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ETNO-MLex Regulatory Summit, le telco a un bivio. Luigi Gambardella: ‘Nuove regole per gli investimenti’

Europa


Entro la fine di quest’anno, gli abbonamenti ai servizi di telefonia mobile arriveranno a quota 700 milioni (dai 691 dello scorso anno) e le sottoscrizioni alla banda larga fissa saliranno da 149 a 155 milioni. E’ quanto emerge dai risultati intermedi dell’Annual Economic report di ETNO e IDATE, presentati oggi nel corso dell’ETNO-MLex Regulatory Summit, che fotografa l’andamento dell’industria telecom europea nel periodo 2009-2013 e fornisce le previsioni per l’anno in corso.

Previsioni di crescita, dunque, per quanto attiene agli utenti dei servizi a banda larga fissa e mobile: una crescita che però non si traduce in un aumento dei ricavi, che, anzi, hanno registrato una contrazione costante tra il 2009 e il 2013, con previsioni negative anche per l’anno in corso.

 

 

L’Arpu (il ricavo medio per utente), allo stesso modo, resterà stabile a 22,2 euro per il segmento fisso e a 14 euro per quello mobile. Dal 2009, sottolinea il rapporto, l’Arpu mobile è sceso del 16%, mentre quello della banda larga fissa ha registrato una contrazione del 6%.

 

 

Nonostante queste condizioni non certo favorevoli le aziende del settore hanno mantenuto i livelli di investimento a circa 47/48 miliardi di euro l’anno, devolvendo gran parte delle loro entrate all’ammodernamento delle reti, con l’obiettivo offrire a imprese e consumatori servizi sempre più performanti e all’Europa una chance di risalire nelle classifiche di competitività, che ci vedono inesorabilmente scendere anno dopo anno, a vantaggio dei competitor asiatici e Usa.

 

 

 

Il tutto mentre i ricavi degli operatori over the top hanno continuato a crescere anno dopo anno.

 

 

Come fare, dunque, per invertire questo trend?

L’ETNO-MLex Regulatory Summit giunto alla terza edizione e che si svolge alla vigilia del Semestre italiano di presidenza dell’UE, riunisce oggi a Bruxelles rappresentanti di alto profilo tra operatori di telecomunicazioni, istituzioni europee, regolatori, accademici, investitori e stakeholder a vario livello, con l’obiettivo di creare una piattaforma per discutere delle politiche chiave della regolamentazione europea.

 

Al centro dell’intervento del presidente del board ETNO Luigi Gambardella, proprio la necessità di un’evoluzione della regolamentazione del settore delle comunicazioni elettroniche “per consentire agli operatori di rispondere alle nuove sfide e di sbloccare una nuova fase di investimenti”.

Per essere un volano e non un ostacolo, la regolamentazione dovrà dare un chiaro input ad accordi commerciali aperti e trasparenti, in contrapposizione ai prezzi regolamentati. Se si guarda agli Stati membri, infatti, si nota come ancora non si riesca a riconoscere che l’orientamento al costo per l’accesso alle nuove reti semplicemente uccide gli incentivi a investire”, ha detto Luigi Gambardella, secondo cui la regolamentazione è appropriata solo quando è giustificata dalle condizioni di mercato e dalle esigenze dei consumatori.

Allo stesso modo, per quanto riguarda i mercati mobili, “sosteniamo un quadro che premi gli investimenti e la differenziazione delle reti. Gli operatori – ha affermato ancora il presidente del board ETNO – dovrebbero avere incentivi più forti a investire dal momento che l’indebolimento degli incentivi agli investimenti porta a un’ampia diversificazione nelle prestazioni delle reti, che è chiaramente inaccettabile sia per i consumatori che per i politici”.

 

Quanto alla net neutrality, la posizione di ETNO è chiara e inequivocabile: “bisogna prestare molta attenzione quando si introduce una nuova regolamentazione che ha a che fare col potenziale di innovazione della catena di valore di internet”, ha detto Gambardella.

Fermo restando che ogni cittadino europeo deve poter accedere a qualsiasi servizio, applicazione o contenuto e che l’Europa necessità di regole uniformi, contro l’attuale frammentazione e l’incertezza delle regole, “perché internet funzioni abbiamo anche bisogno del traffic management per assicurare la qualità delle reti”.

In secondo luogo, “vogliamo che le persone paghino per quello che usano. Perché – si chiede Luigi Gambardella – gli utenti normali devono sovvenzionare gli utenti o le aziende con esigenze di connettività più specifiche? Dobbiamo permettere la necessaria differenziazione dell’offerta e, per evitare che regole troppo rigide soffochino lo sviluppo di applicazioni innovative come la telemedicina o i servizi video ad alta qualità, abbiamo bisogno che i servizi specializzati restino parte di un’internet diversa e fiorente che cresce a vantaggio di tutti”.

“Al momento, la crescita dell’economia digitale europea è bloccata da un nodo gordiano e per scioglierlo sono necessarie scelte sagge sul quadro normativo e sulla neutralità della rete sono. Bisogna inoltre guardare da vicino a come funzionano le politiche di concorrenza oggi e a una nuova, ambiziosa e coerente agenda politica per la digitalizzazione dell’Europa”, ha concluso il presidente del board ETNO. (Leggi il discorso)

 

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