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Torino Smart City si parte: dal Miur 190 milioni di euro per 11 progetti

Italia


Arrivano i primi finanziamenti alla Città di Torino dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur) a seguito del bando governativo “Smart City&Communities” 2012. Si tratta di 190 milioni di euro per 11 progetti che trasformeranno il capoluogo piemontese grazie al lavoro del progetto cittadino Torino Smart City.

 

Le risorse, si legge in un comunicato del Comune di Torino, saranno divise tra i progetti di Smart City e quelli di Smart community: ai primi andranno 183 milioni, ai secondi circa 7 milioni di euro. Torino ha quindi a possibilità di attuare quasi tutti i suoi progetti d’innovazione tecnologica e sociale (11 su 14) in diversi ambiti, tra cui: sicurezza, trasporti zero emissioni, inclusione sociale, scuola, smart grids, architettura sostenibile, ambiente, qualità della vita.

Compiaciuto il sindaco Piero Fassino ha espresso la sua soddisfazione per il raggiungimento di “un risultato importante, che è frutto della capacità tutta torinese di costruire progetti attraverso un’azione corale. La condivisione di un obiettivo e di un progetto per la costruzione di una città intelligente tra imprese, ricercatori, poli universitari di prestigio e un tessuto di start up e piccole imprese creative è il punto di forza della nostra città, che ci sarà di grande aiuto per la costruzione dei dossier di candidatura ai prossimi bandi europei“.

 

La città ha centrato un obiettivo fondamentale per il suo futuro, con considerevoli ricadute sull’economia locale, che porta un po’ di ossigeno a centri di ricerca e imprese la cui vocazione è l’innovazione tecnologica in chiave di smart city. “Siamo molto orgogliosi e soddisfatti del risultato ottenuto con il finanziamento dei progetti supportati dalla Città nell’ambito del bando Miur – ha affermato Enzo Lavolta, assessore all’Innovazione, Sviluppo e Sostenibilità ambientale della Città di Torino e presidente Fondazione Torino Smart City- è stata riconosciuta la qualità dei progetti proposti dalle imprese e dai centri di ricerca del nostro territorio con il sostegno dell’Amministrazione comunale“.

 

Il ministero aveva chiesto a giovani sotto i 30 anni di proporre progetti territoriali di innovazione da realizzare in partnership con le città. Delle 40 idee presentate, sulle circa 400 pervenute al ministero, 10 sono state finanziate, risultato del coinvolgimento dei giovani torinesi su un tema fondamentale per lo sviluppo delle Smart community sul territorio: l’innovazione sociale. Il bando Social Innovation è giunto in una città attenta ai temi dell’innovazione, che ha supportato i possibili candidati, tramite la Fondazione Torino Smart City, attraverso un percorso di formazione e accompagnamento. I 7 milioni di euro andranno ai promotori del progetto che avranno il sostegno della città nella loro realizzazione, affinchè le ricadute dei finanziamenti andranno ad esclusivo vantaggio del territorio urbano

 

Il progetto Torino Smart City, si legge nel sito della Fondazione omonima, è stato uno dei primi ad essere annunciato in Italia e quello che ha presentato il maggior numero di iniziative in occasione del bando Miur. Nel 2010 è stato approvato il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile della Città (TAPE – Turin Action Plan for Energy), con un target di riduzione delle emissioni di CO2 di oltre il 40% al 2020, ma nel complesso sono 51 le azioni da attuare, ed in parte già attivate, volte a favorire il risparmio energetico, incrementare l’efficienza energetica ed il ricorso a fonti energetiche rinnovabili. Ad oggi, oltre 60 soggetti (aziende partecipate, aziende private, poli di formazione, atenei torinesi, associazioni di categoria, sistema bancario, fondazioni) hanno sottoscritto la Dichiarazione di Interesse, presentato idee progettuali e preso parte alla Piattaforma per Torino Smart City. Una piattaforma progettuale che individua temi di scala metropolitana da affrontare e sviluppa un ambiente di co-progettazione di soluzioni e di idee per arrivare assieme agli operatori economici, sociali, culturali a definire un nuovo modello. Un modello inclusivo che riscriva le regole di ingaggio tra sistema pubblico e privato, che preveda una nuova strumentazione finanziaria, che introduca l’innovazione nella pubblica amministrazione, che veda nuove procedure di procurement, azioni di semplificazione e trasparenza, di regolamentazione, su cui la pubblica amministrazione sappia formulare promesse credibili nel medio periodo.

(f.f.)

 

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