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Smart City: accordo Poste Italiane-Miur a sostegno delle idee per rendere le città più ‘intelligenti’

Italia


Tra i pilastri dell’Agenda digitale italiana, le smart city stanno assumendo un ruolo centrale nei progetti di innovazione sociale in corso nel paese, grazie anche all’impegno del Governo a sostenerli con stanziamenti per 1 miliardo di euro.

A sostenere i progetti legati alle comunità intelligenti è scesa in campo anche Poste italiane che ha siglato un accordo col ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca in base al quale il gruppo guidato da Massimo Sarmi fornirà i servizi finanziari per la gestione dei fondi diretti ai progetti selezionati nel quadro del programma Smart City-Social Innovation.

 

“Poste Italiane è sempre pronta a offrire supporto a quanti operano nel campo della ricerca e dell’innovazione – ha dichiarato Sarmi – Assicureremo al Miur l’apporto dei nostri servizi finanziari tradizionali e via web per l’assegnazione dei fondi a sostegno dei migliori progetti del programma Smart City-Social Innovation”.

“L’iniziativa – ha aggiunto Sarmi – raccoglierà le idee più efficaci e innovative per rendere le nostre città sempre più ‘intelligenti’ e tecnologicamente capaci di semplificare e migliorare la qualità della vita delle persone”.

 

Il Protocollo firmato col  prevede che Poste Italiane e il Miur possano integrare e arricchire in seguito il pacchetto di servizi che saranno attuati grazie all’intesa, con particolare riferimento alla filiera della gestione degli incentivi e dei fondi dell’Unione Europea.

I progetti di Innovazione sociale sono infatti cofinanziati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale per le Regioni Convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), e attraverso questi progetti il Miur punta a raccogliere idee tecnologicamente innovative con i quali la ricerca e il mondo delle imprese possono individuare e sviluppare nuove soluzioni per innalzare la loro competitività, migliorando le condizioni socioeconomiche delle quattro regioni di riferimento.

Due le linee di intervento previste dal ministero e rivolte a giovani di età non superiore ai 30 anni: la prima riguardante le ‘Smart city and Community’, con una dotazione di oltre 200 milioni di euro a valere sul Pon Ricerca e Competitivita’ 2007-2013; la seconda i ‘Progetti di innovazione sociale, cui sono destinati 40 milioni di euro.

 

Un territorio, secondo la definizione del Governo, “può essere definito “smart” quando concentra i suoi sforzi di sviluppo nel capitale umano e sociale, nei trasporti e nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nella gestione oculata delle risorse naturali e nella promozione di una governance partecipativa”.

La Smart Community, considerata in senso più ampio, rispetto alla definizione di agglomerato urbano di grande e media dimensione, è una “città diffusa intelligente” che affronta temi socio-ambientali, sulla mobilità, la sicurezza, l’educazione, il risparmio energetico ed ambientale.

 

Lo scorso 5 giugno, ad esempio, la città di Napoli ha ottenuto l’approvazione di 4 progetti relativi alla valorizzazione del patrimonio culturale, allo sviluppo sostenibile, all’incentivazione delle energie alternative, al bike e al car sharing.

Secondo le proiezioni di ABI Research, il mercato delle tecnologie e dei servizi necessari per rendere le città ‘intelligenti’ crescerà dagli 8 miliardi di dollari nel 2010 a 39 miliardi nel 2016, per una spesa cumulativa che tra 5 anni sarà di 116 miliardi.

 

A sostegno dei progetti legati alle smart city è scesa nelle scorse settimane anche l’Anci – l’Associazione dei comuni italiani – con la costituzione di un Osservatorio nazionale che nasce dalla volontà di trovare “una via italiana alle Smart city”, in cui lo sviluppo tecnologico e sostenibile sia affiancato da una visione “inclusiva e partecipata, capace di sostenere e valorizzare gli asset che caratterizzano il nostro paese”, come ha spiegato il sindaco di Torino, Piero Fassino. (a.t.)

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