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Le 100 smart city d’America: fuori dalla classifica New York e San Francisco, emergono le ‘college town’

Stati Uniti


 

Online la nuova classifica delle 100 più importanti smart city d’America pubblicata da Lumosity, in base a dei parametri singolari e piuttosto diversi dai soliti utilizzati sul tema.  Dando un’occhiata alla Top 10, invece di trovare le star che popolano il nostro immaginario collettivo, come New York, Los Angeles, Miami, San Francisco e Washington, ci sono: Ithaca (NY), State College (PA), Lafayette-West Lafayette (IN), Iowa City (IA), Ames (IA), Ann Arbor (MI), Bloomington (IN), Madison (WI), Lawrence (KS), Pullman (WA).

 

Centri di piccole dimensioni, più o meno abitate da una popolazione di 100 mila unità, ma con alcune proprietà in comune: si tratta di città nate attorno a storici college americani e ad università di prestigio, con grandi spazi verdi, qualità della vita elevata e numerosi centri di ricerca attivi, a loro volta strettamente legati al territorio e al tessuto economico

La presenza massiccia di scuole, istituti, università, centri di ricerca e di eccellenza in queste 100 località d’America indica, secondo Lumosity, la forte correlazione che esiste tra formazione e didattica avanzate, sviluppo economico e sostenibilità ambientale.

 

I milioni di americani intervistati , le loro indicazioni e i dati elaborati, secondo i ricercatori, dimostrano che la compresenza di questi fattori influisce sull’innovazione sociale e sull’individuo, rafforzando le sue capacità cognitive e agendo direttamente sulla crescita in termini di skills.

 

L’azienda di San Francisco, specializzata in soluzioni di innovazione sociale e dedicata principalmente allo studio dei processi cognitivi nell’uomo, ha da poco raccolto ingenti investimenti, oltre 70 milioni di dollari, da Discovery Communications, Menlo Ventures e altri, per ampliare la ricerca cognitiva sull’uomo su scala mondiale.

 

In questo caso, lo studio reso pubblico venerdì scorso ha riguardato quasi 3 milioni di americani, tra i 18 ed i 75 anni di età, somministrando questionari e giochi logici per misurare le performance cognitive e percettive (memoria, elaborazione informazioni, problem solving, flessibilità, attenzione) e rapportandole alle caratteristiche del luogo di residenza degli utenti: numero di università, scuole, centri di ricerca, cinema, teatri, qualità servizi, ambiente, inquinamento e altro ancora.

 

Una delle scoperte più interessanti di questa analisi è che la maggior parte delle aree metropolitane nella Top 100 presenta importanti università e centri di ricerca, il che suggerisce che l’istruzione è un importante agente di performance cognitive – ha stabilito Daniel Sternberg di Lumosity – la neuroscienza ha stabilito che coloro che sono impegnati nell’apprendimento continuo e cognitivamente stimolati durante il giorno, sono in grado di mantenere elevati standard cognitivi nella loro vita, anche in età avanzata“.

 

Rapporto completo: Lumosity’s Smartest Cities 2013

(f.f.)

 

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