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Riforma Tv e polemiche politiche, l’opinione del presidente dell’Aduc

COMUNICATO STAMPA


Dopo la riforma del sistema televisivo, con le abituali smentite e precisazioni dopo il tradizionale polverone di consensi, dissensi, anatemi e atti di fede, abbiamo l’impressione che gli unici a non trarne vantaggio siano l’utente e il contribuente: l’utente che è costretto a pagare il canone/tassa alla Rai per il solo possesso di un computer con cui tiene la contabilità familiare o il contribuente che passivamente registra uno sperpero di miliardi tra soldi alla Rai e contributi all’editoria televisiva.

 

Per quanto concerne la rottura del duopolio Rai/Mediaset e l’apertura del mercato, inoltre, si nota solo che il ministero non risponde neanche a specifiche interrogazioni al riguardo.

Come sempre accade nel nostro Paese e soprattutto a livello istituzionale, la pelle e le tasche degli utenti e dei contribuenti esistono solo come merce fissa di scambio per la politica. Quest’ultima non è il metodo con cui rendere la vita più semplice, più facile e più economica per i cittadini, ma il grimaldello per il mantenimento degli assetti di potere che ci governano o che sono all’opposizione. Sulle tv e sulla Rai, come sul finanziamento pubblico ai partiti, non ci sono margini di confronto, ma solo giochi delle parti dove, alla fine, qualunque sia il risultato, entrambe queste parti sono appagate non modificando nulla per utenti e contribuenti.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc, conclude la sua nota dichiarando “Siamo amareggiati, ce ne rendiamo conto, ma se una riforma, qualunque essa sia, non prevede vantaggi per questi soggetti ma solo cambi di timoniere, che riforma è? Gli scontri ideologici sono roba da politici, non da cittadini“.
 

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