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Svolta green in Brasile, investiti 200 mld di euro in clean tech. Via alla ‘Smart Rio’ per i Mondiali di Calcio e le Olimpiadi

Brasile


Il Brasile è entrato in una lunga fase di grande cambiamento, economico, culturale, sociale e politico. Tanti gli appuntamenti internazionali che avranno come sfondo gli stadi e le città di tutto il Paese sudamericano: nel 2014 i Mondiali di Calcio e nel 2016 le Olimpiadi. Due eventi che stanno mobilitando risorse finanziarie imponenti, con un nuovo piano energetico nazionale da 200 miliardi di euro e una nuova rete integrata di servizi IT per Rio De Janeiro, finalizzate ad assicurare uno sviluppo economico più sostenibile per i prossimi decenni.

 

Programmi a lungo termine che hanno visto la partecipazione di aziende nazionali ed internazionali, molte italiane (tra cui l’ENEL, Confindustria Anie e Telecom Italia), per la fornitura di clean technology e la realizzazione di infrastrutture innovative in zone ancora sprovviste dei più elementari servizi energetici e di telecomunicazione. Due fattori di crescita strategici per le economie emergenti di cui il Brasile è, assieme alla Cina, esponente di punta in questo inizio di terzo millennio.

 

Ne è prova, scrive il Sole 24 Ore, nel suo blog Nova24 Tech, il gran numero di adesioni alla prossima ‘EnerSolar+Brasil’, manifestazione dedicata alle fonti rinnovabili, in particolare all’energia solare, in programma dal 17 al 19 luglio prossimi a San Paolo. Già 90 le aziende iscritte, con un incremento di partecipanti del 300% e di conseguenza un aumento di metri quadri espositivi del 200% (rispetto all’edizione 2012). Per l’evento, Promos-Camera di commercio di Milano ha organizzato un tour a Fortaleza e San Paolo per le aziende lombarde della filiera delle energie rinnovabili che parteciperanno alla manifestazione. L’iniziativa, organizzata con il supporto del Consolato generale italiano a San Paolo, prevede una presentazione del mercato e delle opportunità di business che si potrebbero aprire per le nostre aziende.

 

Il Brasile vede le sue città crescere a dismisura, anno dopo anno, fenomeno ormai globale, con tutte le conseguenze che una tale migrazione demografica comporta: consumo del suolo e delle risorse, produzione di rifiuti, consumo di energia e risorse idriche, domanda di abitazioni, congestione del traffico, moltiplicazione degli inquinanti e peggioramento della qualità della vita. Per questo Rio de Janeiro ha messo sul tavolo, già da diversi anni, più di un progetto per la realizzazione di nuove infrastrutture per la distribuzione efficiente delle risorse energetiche e idriche (smart grid), per una rete di trasporti più intelligente (ITS), una gestione dei rifiuti orientata al riciclo completo (waste management), un’edilizia che punti all’autosufficienza energetica e alla rigenerazione urbana di aree depresse e degradate.

 

Si parla anche qui di ingenti investimenti fino al 2014 per oltre 350 miliardi di dollari, finalizzati a preparare la città di Rio ad accogliere nel migliore dei modi i Mondiali di Calcio e le Olimpiadi, mostrando una Smart city innovativa e più ‘green‘. Per lo scopo è stato istituito un ‘ICT team‘, coordinato da Elly Resende e composto da circa 100 persone (da estendere a 500 unità nel 2014) formate durante le olimpiadi di Londra, che ha lo scopo di realizzare un centro operativo integrato a Rio, di sviluppare un IT management system innervato con l’intera area metropolitana, il lancio di nuove infrastrutture di telecomunicazione e comunicazione elettronica entro il 2016.

Il centro operativo sarà costituito da oltre 30 agenzie e partner territoriali che si dedicheranno per agire in diversi settori, oltre quelli già menzionati, tra cui l’egovernment, la sicurezza informatica urbana, la sanità elettronica e digitale (eHealth), la mobilità elettrica (eMobility), le smart coummunity, la gestione delle comunicazioni elettroniche, l’intervento in caso di disastro naturale e attacchi terroristici.

 

Rio de Janeiro conta nella sua area metropolitana quasi 12 milioni di persone, quindi si parla di un territorio vasto e composto da gruppi sociali molto diversi tra loro. Forse una delle prime preoccupazioni per l’amministrazione pubblica dovrebbe essere il tentativo di coinvolgere il maggior numero di comunità cittadine in questi giganteschi progetti di trasformazione per la nascita di ‘Smart Rio’. Purtroppo Amnesty International ha già denunciato in diversi casi l’uso della forza, più che del dialogo, per provvedere all’avvio dei primi interventi di smart building e recupero aree degradate.  Centinaia di abitazioni sono state demolite, nel corso del 2012, e altre ancora saranno presto abbattute o ristrutturate, costringendo migliaia di famiglie a spostarsi alla ricerca di un nuovo alloggio. Secondo un recente documento prodotto dall’ONU e da Amnesty, 30 mila persone sono state sgomberate da Rio proprio per i prossimi eventi sportivi attesi nella città e in tutto il Brasile, dove si attendono per i prossimi mesi altri 170 mila sfratti a carico di famiglie assolutamente non in grado di trovarsi in maniera autonoma una nuova casa.

(f.f.)

 

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