BIG DATA: l’Europa rallenta con gli investimenti

di Flavio Fabbri |

VINTI

I big data rimangono al centro dell’attenzione dei mercati IT di tutto il mondo e, secondo un nuovo studio Gartner, già entro la fine di quest’anno il 64% delle aziende intervistate avranno avviato investimenti e sperimentato soluzioni nuove.

 

Nel 2012 tale soglia di attenzione si era attestata al 58%, dato che fa sperare i ricercatori Gartner sull’ulteriore crescita del settore negli anni a venire. Dallo studio emerge che per il 2013 il 30% delle aziende ha già investito in big data, il 19% lo farà invece entro il 2014 e il 15% entro il 2015.

 

I settori che beneficeranno della fetta maggiore di spesa, sono: media e comunicazione (39%), banking (34%)e servizi aziendali (32%).  Se si sposta in avanti il limte temporale, entro il 2015, si nota che le risposte tendono a concentrarsi nel 50% dei casi nel settore trasporti, nel 41% in quello della salute e infine delle assicurazioni (40%).

 

In termini regionali, sono gli Stati Uniti il mercato leader, con il 38% delle aziende e delle organizzazioni pronte ad investire subito in tecnologie big data, subito seguiti dai Paesi asiatici, che entro il 2015 nel 45% delle risposte hanno sottolineato l’intenzione di spesa in big data. Indietro e meno propense ad investire in questa nuova piattaforma di servizi sembra essere l’Europa, assieme a Nord Africa e Medio Oriente, che non guardano con sufficiente fiducia ai big data.

 

Un dato in contro tendenza per l’area EMEA, probabilmente a causa della crisi economica che sta colpendo duro proprio i Paesi del bacino del Mediterraneo, Francia, Spagna, Grecia e Italia in testa.

 

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