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Associazione librai Confcommercio contro decreto Profumo: aumenteranno costi per le famiglie

COMUNICATO STAMPA


Il recente decreto del Ministro per l’Istruzione, Francesco Profumo, (n 209 del 26/03/2013) sulle modalità di scelta dei testi scolastici, contenente tra l’altro il taglio dei tetti di spesa per le dotazioni librarie in favore dei testi digitali, non tiene conto della reale situazione della scuola italiana, al momento non adeguatamente attrezzata per utilizzare le nuove tecnologie al posto del libri nella didattica.

 

Il provvedimento, inoltre, avrà una ricaduta negativa sul lavoro delle librerie indipendenti, snodi fondamentali sul territorio per la distribuzione dei libri e per l’assistenza alle famiglie durante tutto l’anno scolastico e riferimenti importanti per la promozione e la diffusione del libro e della cultura in maniera capillare, in un Paese come il nostro dove gli indici di lettura sono purtroppo molto bassi.

 

Lo afferma, in una nota, l’AliAssociazione librai italiani di Confcommercio-Imprese per l’Italia – chiedendo al ministro di riconsiderare il provvedimento. “Il decreto – dichiara il presidente dell’Ali, Alberto Gallanon solo avrà gravi conseguenze sull’intera filiera editoriale-libraria ma soprattutto sui genitori degli studenti che, viste le tante carenze strutturali delle scuole in termini di dotazioni tecnologiche e di banda larga e tenuto conto anche dei seri problemi di budget degli istituti, dovranno sostenere i costi di acquisto dei dispositivi di lettura (pc, portatili, tablet, ecc.) nonché quelli della connessione”.

 

“Pur considerando fondamentali l’evoluzione tecnologica e la digitalizzazione – ha proseguito Galla – riteniamo che decisioni di questo tipo debbano essere valutate con maggior consapevolezza, tenendo conto della situazione reale della scuola ed evitando di danneggiare il settore editoriale-librario. Prevedere che i libri di testo si possano scaricare online, quando gli istituti e le famiglie non sono ancora pronti, genererà confusione fra gli studenti e finirà per alimentare il mercato delle fotocopie illegali, già in mano alla malavita organizzata“.

 

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