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Mercato unico tlc tra le priorità italiane sul tavolo del Consiglio Ue

Europa


Riforme strutturali, rafforzamento del mercato unico, occupazione, energia, agenda digitale. Sono questi i pilastri del documento che il premier Matteo Renzi ha presentato al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e intitolato “Un nuovo inizio per l’Europa”.

 

Il documento, anticipato dall’Ansa, si apre con un passo della ‘Vita Nuova’ di Dante: “nomina sunt consequentia rerum” (Vita Nuova XIII, 4: ‘con ciò sia cosa che li nomi seguitino le nominate cose’). Una frase più volte ripetuta da Renzi nei giorni scorsi e che segna anche la traccia di quelle che dovrebbero essere le priorità di una nuova strategia politica volta a riportare crescita, occupazione e coesione in Europa per mezzo di un profondo cambiamento della visione economica dell’Unione.

 

Innanzitutto, quindi, il documento – messo a punto dal sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, in vista del vertice Ue di giovedì e venerdì a Bruxelles – sottolinea la necessità di “incoraggiare le riforme strutturali a livello nazionale, perché sono il pilastro della nuova agenda politica europea”.

“Le riforme sono il principale motore della crescita, in particolare se lo sforzo è compiuto con ampio consenso a livello nazionale e insieme con altri Paesi”, si legge nel testo che esorta ad “agire su più fronti”: stimolare le riforme strutturali, sfruttare ulteriormente i benefici del mercato unico, agire con maggiore determinazione e unità sul fronte dell’occupazione e del digitale, con particolare attenzione al mercato unico per le tlc e i servizi internet e dell’energia.

 

Catalizzatore del necessario cambiamento di verso dell’Europa dovrà essere il prossimo presidente della Commissione europea, che dovrà essere “…coraggioso e inventivo, determinato a far procedere le cose, pronto a difendere le prerogative della Commissione, ma anche guardando negli occhi i capi di Stato e di governo”.

Il nuovo presidente dovrà “…chiedere il rispetto delle regole europee, ma dovrà essere anche in grado di pensare fuori dagli schemi, di essere inventivo ed esplorare nuovi percorsi, avendo una visione di lungo periodo dell’impatto delle politiche europee”. (A.T.)

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