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GOOGLE.CN – Secondo il Beijing News “non ha ottenuto la licenza Icp”

VINTI

Sembrano non finire i guai in Cina per il famoso motore di ricerca. Secondo quanto riportato dal Beijing News, quotidiano cinese, Google.cn, servizio lanciato lo scorso 24 gennaio scorso in modo conforme alle richieste della censura cinese attraverso una restrizione dei prodotti per i navigatori sul web quali eMail, chat room e blog., “non ha ottenuto la licenza Icp (Internet content provider) necessaria per operare in servizi di contenuti Internet in Cina“. Sempre secondo il quotidiano Google.cn opererebbe sotto la stessa licenza di Ganji.com, un sito internet cinese di informazioni, violando quindi la regolamentazione cinese, che impone ad ogni operatore estero di ottenere una propria specifica autorizzazione prima di iniziare a diffondere i propri servizi sul web. Il Beijing News, inoltre, sostiene che il Ministero dell’Industria dell’Informazione cinese stia indagando sulla questione. Il Ministero dell’Industria dell’Informazione ha contatto la società, ma Google sostiene che l’incontro non è dovuto a nessun problema di licenza. Un portavoce di Google, infatti, interpellato dalla stampa sulla vicenda ha dichiarato che le notizie apparse sul Beijing News sono prive di fondamento, in quanto Google.cn utilizza si la licenza ICP di Ganji.com, ma in base a un accordo di partnership adottato da molte società internazionali di Internet in Cina. “Non è inusuale che gli operatori stranieri adottino la pratica di operare condividendo la licenza di operatori nazionali“, ha dichiarato la portavoce di Google. Anche Yahoo! ed eBay hanno accordi simili per le licenze in Cina. La portavoce di Google ha anche sottolineato che Google.cn rende noto agli utenti il proprio numero di licenza in fondo al suo schermo di ricerca. Dal Ministero dell’Industria dell’Informazione cinese tuttavia non sono arrivate né conferme e né smentite sulla vicenda.

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