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DRM: nasce il mercato degli MP3 di seconda mano. Che fine fa il diritto d’autore?

VINTI

La vendita di seconda mano di un disco, di un libro o di qualsiasi altro tipo di materiale protetto da diritto d’autore è possibile anche on-line? Che ne è però del cosiddetto Digital Right Management (DRM), ovvero del diritto di proprietà digitale sui contenuti scambiati sul web? Da sempre le persone esercitano il diritto a rivendere la propria musica, sia che accada con dischi in vinile che con CD o le vecchie cassette, ma l’era della musica su file porta nuovi problemi. Bopaboo.com ha risolto il problema, semplicemente ignorandolo. Il sito, infatti, offre a tutti la possibilità di vendere on-line i propri mp3 usati, di ‘seconda mano’ e, a detta loro, senza DRM.

Crearsi un proprio store on-line, come Bopaboo permette di fare, vendendo (e comprando) file musicali ‘privi‘ (o privati) di DRM, di per se non prova l’illecito, ma rivenderli più volte lucrandoci sopra potrebbe creare un precedente. Il possessore, vendendo il materiale, in realtà non se ne libera per sempre, perché la copia digitale rimane al proprietario che quindi può continuare all’infinito tale operazione. Il digitale, come tutti sanno, è riproducibile, come il guadagno che ne deriva. Le major al momento stanno a guardare, ma già la R.I.A.A. (Recording Industry Association of America), l’Associazione americana dei produttori discografici, è sul piede di guerra. A quando un chiarimento?
 

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