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Multinazionali in Italia. S. Schiavoni: ‘Vi racconto la nostra Divisione Optics, con regia a Vimercate ed operazioni in tutto il mondo’. Interrvista a Stefano Schiavoni (Alcatel-Lucent)

INTERVISTA



Al recente Broadband World Forum 2008 di Berlino, l’Italia è stata rappresentata anche dalla Divisione Optics di Alcatel-Lucent Italia. Un Headquarter mondiale a Vimercate, una direzione di manager italiani, una plancia di comando globale su un ambito di operatività fortemente innovativo.

Abbiamo incontrato Stefano Schiavoni, 44 anni, Vice Presidente della Divisione Optics, che è a capo di una delle tre aree operative della Direzione medesima, e gli abbiamo posto alcune domande sulle attività della sua Divisione e sulle prospettive.

   

   

K4B.       Allora Schiavoni un Headquarter in Italia, un settore strategicamente rilevante, quale quello delle comunicazioni transcontinentali, e tutta una serie di altre offerte di tecnologia avanzata che vi vedono rappresentanti di un esempio di eccellenza italiana. Ci spieghi questa scelta di Alcatel-Lucent…

   

Schiavoni.         Certo. In termini di reti per le infrastrutture fisse dei service provider, come è noto, Alcatel-Lucent ha varie linee di attività tecnologiche. La Divisione Optics è una di queste, assieme all’IP routing dell’accesso, dove Alcatel-Lucent è peraltro leader mondiale oramai da sei anni consecutivi. La Divisione Optics ha il suo quartier generale a Vimercate dove risiede da più di dieci anni e da qui contribuisce a coordinare le attività a livello mondiale nell’intero segmento ottico.

   

   

K4B.       In Italia avete quindi un’attività di ricerca e sviluppo e un’attività di tipo industriale. Vogliamo ricordare di cosa si tratta?

   

Schiavoni.         Si certo, In Italia abbiamo effettivamente sia attività di ricerca e sviluppo con alcuni tra i siti più importanti a livello mondiale per la Divisione Optics e abbiamo anche stabilimenti. Vorrei ricordare le strutture che abbiamo a Genova, attivata appena due anni fa, e Battipaglia, unitamente allo stabilimento industriale avanzato di Trieste.

  

  

K4B.       E’ molto importante che l’industria dialoghi con il mondo della ricerca universitaria. Cosa avete fatto sino ad ora da questo punto di vista e come intendete sviluppare tali relazioni?

   

Schiavoni.         Abbiamo tradizionalmente forti relazioni con il mondo accademico universitario e con il mondo della ricerca italiana in termini di scambio di idee e di esperienze, con l’obbiettivo di sostenere e sviluppare la nostra capacità di innovazione. Uno dei requisiti fondamentali per poter oggi avere un ruolo di eccellenza nel settore tecnologico di punta come quello delle tlc è proprio la capacità di innovare. Noi abbiamo ricevuto dal mercato, nel corso del tempo, diversi attestati che riconoscono i nostri sforzi in questa direzione, grazie ai prodotti sempre più innovativi e competitivi che abbiamo lanciato sul mercato. E questi risultati derivano anche dalle buone relazioni con il mondo della ricerca universitaria. Direi che per noi è molto importante legarci al territorio e questo legame fondato sulla capacità di innovazione è sicuramente molto importante.

   

   

K4B.       L’attività della Divisione Optics va ben oltre l’Italia e, fisicamente, attraversa gli oceani. So che avete, tra le altre cose, una flotta adibita appositamente alla posa dei cavi transoceanici…

   

Schiavoni.         Le nostre attività sono parte integrante di una strategia complessiva e vanno dalla concezione all’ideazione dei prodotti, dalla progettazione alla messa in opera di reti. Queste reti possono variare in termini di scala e di complessità in modo estremamente ampio. Si va da reti di metropolitane, limitate ad usi di aggregazione in ambiente metropolitano di raccolta del traffico voce e dati, a reti di lunga distanza sia come backbone nazionali che internazionali. Uno degli esempi che si può citare è Sea-Me-We 4, un consorzio di operatori internazionali che hanno finanziato una rete sottomarina e terrestre che va dal Mediterraneo al Golfo arabico, transitando per il Medio Oriente fino a raggiungere il Sud-Est Asiatico.

Questa rete è stata ideata progettata, messa in campo anche grazie ai sistemi di Alcatel-Lucent, fino alla messa in opera sul fondo dei mari con i relativi servizi di manutenzione.

Questo dà un’idea sommaria della scala di complessità che riusciamo a gestire nella nostra attività.

   

   

K4B.       Alcatel aveva la sua vocazione globale, oggi è Alcatel-Lucent, con la somma di due visioni globali. Cos’ha comportato nel vostro quartier generale di Vimercate e più in generale per l’attività di Optics l’unificazione dei due marchi?

   

Schiavoni.         Non ha comportato grandi discontinuità. Alcatel aveva il quartier generale per la divisione ottica in Italia, cosi è rimasta dopo la fusione. E’ una scelta forte, che rimane tale.

   

   

K4B.       Rispetto alla corsa di nuore regioni continentali ormai non più emergenti, penso soprattutto all’Estremo oriente, cosa è cambiato per la Divisione Optics?

   

Schiavoni.         I mercati asiatici sono per noi molto importanti e i nostri prodotti sono internazionali poiché adottiamo standard per tutto il mondo, dall’Europa al Nord America e all’Asia. L’adozione delle tecnologie ottiche vede le stesse richieste arrivare da tutti i tipi di mercati in termini di funzionalità che dobbiamo essere in grado di fornire a tutti i nostri service provider. L’Estremo oriente è un mercato per noi interessante e siamo molto attivi. Vorrei qui ricordare, ad esempio, che a Pechino abbiamo realizzato per China Netcom una rete che opera in ambito metropolitano per traffico voce e dati, una rete che verrà utilizzata anche per le Olimpiadi di Beijing 2008.

   

   

K4B.       Al recente Broadband World Forum 2008 di Berlino Alcatel-Lucent ha fatto una serie di annunci. Quanto c’è in questi annunci di Divisione Optics e di Italia?

   

Schiavoni.         Si, in questo momento Alcatel-Lucent è ancor di più in prima fila per quel che riguarda i grandi progetti di trasformazione delle reti per la migrazione verso l’Ip.

Siamo attivi da diversi anni nel settore broadband con l’iniziativa Triple Play Service Delivery Architecture che ha avuto un grande successo. Lanciamo proprio in questo periodo l’architettura META per gli operatori mobili e per abilitare i nostri clienti a migrare dalle reti mobili tradizionale a reti Ip.

A Berlino lanciamo un certo numero di prodotti, come apparati di aggregazione per le Base Station. Abbiamo una gamma di prodotti nuovi che permettono agli operatori di connettere le loro Base Station alle centrali, per gestire il servizio mobile attraverso una varietà di tipologie di accesso che vanno dal rame alla fibra ottica ai ponti radio. E visto che siamo in ambito italiano, ci tengo a dire che due di questi nuovi prodotti, in particolare il 1850 TSS-5 ultimo nato della famiglia 1850 Transport Service Switch e il 9500 MPR, due dispositivi che permettono ai clienti di migrare progressivamente nella rete mobile da un’infrastruttura TDM a IP, sono due prodotti di concezione italiana.

   

Insomma “…Questa non è Alcatel-Lucent Italia, ma è Alcatel-Lucent in Italia..” ha aggiunto Andrea Radic, Direttore Public Affairs e Comunicazione di Alcatel-Lucent, che ci ha accompagnati nel corso dell’intervista.

 

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