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‘Media e minori, i genitori non controllano i figli. A dirlo sono i ragazzi’. Intervista a Elisa Manna (Censis)

INTERVISTA


I genitori non controllano quello che i figli vedono in tv. A dirlo sono i ragazzi. E’ questo in sintesi uno dei punti salienti delle due ricerche di campo realizzate dal Censis nel quadro della collaborazione con l’Agcom per la realizzazione del Libro Bianco Media e Minori, per sondare l’influenza dei contenuti mediatici sulle nuove generazioni. Al di là degli studi più diffusi a livello internazionale, che analizzano fra le altre cose il rapporto fra la rappresentazione mediatica della violenza e l’induzione di atteggiamenti e comportamenti violenti nei ragazzi o il ruolo dei videogames e dei social network nella loro vita quotidiana, il Censis ha focalizzato l’attenzione su due categorie ben precise: da un lato, i genitori con figli piccoli, dall’altro gli adolescenti. Ne abbiamo parlato con Elisa Manna, Responsabile Settore Politiche Culturali del Censis.

 

 

Key4biz. Dottoressa Manna, quali sono in sintesi i risultati della ricerca del Censis sui genitori?  

 

Elisa Manna. I genitori, di età compresa fra 35 e 44 anni, risultano essere ipermediatici, ma, soprattutto, sembrano avere ancora tanta voglia di giocare. Un terzo dei genitori del campione trascorre da 1 a 3 ore al giorno giocando con videogiochi offline. Questa ludicità non impedisce loro  di prediligere i programmi d’informazione. Sono, come si dice tra sociologi, ‘contaminati’, nel senso che hanno predisposizioni e predilezioni apparentemente inconciliabili. Chattano molto e parlano molto con lo smartphone.

 

 

Key4biz. Che rapporto hanno i genitori coi i figli in relazione alla tv e gli altri media?

 

Elisa Manna. La loro cifra è la contraddittorietà. Dichiarano di seguire i programmi televisivi insieme ai loro figli, però, al tempo stesso, dichiarano che i loro figli hanno accesso diretto  alla tv (90% dei casi). Il computer viene seguito un po’ di più, ma solo per quanto riguarda i figli più piccoli.

 

 

Key4biz. E con la fascia protetta che rapporto hanno i genitori?

 

Elisa Manna. I genitori si dicono attenti, ma poi dichiarano candidamente che la fascia protetta non è certo quella preferita  in tv dai loro figli, che seguono soprattutto la fascia preserale (dalle 19 alle 20 , 36,3%) e dalle 20 alle 21 (40,3 %).Così la fascia protetta vale all’incirca il 23%. Anche se conoscono la fascia protetta dichiarano che essa non viene rispettata dalle tv. Apprezzano  molto la tv pensata per i minori ,mentre di quella per tutti denunciano: volgarità, turpiloquio, consumismo, violenza, intolleranza. Il 40% dichiara senza mezzi termini che vorrebbe una tv diversa, pedagogica.

 

 

Key4biz. Altre incongruità genitoriali?

 

Elisa Manna. Più si va avanti nella rilevazione, e più le contraddizioni stridono: i genitori dichiarano di controllare continuamente  i loro figli per quanto riguarda  i contenuti tv, i videogiochi, il videofonino. Parlano abitualmente dei contenuti mediatici con i loro figli; si dicono soddisfatti della ‘segnaletica’; l’86% dichiara di utilizzarla, di questi il 56% dice di farlo abitualmente. Il 25% dice di usare frequentemente il parental control, il 28 % lo fa, ma saltuariamente. Un buon 30% dei genitori  dichiara che i figli guardano solo programmi per minori, seguendo in questo l’attento insegnamento genitoriale. E, alla fine, si dichiarano anche soddisfatti della tv  che in generale offre svago e divertimento (40%).

 

 

Key4biz. Sembra quasi un quadro idilliaco. Ma è davvero così?

 

Elisa Manna. Assolutamente no, perché andando avanti si riscontra che il 60% dei genitori dichiara di utilizzare i media  come meccanismo premiale o punitivo: ad esempio, ‘se fai compiti, ti faccio giocare con la play station o ti faccio guardare la tv fino a tardi’. Un comportamento non proprio adeguato sul piano pedagogico.

 

 

Key4biz. Cosa dicono i genitori di Internet?

 

Elisa Manna. Vedono in Internet uno strumento di modernizzazione e di stimolo alla internazionalizzazione dei propri figli, ma non per questo li vedono più maturi. Circa il  25% dei genitori intervistati  denuncia un senso d’impotenza. Di Internet temono soprattutto  pornografia e gli incontri con gli sconosciuti. Il programma televisivo che vorrebbero eliminare è “Il grande fratello”.

 

              

Key4biz. Cosa dicono di tutto  questo i figli?

 

Elisa Manna. Dicono che i genitori  non controllano  quello che vedono in tv. A controllare è appena il 22% dei genitori di figlie femmine e il 9% dei maschi. Solo l’11% sa per certo che i genitori usano il parental control. Dichiarano senza mezzi termini che la scuola non fronteggia i contenuti mediatici.

 

 

Key4biz. Come sono questi adolescenti?

 

Elisa Manna. Come prevedibile, i ragazzi risultano  anch’essi ipermediatizzati, e per loro il pc (96%) supera la tv (94%). Usano nuove forme di televisione (streaming, mobile, on demand) e anche la radio migra verso nuovi strumenti d’ascolto. Metà degli adolescenti guarda la tv con i genitori. La fascia d’ascolto più frequentata dagli adolescenti è dalle 21 alle 22, seguita da quella dalle 20 alle 21 e dalla post prandiale. La fascia protetta arriva quarta.

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