Eric Gerritsen (Sky Italia) alla Camera: ‘Servono nuove regole, per frequenze e OTT’

di Raffaella Natale |

Chiede nuove regole per le frequenze e gli OTT, Eric Gerritsen, executive vicepresident Communication e Public Affairs di Sky Italia, in audizione oggi alla Commissione Trasporti della Camera.

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Eric Gerritsen

Dalle frequenze ai servizi Over-The-Top, audizione a tutto tondo oggi in Commissione Trasporti della Camera per Eric Gerritsen, executive vicepresident Communication e Public Affairs di Sky Italia, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul sistema dei servizi audiovisivi.

Il manager della pay tv che fa capo alla 21st Century Fox di Rupert Murdoch, che a fine giugno ha portato a casa i diritti tv per la serie A ed è al momento impegnata nel progetto di un super network paneuropeo, va dritto al sodo e ai parlamentari chiede nuove regole per l’audiovisivo per l’avanzata delle web company nell’industria broadcasting.

Rai e Mediaset sono un ‘unicum’ in Europa – ha indicato Gerritsen – con una presenza di canali sul digitale terrestre che non ha eguali nel vecchio continente“.

Per Gerritsen, “è quindi necessario un intervento per la disciplina delle frequenze”.

 

Non sono mancate valutazioni sull’assetto proprietario di Auditel, recentemente Sky s’è dotata di un proprio sistema (SmartPanel) per misurare gli ascolti anche in mobilità, e sul Decreto Romani del 2010 che ha fissato i tetti orari per la raccolta pubblicitaria.

Sky Italia, ha indicato il manager, chiede al legislatore e al regolatore interventi profondi prevedendo “regole di principio, semplici e ragionevoli” .

“Questo intervento – ha aggiunto – dovrebbe fornire un riequilibrio pro-competitivo in materia di frequenze” e sarebbe coerente con gli indirizzi della Commissione Ue e dell’Agenda digitale, “nonché con quanto sta accadendo in giurisdizioni comparabili come quella spagnola”.

 

Gerritsen non tralascia di affrontare un tema caldo, quale quello dei contenuti online offerti dalle multinazionali di internet che mette in diretta competizione web company e broadcaster, che sono però governati da regole diverse che rendono il mercato non propriamente concorrenziale come hanno più volte ribadito gli altri competitor.

Abbiamo deciso di affrontare di petto la sfida – ha indicato Gerritsen – lanciando i nostri servizi OTT, reputandoci a tutti gli effetti una media company legata alla centralità dei contenuti e non a questa o quell’altra tecnologia”.

“Al tempo stesso va oggettivamente riconosciuto che i nuovi soggetti OTT competono con tutte le altre televisioni, puntando agli stessi target, da una posizione di vantaggio, che attiene anche a specifici aspetti regolamentari“. Gerritsen ha evidenziato i vincoli su “autorizzazioni, quote di investimento e produzione, tutela dei minori e tetti pubblicitari” che riguardano solamente i broadcaster tradizionali.

 

Il manager ha poi sottolineato: “Ci teniamo a ribadire che Sky è un operatore multipiattaforma e non può essere considerato un semplice operatore della Tv via satellite”. Secondo il manager della pay tv “confinare Sky in questo recinto, come spesso è accaduto in termini di percezione ma anche di regolamentazione, significa non definire

correttamente la natura della presenza di Sky nel sistema televisivo italiano. Contributo che è fondato sulla centralità dei programmi, che sono decisivi per la loro qualità, per la loro capacità differenziante ma anche per l’innovazione tecnologica con cui vengono resi disponibili, su qualsiasi piattaforma ne consenta la fruizione con la giusta qualità, sia esso il satellite, o il digitale terrestre (come per il canale Cielo) o il broadband come i nuovi servizi”.

 

Gerritsen ha poi spiegato che “quello dell’intrattenimento televisivo è uno dei settori cresciuti maggiormente negli ultimi 10 anni in termini di ricavi (+2,3 miliardi) e di occupazione. Nonostante questa crescita, il livello di redditività dell’intero comparto è molto basso”.

“I quattro operatori principali nel 2012 (ultimi dati ufficiali disponibili per tutti) – ha segnalato – hanno generato un ebit complessivo di 31 milioni con un margine di appena lo 0,4%”.

“Questo indicatore – ha spiegato Gerritsen – ci segnala una forte criticità per tutto il sistema e, vista la velocità con cui questo mercato sta evolvendo, rende ancora più necessari interventi tempestivi e coraggiosi che possano restituirgli prospettive di crescita e di ritorno alla redditività”.

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