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WEB: corte indiana vuole oscurare Facebook e Google, ‘Contenuti immorali’

VINTI

Succede in India, un paese che sta affrontando una delle più grandi trasformazioni economiche, sociali e culturali della sua storia recente. Le nuove tecnologie, come nel resto del mondo, stanno penetrando attraverso i densi strati di popolazione di cui l’India è composta, facendo saltare antiche divisioni e mettendo in pericolo un modo di intendere la società in alcuni casi piuttosto arcaico.

 

Ma, come in tutte le grandi trasformazioni, c’è sempre da fare i conti con le istituzioni e i loro codici del tutto inadeguati per interpretare fenomeni così importanti come le reti sociali e i nuovi livelli di comunicazione elettronica. Stavolta è l’Alta Corte di Giustizia di Nuova Delhi a mettere sotto accusa Facebook e Google, minacciando di oscurarli se non eliminano dal loro interno tutti quei contenuti considerati come ‘immorali’, ‘diffamatori’, ‘offensivi’ e ‘discutibili’.

 

A parte il concetto decisamente vago di ‘contenuto discutibile’, il tutto è partito dalla denuncia presentata da un giornalista indiano contro 21 siti internet. Gli internauti del grande paese asiatico superano i 100 milioni ormai e nei prossimi mesi cresceranno sempre di più, cosa questa che rende praticamente impossibile il rastrellamento digitale della rete indiana a caccia di contenuti ritenuti indecenti oppure offensivi.

 

Gli stessi rappresentanti delle due aziende, fa sapere il sito web indiano NDTv che ha seguito la vicenda, hanno fatto presente che la richiesta della Corte è davvero impossibile da soddisfare. Al momento rimangono solo le minacce, “Faremo come la Cina e bloccheremo l’accesso ai siti web di Facebook e Google“, ma di fatto i due giganti del web rischiano di essere perseguiti secondo i termini di legge contenuti nell’Indian Information Technology Act.

 

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