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eSECURITY: finisce online progetto segreto nuovo Dipartimento Difesa USA

VINTI

A detta di alcuni funzionari del Dipartimento della Difesa della Stati Uniti, intervistati stamattina dalla Reuters, si tratterebbe di una delle più rilevanti violazioni dei sistemi di sicurezza avvenute nella rete governativa nazionale. Per diverse ore, a quanto si apprende dalla celebre agenzia di stampa che per prima si è accorta dell’accaduto, sull’home page di uno dei siti del network dello US Defense Department è stato possibile accedere al progetto tecnico segreto del nuovo edificio in cui si trasferiranno, a breve, molti uffici della Difesa.

Una struttura governativa a ‘prova di bomba’, progettata per resistere ad attacchi terroristici di grande potenziale, fino a 100 chili di tritolo. Tutto in circa 440 pagine che chiunque può aver visto, copiato, anche parzialmente, col pericolo che i dettagli tecnici e tecnologici più importanti siano adesso nelle mani di chissà chi. Il sito in questione è il Mark Center, complesso in via di realizzazione in Alexandria, Virginia, per circa 6.400 persone che saranno autorizzate a lavorarci, entro la fine dell’anno, dal Dipartimento della Difesa USA.

Documenti siglati con l’inutile avvertenza ‘For Officials Use Only‘, che specifica il divieto assoluto di far circolare tale materiale governativo al di fuori dei circuiti ufficiali. Eppure sempre la Reuters ha trovato un consistente spezzone di tali documenti in bella vista proprio sul sito istituzionale dell’Army Corps of Engineers, ovvero la divisione ingegneri dell’Esercito USA, responsabile della costruzione del nuovo edificio e di tanti altri di proprietà del Governo degli Stati Uniti.

Un fatto gravissimo di cui non conosciamo al momento le conseguenze reali“, ha dichiarato allarmato Ken Wells, portavoce dell’Unità militare. “Una guida per il miglior attacco possibile alla struttura, perché ora chiunque può conoscere i punti più deboli dell’edificio e delle sue infrastrutture critiche“, ha sintetizzato Michael Greenberger dell’Homeland Security.

Resta adesso da capire se la pubblicazione del documento, avvenuta senza alcuna protezione di sorta e alla mercé di qualsiasi banda di terroristi in tutto il mondo, sia frutto di un imperdonabile errore umano, il risultato di un’azione di sabotaggio interna, di spionaggio o del cybercrime internazionale.
 

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