspettare, occorre fare delle scelte per rilanciare la mobilità intelligente in grado di dare una spinta all’economia sia in termini di sistema Paese che ridando ossigeno a molte imprese del settore“.

L’Italia ha infatti recepito la Direttiva Europea 2010/40/Ue “Sul quadro generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto” nell’articolo 8 del Decreto Sviluppo Bis. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato un decreto attuativo (Decreto 1° febbraio 2013 “Diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti (ITS) in Italia“) per dare concretezza alle azioni. Qualche passo è stato compiuto, ma molto resta ancora da fare per trasformare effettivamente gli spostamenti di merci e persone in “smart mobility”.

 

Nel complesso, le 5 stelle del piano di TTS Italia prevedono: strade tecnologiche che sappiano comunicare dati sui flussi di traffico, interagire con i veicoli in uno scambio reciproco di informazioni, chiamare in caso di emergenza, sanzionare le violazione al codice della strada, informare gli utenti/automobilisti delle condizioni della viabilità; un trasporto pubblico locale sul modello ITS, facile e affidabile con informazioni alle fermate o nelle stazioni, biglietti acquistabili con lo smartphone e performance di servizio monitorate; sicurezza stradale più elevata con semafori intelligenti, tutor, monitoraggio del trasporto di merci pericolose e aree sicure dove far sostare i camion; una piattaforma logistica nazionale unica e interconnessa con i maggiori nodi di scambio e con le flotte di automezzi; maggiore sviluppo delle “connected car“, auto intelligenti in grado di diventare sensori in movimento.

 

Il piano prevede anche una revisione dell’architettura nazionale ITS (Sistemi di Trasporto Intelligenti), più ricerca e sviluppo per il settore e la creazione di un database sui benefici portati ai cittadini e alla pubblica amministrazione dall’introduzione delle nuove tecnologie. Da queste inziative TTS Italia ai attende un aumento di capacità superiore al 10% delle infrastrutture esistenti, il raddoppio in 5 anni del fatturato del settore ITS in Italia a oltre 1 miliardo di euro (era di 500 milioni di euro nel 2012), un significativo aumento occupazionale di alta specializzazione e un miglioramento generale delle condizioni di vita dei cittadini grazie alla riduzione delle emissioni inquinanti, la maggiore efficienza del sistema dei trasporti e della sicurezza.

 

Le azioni che rivoluzionerebbero il modo di muoversi degli italiani e la logistica del nostro Paese richiederebbero investimenti molto ridotti rispetto a quelli per la costruzione di nuove infrastrutture con un tasso di ritorno molto più rapido. Tra le possibilità di finanziamento, TTS Italia ha individuato la grande opportunità dei nuovi POR 2014-2020 cofinanziati dall’Europa, che potrebbero ridare slancio ai Piani regionali ITS. Inoltre, e suggerisce la costituzione di un fondo nazionale ITS gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con meccanismi ad hoc di incentivazione per le pubbliche amministrazioni virtuose e l’attuazione di forme di partenariato pubblico-privato.

(f.f.)

 

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